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Le uniformi di Italo Cenni

Per una storia militare della Sardegna (secc. XVIII-XIX)



Tra le (rare) pubblicazioni non specializzate che possono essere prese come spunto sul piano uniformologico, segnalo "Le uniformi di Italo Cenni - Per una storia militare della Sardegna (secc. XVIII-XIX)" (ISBN: 9788896412558 - 28,00 €), edita da Arkadia (www.arkadiaeditore.it) uscito qualche mese fa.


Le uniformi di Italo Cenni

Il volume di 130 pagine contiene una riproduzione dei 71 disegni acquarellati commissionati a Italo Cenni (figlio del più famoso Quinto) durante gli anni 1937-38 nell’ambito di un progetto che voleva l’istituzione anche a Cagliari di un museo del risorgimento a ricordo del contributo allo stesso delle armi sarde.
Il museo alla fine non nacque; il libro, in occasione del 150° dell’unità, ha voluto dare comunque memoria a quel contributo.
Le tavole riproducono uniformi, con alcune bandiere e stendardi, delle truppe sarde a partire dal 1744, anno in cui Don Bernardino Genovese (Genovès), duca di San Pietro, arma a sue spese il Reggimento di Sardegna fino al 1936 quando i soldati sardi servirono la patria in AOI; una carrellata che testimonia l'evoluzione dell'uniforme, da quella tipica di derivazione francese di metà 700 al grigioverde.
E' piacevole seguire le trasformazioni che portarono il Reggimento di Sardegna ad assumere la denominazione di Cacciatori Guardie per poi confluire successivamente, per volontà del sovrano, nella prestigiosissima Brigata Guardie che in seguito assunse la denominazione Granatieri di Sardegna anche in ricordo dell'antico reggimento sardo che aveva contribuito a formarla.
Correttamente allora il libro riporta che gli attuali Granatieri di Sardegna non hanno in realtà reclutamento in Sardegna; una circostanza nota, considerate le peculiari caratteristiche fisiche dei granatieri.
È giusto però ricordare che i “granatieri” - oltrechè le gloriose tradizioni piemontesi del reparto - conservano anche quelle dell’ex Reggimento di Sardegna (con essi fuso nel 1852).
Non mancano le riproduzioni delle Guardie del Corpo e di palazzo, che erano a reclutamento sardo, e le curiosità come un miliziano del 1843 con una veste che ancora oggi è esibita dai cavalieri della saga di Sant'Efisio.
A completare le immagini, tre saggi, i primi due dedicati a brevi descrizioni delle opere appartenenti all'archivio di Stato e alcune considerazioni sulle uniformi illustrate, il terzo, il più interessante, a cura di Virgilio Ilari, ripercorre la storia dei reparti sardi a partire dal 700 fino allo Statuto Albertino (buona parte del testo è visibile a questo link).


Le uniformi di Italo Cenni

Il libro è gradevole da sfogliare: le uniformi sono sostanzialmente corrette e i saggi ricchi di nozioni.
Forse, una pecca del libro è la ricostruzione storica; un maggiore approfondimento su specifici fatti d’arme e uomini avrebbe sicuramente reso l'opera più completa.

Ma forse l'importante è iniziare un filone...

Giaba
[Ha collaborato Riccardo Boi]
02.10.2012



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