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MiG 27 Flogger - Enrico Bianchi

Brutto, sporco e... cattivo!!!




Parafrasando il titolo di un vecchio film di E. Scola si può descrivere in maniera efficace questo aereo da attacco della V-VS.
Brutto perché le sue linee appaiono pesanti e goffe,le enormi piastre blindate sui fianchi dell’abitacolo e, nella versione K, quel sensore sul muso che assomiglia al naso di un tapiro, molto tolgono all’estetica generale dell’aereo.




Sporco: il MiG27 ha operato nei climi aridi e desertici dell’Afghanistan e in quelli polari delle steppe siberiane mettendo a dura prova le parti più usurabili, è quindi facile vedere velivoli con mimetiche ritoccate a colpi di pennello, con colori sbiaditi, con verniciature scrostate fino a scoprire il metallo sottostante (specie sui bordi dei pannelli più ispezionati) e con trafilature d’olio che segnano vani carrelli e organi idraulici.






Cattivo: avete mai visto la foto di un MiG27 con 2 missili Kh31 "Kripton" sotto le ali?
Ecco... intendo questo per "cattivo".




Il MiG27 flogger è tuttora in servizio nelle forze aeree di Ucraina, India e naturalmente Russia, vediamone brevemente storia e sviluppo.

Un po’ di storia
Il progetto MiG23 "flogger" dette origine a due specifiche varianti per l’attacco al suolo.
Una era rappresentata dal MiG23 BN che manteneva molti punti in comune con la versione da caccia, l’altra introduceva modifiche profonde tanto che la NATO decise di classificarlo con una sigla diversa (MiG27) lasciando la denominazione "flogger" per sottolineare la matrice comune.
Le differenze esterne tra il 23BN ed il 27 sono a prima vista esigue, il muso a becco d’anatra accomuna entrambi ma il MiG27 ha di diverso : le prese d’aria (per intenderci simili a quelle del "nostro" AMX), il tettuccio (che perde il frame centrale tipico del 23) e l’ugello di scarico del motore (più semplice), possiede inoltre le estensioni alari del bordo d’attacco (LERX) mentre la pinna ventrale è più ampia e marcata; sono stati aggiunti due piccoli piloni sui lati posteriori e i due centrali anteriori sono collocati più esternamente, le ruote sono maggiorate (imponendo, per contenerle, un disegno più panciuto della fusoliera) e viene montato un nuovo cannone : sul MiG27 è istallato il potente GSh 6 N 30 a 6 canne rotanti e calibro 30 x 165mm.
Come propulsore è stata adottata una versione meno potente del Tumansky R29 che penalizza la prestazione velocistica dell’aereo a beneficio dell’autonomia, inoltre velocità più controllate nel volo a bassa quota determinano una maggiore precisione nella marcatura degli obiettivi.
Le dotazioni avioniche sono il vero punto di forza del MiG27.
La versione K, la più sofisticata, è dotata di un efficientissimo telemetro/illuminatore laser + camera TV e sistema di navigazione automatica.
Recentemente ulteriori modifiche all’elettronica di bordo hanno avuto lo scopo di rendere l’aereo compatibile con i missili antiradar Kh27PS.
Il MiG 27 è stato prodotto Russia in 600 esemplari a cui si devono aggiungere quelli costruiti su licenza in India ed è stato impegnato in azioni militari durante la guerra in Afghanistan (1979 – 1989) e nel conflitto Iran – Iraq (1980 – 1988).

Il modello
Il MiG 27 in scala 1/48 nella versione D è proposto in commercio da ESCI e Hobbycraft, ho scelto il primo.




ma i kit si equivalgono nella loro mediocrità, si risparmia sicuramente tempo ad elencare i pregi che non i difetti anche perché, a mio modesto parere, il pregio è uno solo: quello di una sufficiente esattezza di forme e dimensioni.
Il confronto con i disegni in scala infatti rileva che le linee generali dell’aereo sono rispettate (ad eccezione del timone decisamente errato), occorrono piccole correzioni sulle ali (da accorciarne le estremità), sui piani di coda e sulle prese d’aria supplementari che vanno avanzate di quasi 1 cm.
Naturalmente se vogliamo un modello migliore di quello proposto dalla scatola c’è da lavorare molto e gli interventi devono riguardare:

  • Reincisione del modello

  • Modifica sostanziale del muso per realizzare una versione diversa da quella proposta dal kit

  • Cockpit e tettuccio

  • Pozzetti e carrelli

  • Zona di ripiegamento ali

  • Sezione di fusoliera in corrispondenza dei vani carrelli principali

  • Cannone e relativo alloggiamento

  • Ugello e condotto di scarico del motore

La costruzione
Devo a questo punto dire che possedere il raro set Kazan (EK001A), con cui è possibile realizzare e dettagliare tutte le versioni di MiG23 e 27, mi ha dato coraggio per affrontare questo progetto.
Il set si presenta davvero bene : all’interno di una voluminosa scatola troviamo tre sacchetti (due dedicati al MiG23 ed uno per il 27) pieni zeppi di resine, due fogli di fotoincisioni, 3 (e dico 3 !!) impennaggi verticali in resina, fogli decal e, cosa straordinaria, tutta la parte anteriore del MiG27 realizzata in vacuform.
Purtroppo, mentre i pezzi dedicati al MiG23 sono di buona fattura e ricchi di dettaglio quelli per il fratellino…. beh state a sentire.
Il presagio di come sarebbero andate le cose l’ho avuto nel momento in cui ho presentato il muso in vacuform sul modello: il pezzo risultava di sezione molto più stretta e molto più bassa, in una parola… piccolo.






Ora, si poteva ovviare al problema della larghezza inserendo uno spessore tra i due semigusci… ma per l’altezza che fare?
Si sarebbe potuto tagliare il pezzo lungo l’asse orizzontale, inserire anche qui uno spessore, riunire il tutto e pregare di far tornare simmetria e linearità : impossibile.
Alla fine ho trovato più semplice "miscelare" ciò che era recuperabile del muso Kazan con quello del kit ottenendo un ibrido che soddisfaceva misure e forme ma innescava una ulteriore serie di problemi.








Lo stravolgimento costruttivo rendeva impossibile montare il vano carrello e il cockpit forniti dal set (poco male: davvero di pessima fattura) che dovevano necessariamente essere autocostruiti.
Il nuovo muso doveva anche ospitare l’oblò del telemetro laser e l’avionica di alcuni pannelli lasciati intenzionalmente aperti sui due fianchi.














Dopo lunghi giorni di lavoro e di passione ho potuto chiudere i due semigusci






e iniziare un’altra zona critica del modello: i carrelli e loro sedi.
Ciò che offre il kit è da dimenticare e la soluzione che propone il set Kazan per migliorarli è forse peggio, quindi non ci sono alternative : mano al plasticard!
Nella realtà i carrelli del MiG 27 (e dei "flogger" in generale) sono piuttosto complessi sia nella forma che nella meccanica con numerosi snodi, braccetti, attuatori e cerniere.








Il lavoro di dettaglio è consistito nel tenere solo la gamba centrale del carrello fornito dal kit e ricostruire tutto il resto, dove ho potuto ho inserito all’interno dei pezzi un anima metallica in modo da irrobustire la struttura, poi ho ricreato dei piccoli snodi sulle articolazioni delle ruote per avere una facile correzione dell’assetto del modello rispetto al terreno.
Stesso approccio di lavoro con i pozzetti: segati via quelli del kit ho usato una sezione di tubo in pvc per ritrovare la forma convessa del vano e ho poi completato il tutto con il solito plasticard e fili di stagno e rame per i cablaggi elettrici – idraulici.




Il passo successivo è stato di dettagliare lo scarico del motore aggiungendo il condotto interno e la parte finale della turbina




per passare poi, controllando le foto della documentazione, a migliorare la zona dove le ali si ripiegano in fusoliera.




Anche il cannone GSh6 è stato ricostruito con plasticard e tubetti di rame.








Molta attenzione è stata riposta nel dettaglio del canopy ricostruendo al suo interno la tendina parasole (pezzetto di foglio di alluminio ripiegato) ed il meccanismo di carrucole e tiranti che serve ad estenderla.
Le successive foto mostrano complessivamente tutti gli interventi principali apportati sul modello.






Legenda:

  1. - Allungamento e dettaglio scarico motore

  2. - Ampliamento alloggio carrello

  3. - Dettagliata sede ripiegamento ali

  4. - Ricostruzione e dettaglio vani carrello posteriori

  5. - Ricostruzione sede cannone

  6. - Ricostruzione e dettaglio vano carrello anteriore

  7. - Rifatta paratia separazione strato limite

  8. - Ricostruito cockpit

  9. - Rifatte piastre blindatura abitacolo

  10. – Ricostruiti e dettagliati vani avionica sul muso, oblò e finestrella telemetro laser e camera TV

  11. – Corretta pianta alare

  12. – Corretta lunghezza ala

  13. – corretta pianta degli impennaggi

  14. - Spostate e ricostruite prese d’aria supplementari

  15. - Ricostruiti dispensatori di chaff & flare

A questo punto si può chiudere la fusoliera, unirla al muso precedentemente finito e iniziare la reincisione dei pannelli.
Gli strumenti da utilizzare sono i soliti: punta metallica, dime di tutte le forme e dimensioni e l’immancabile, versatilissimo nastro Dymo.
Le incisioni sono poi carteggiate con carta abrasiva progressivamente più fine, dalla grana 500 fino alla 1000, e ripulite con paglietta metallica da ebanisti a grana 0000 (per chi volesse adottare lo stesso sistema ricordo di utilizzare durante questa operazione una mascherina per non inalare le minutissime particelle metalliche che si producono dal disfacimento della paglietta).
Dopo aver unito le ali e i piani di coda alla fusoliera, si mascherano i trasparenti ed il lavoro di costruzione è terminato.
L’aiuto fornito dal set Kazan è stato assai poca cosa: il 90% dei pezzi sono finiti nel secchio ma per alcuni particolari è risultato di grande aiuto ad esempio per il timone di coda (fornito in un sol pezzo e dimensionalmente accettabile), per le ruote del giusto spessore, per i fogli decal di buona qualità e per il pannello strumenti del cockpit fotoinciso.

Colorazione ed invecchiamento
Libri ed internet forniscono foto in quantità di MiG27 e non è stato difficile scegliere soggetto e mimetica.
Ho optato per uno schema a 4 colori (2 toni di verde e 2 di marrone) tipico delle macchine operanti nell’est Europa.
Per gli aerei russi è praticamente inutile andare a cercare l’esatta corrispondenza cromatica con il FS, come ho detto nell’introduzione di questo articolo i ritocchi e le sovrapposizioni di vernice effettuati durante le manutenzioni riempiono gli aerei di toppe e sfumature che solo lontanamente assomigliano ai toni originali, le condizioni climatiche poi fanno il resto alterando irrimediabilmente i colori.
Quindi, ad occhio, dal cassetto delle vernici ho preso un verde scuro Gunze H309,un verde chiaro H320, un marrone scuro Tamya XF64 ed un marrone chiaro H310.
Uso diluire molto i colori (per 10 parti di vernice ne aggiungo 6-8 di tinner) e procedo con l’aerografo applicando diverse mani successive.
Quando la vernice è perfettamente asciutta schiarisco i colori utilizzati con del bianco e ripasso le zone più esposte all’azione degli agenti atmosferici (superfici alari e dorso) in modo da creare un effetto di usura.




Successivamente ripasso le linee di pannellatura con una mina in grafite e con una leggera passata di polvere di carboncino stesa a pennello le evidenzio ancora di più, con polveri di gessetto da artista dei colori opportuni completo sulla mimetica la gamma di sfumature che ritengo opportuna








Sigillo il tutto con una mano di trasparente lucido Tamya (diluito 1:1) ed è il momento di posizionare le poche decals, l’ultima carica dell’aerografo conterrà un mix di 10 parti di trasparente lucido e 6 di opaco per conferire la finitura finale al modello.
In questo schema riassumo i colori usati:

MIMETICA
 - Gunze H309
 - Gunze H320
 - Gunze H310
 - Tamya XF 64

SUPERFICI INFERIORI
 - Gunze H 418

COCKPIT
 - Humbrol H89 (10 parti) + H2 (2 parti)

DIELETTRICI
 - Gunze H 307

METALLICI
 - Alclad aluminium (scarico motore)
 - Testor Aluminium (Gambe carrelli)
 - Metal cote Humbrol n°27004 (interno scarico motore e cannone)

Ultimi dettagli
Il modello è da considerarsi terminato ma ho aggiunto piccoli particolari che sono spesso visibili nelle foto di MiG27 ripresi durante i controlli ed i preparativi per una missione.
Ho quindi realizzato in plasticard i tappi per le prese d’aria principali e quelli per le secondarie, in questi ultimi la griglia è stata simulata con un pezzetto di tulle ricavato da una vecchia bomboniera.
Inoltre tenendo sott’occhio alcune foto ho ricostruito il carrello elevatore che aiuta gli specialisti a posizionare l’armamento pesante sotto i piloni.
E’ proprio sui due missili con cui è armato il mio flogger che voglio concludere queste righe:
si tratta degli ordigni aria – superficie Kh29T AS-14 "KEDGE" forniti in resina ancora dalla KAZAN.
Due pezzi a parer mio favolosi con uno splendido dettaglio dell’ottica TV, con 2 piloni optional (per l’uso sui MiG29) e con la possibilità di realizzare la versione Kh29L a guida laser semi attiva.
Con questi due "gioiellini" la Kazan dimostra che sa produrre set di ottima qualità, mi viene inevitabilmente da pensare che se uguale cura fosse stata riservata anche al set dedicato al MiG27 avrei terminato il modello molti mesi prima e con risultati migliori!














Bibliografia.
Numerosissime sono le pubblicazioni che trattano la famiglia dei "flogger".
Le più utili alla ricerca di documentazione sono state:
- AEROFAX : MiG23/27 flogger di Yefim Gordon & Keith Dexter
- PUBBLICAZIONI BURINDO n°92 MiG23/27 (testo in giapponese ma con ottime foto)
- 4+Publication : MiG23.

Enrico Bianchi

[Gallery]

21.09.2007


Nota: questo articolo è stato originariamente pubblicato nel sito superEva.





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