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Hurtgen Forest, 1945 - Riccardo Casati




L'idea è nata nel momento in cui mi sono ritrovato ad assemblare un carro M36B1 dell'Academy scala 1/35.
Questo modello montava la torretta del M36 Jackson o Slugger (come lo chiamavano i soldati americani) provvisto di cannone da 90 mm ma invece di essere montato sulla scocca dell'M10 come il Jackson, era posta su quella dello Sherman M4A3.
Nel dicembre del 1944 furono prodotti 300 esemplari di questi carri quindi la scelta di ambientarlo in Germania nei primi mesi del 1945 è stata in qualche modo obbligata.






Dopo alcune ricerche e senza molte conferme, mi è sembrato plausibile che potesse essere operativo in sostituzione agli ormai obsoleti M10 con cannone M7 da 76 mm nelle divisioni Tank Destroyers in appoggio alla 4 divisione Fanteria, che nei primi mesi del 45 combattevano al di qua del Reno, nella foresta di Hurtgen nella fase due della battaglia che costò agli americani ben 33000 perdite e che si protraeva già da settembre del 44.
Essendo dotato di un buon cannone ho pensato che sarebbe stata una buona idea mettere anche un Panther G late forato sul davanti da un colpo da 90mm Cercando immagini del tempo su internet ho trovato foto che ritraevano carri e soldati americani nella foresta... mi ha colpito molto l'ambientazione; il fango attanagliava uomini e mezzi e rendeva difficili gli spostamenti e la logistica, i pini si stagliavano alti e fitti.




Mi stuzzicava l'idea di creare tutto questo per la prima volta e nella mia mente vedevo già i pini che spiccavano nel diorama e lo slanciavano verso l'alto.






Tutti i miei lavori partono sempre da un'idea e mai da un progetto studiato a tavolino; nel momento in cui ho un modello a disposizione, cerco altri mezzi e figurini che meglio si adattano al periodo e al luogo in cui si ambienterà il tutto, sia come uniformologia che come colorazione dei mezzi.
Infatti la colorazione camoflage del Panther G dalle ricerche che ho fatto è quella della 116th panzer Division whermacht comandata dal Generale Walter Model che era dislocata in quella zona della Germania e che rese difficilissima l'avanzata americana.
Inizio sempre dall'assemblaggio e pittura dei mezzi militari e poi procedo con i figurini facendo, nel caso servisse, anche qualche modifica, ad esempio cambiando le teste e le posizioni degli arti per meglio adattarli a ciò che voglio creare.




Mezzi militari .
Il primo carro che ho assemblato è l' M36B1 della Academy in scala 1/35.
Questo kit è fatto bene e non mi ha dato particolari problemi di montaggio, solo le solite procedure di sbavatura per levare i residui di stampaggio dei componenti.
Parto dalle ruote, carteggio tutto bene per renderle lisce e con l'aiuto di una lima le graffio e le rovino sui bordi.
Le ruote dei carri erano rivestite di gomma che raramente rimaneva intatta perciò risultava molto rovinata dall'usura.
Una volta finito di montare i gruppi di rotolamento non li attacco al carro ma li vernicio separatamente.
Assemblo il carro senza portelli e senza tutto il carico di casse, reti, taniche attrezzi etc., li posizionerò già verniciati sul modello finito. Unica modifica che ho apportato al carro sono i cingoli.
Ho sostituito quelli in gomma che danno in dotazione con i cingoli in metallo della Friulmodel.




La colorazione parte da un primer di base grigio medio per proseguire poi con del grigio sempre più scuro nelle zone d'ombra e sempre più chiaro in quelle di luce fino ad arrivare quasi al bianco.
Il colore di base è un olive drab di Ammo of Mig.
Per i mezzi uso solo i colori e gli effetti di mig, mi trovo bene e riesco sempre ad ottenere buoni risultati.
Quando uso la tecnica della preombreggiatura solitamente uso come colore di base una tonalità di olive drab più chiara del normale perché quella sarà la tonalità che avrà il mio carro nelle zone di luce a lavoro ultimato.
Con l'aerografo passo delle mani leggere insistendo più nelle zone di luce e meno nelle zone d'ombra che risulteranno di conseguenza più scure avendo la base nera.
Dopo la colorazione procedo con le scrostature e i graffi con la tecnica chipping; utilizzo un colore grigio scuro e un pennellino 0 con una buona punta, successivamente attacco tutte le decal.






Prima di continuare con le lavorazioni di profilatura e colatura, passo una mano di trasparente satinato ad aerografo per proteggere il colore.
Utilizzando un colore a smalto marrone scuro effettuo la profilatura mentre per la colatura uso un verde molto scuro.
Gli smalti e gli oli che utilizzo per queste lavorazioni li diluisco con whitespirit.
Nella foresta di Hurtgen sicuramente le strade erano bagnate e fangose, ne consegue che anche i mezzi impegnati in quella zona dovevano esserlo.
Il mio diorama rappresentava tutto questo, quindi ho dato inizio alla sporcatura dei mezzi.
Per ottenere un buon risultato anche in questo caso ho scelto prodotti di Mig della linea Mud.
Li ho mischiati ad un po’ di sabbia per dare corposità ed ho ottenuto il fango solido che ho applicato a spatola sotto al carro, sia sulla parte anteriore che posteriore e sotto i parafanghi, quindi tamponati a pennello e a spugna.
Con gli splashes di Mig (un composto già pronto e diluito) ho imbevuto un pennello ed aiutandomi con l'aerografo ho creato gli schizzi di fango; con questa tecnica si crea un effetto molto realistico, le prime volte non è semplice da controllare ma con la pratica si riescono ad ottenere ottimi risultati.




A questo punto ho assemblato i blocchi ruota e i cingoli già precedentemente dipinti e sporcati, ho montato i portelli, incollato gli attrezzi, le casse e tutto quello che avevo preparato a parte e che avrebbe rappresentato la dotazione del carro più tutto quello che gli americani erano soliti portarsi in battaglia.




Per questo motivo all'interno del carro americano ho inserito una copia di Life.
Ho trovato la copertina originale del periodo su internet e con l'ausilio di photoshop l'ho rimpicciolita fino a portarla in scala e l'ho stampata.
L'intenzione era di creare una nota di "normalità" in mezzo a tanta tensione e dolore.




Per il Panther G ho usato la stessa procedura dell'altro mezzo e non ho trovato particolari difficoltà di assemblaggio e di verniciatura; è tutto da scatola di montaggio, ma il carro deve essere sempre "vissuto".
Quindi sono intervenuto sui parafanghi, che ho stortato e bucherellato con il Dremel e una punta fine per simulare i colpi di mitragliatrice, e sulla parte frontale ho simulato due colpi da 90mm, uno che entrava lasciando il foro e l'altro che frantumava la corazza sul lato destro del Panzer V crepandola.
Dopo aver creato il foro, con il pirografo ho rialzato e rigato i bordi cercando di ricostruire l'effetto d'impatto e fusione dato dall'ogiva che entrava.




La crepatura l'ho prima disegnata a matita per avere una traccia, poi vi ho praticato dei forellini vicini uno all'altro che mi hanno permesso di asportare la parte interna lasciando aperto uno squarcio nel frontale.
Ho rifinito a lima e con un cutter ho inciso ancora la plastica più volte per dare l'impressione che le crepe continuassero anche oltre la rottura.
Ho colorato di nero e bianco scrostato per dare un effetto di vernice bruciata e ho messo anche alcuni pizzichi di pigmento nero.












Figurini.
I figurini sono Dragon alpine e Royal model.
Ad alcuni ho sostituito la testa con quelle della Hornet, mentre ai due carristi ho modificato la posizione degli arti tagliandoli e con del filo di ferro fine (innestato proprio in prossimità delle giunture) ho potuto muoverli e riposizionarli a mio piacimento.
In un secondo tempo ho ricostruito e rimodellato gli abiti con resina magic sculpt bicomponente.




Utilizzando questo metodo ho modificato il braccio alzato del figurino in primo piano con il cappotto invernale, al quale inoltre, ho creato il dito indice con un piccolo pezzetto di legno che ho modellato fino a misura e poi attaccato alla mano con una punta di cianoacrilica.




Per la pittura dei figurini ho usato colori lifecolor cercando di rispettare le tonalità delle varie divise: olive drab per le divise e i pantaloni m43, kaki chiaro per le giacche m41 e un po' più scuro per i tank jacket dei carristi, senape per i pantaloni mustard.
Per fare luci ed ombre, uso rispettivamente il bianco e il nero o il verde scuro aggiunto al colore base.
Il colore lo stendo sempre ben diluito a più mani senza aver fretta di arrivare alla compitura definitiva.
Inizio dalle ombreggiature poi correggo con la base per poi passare alle lumeggiature.
Per tutte e due i passaggi comincio da zone più ampie e lentamente mi ritiro fino ad arrivare a dei punti.
I volti li coloro separatamente e poi li colloco sui corpi dei figurini.




La tecnica è la stessa e i colori sono sempre della Lifecolor che fanno parte dei kit divise americane e flash.
Li trovo perfetti sia per opacità che per attinenza cromatica con le divise reali dell'epoca.
























Quando ho tutto pronto mi dedico alla costruzione del diorama.
In questa fase la mia creatività ha il suo sfogo.
L'intenzione era quella di rialzare il diorama affinché spiccasse ed inoltre volevo avere tanto spazio sulla base per inserire il titolo.
Quindi ho incollato tra di loro diversi strati di polistirene ad alta densità per arrivare all'altezza adatta allo scopo.
Successivamente con l'aiuto di un termocutter ho modellato le strade lasciando l'altura per poter mettere i pini.




Quando ho avuto la base pronta ho lisciato tutta la parte esterna del diorama e vi ho incollato con vinavil della tela da quadri che poi, a lavoro quasi ultimato, ho invecchiato con lavaggi di tea per invecchiarla e ho posizionato il titolo del modello bene in centro sul davanti.
Ho poi creato una roccia versando del gesso liquido in uno stampo della woodland scenics.
Una volta seccato l'ho incollato con del vinavil al crinale dell'altura, l'ho colorato con colori acrilici ocra grigio e ruggine, procedendo poi con dei lavaggi molto diluiti con acqua, usando un pennello morbido e grosso dall'alto verso il basso.
In seguito ho iniziato a lavorare le parti dove non c'erano le strade stendendo del vinavil, subito sopra uno strato di das che, essendo a lenta essicazione, mi ha permesso di modellare le asperità del terreno.
Ho proseguito ancora con vinavil e poi sassolini di varie dimensioni e forme che ho affondato un po' nel das ancora morbido.
Per ultimo ho utilizzato terriccio per bonsai che è ricco di piccole radici e meglio si presta alla creazione del terreno boschivo.
Quando si è asciugato tutto, ho capovolto il diorama per togliere la terra in eccesso aiutandomi con un pennello.
L'ho poi rifinito con i colori dark heart nelle zone più in ombra e un brown sand nelle zone in luce, qualche lavaggio a olio terra bruciata sui sassi e pietre e poi delle passate leggere con pennello secco con un grigio quasi bianco per dar loro risalto.
A questo punto si presentava il problema fango da creare per la prima volta.
La strada doveva essere fangosa con impronte dei mezzi belle profonde e dell'incedere faticoso dei soldati, quindi ho steso uno strato di vinavil e l'ho ricoperto con il das come per il terreno.
Poi, con delle rotelle che ho creato io con diverse tipologie di ruote e cingoli e con due gambe di figurino attaccate a dei bastoncini, ho improntato il das su tutta la strada in maniera credibile e l'ho lasciato asciugare.
Dopo qualche giorno quando il tutto era ben asciutto e duro ho preparato il fango facendo un composto con sabbia fine, un po’ di gesso e vari colori ad olio diluiti con acquaragia.
Ne ho steso sulla strada uno strato leggero facendo attenzione a non ricoprire completamente le impronte dei cingoli e dei passi dei fanti.
Una volta seccato, il composto assume un aspetto di fango secco, quindi per dare un aspetto umido, ho dato più passate con del gel medium lucido diluito con un po' di acqua.
Tutto questo procedimento va fatto dopo aver posizionato i carri e i figurini nella loro posizione definitiva precedentemente ricavata nel das facendo molta attenzione nell'avvicinarsi con il composto fangoso evitando di sporcarli esageratamente andando di conseguenza a nascondere i dettagli.




Per le pozzanghere ho utilizzato della resina monocomponente con l'aggiunta di una punta di colore acrilico brown sand per dare profondità e colore.
Questo procedimento va fatto con un contagocce oppure con una siringa per dosare bene e bisogna passare più volte perché la resina monocomponente si ritira molto di più della bicomponente.
Per fare i cespugli secchi ho incollato dei ciuffi di setole di pennello direttamente sul terreno con del vinavil spruzzandoli poi con del primer nero dato ad aerografo per ottenere un effetto di profondità creando le parti interne molto scure ed in ombra e successivamente del marrone e ruggine acrilici per dare colore.




I cespugli verdi li ho realizzati creando un'intelaiatura con la teloxis aristata per dare volume, spruzzandola con colla spray e cospargendola di prezzemolo secco sbriciolato, alla fine aerografato con varie tonalità di verde e ocra per ingiallirle un po'.
L'erba è un misto di ciuffi di posidonia ed erba sintetica da fermodellismo incollati con vinavil e aerografati con un color ocra per dare il classico aspetto dell'erba ingiallita dal gelo invernale tenendo conto che il diorama è ambientato in Febbraio 1945 in Germania.






I pini sono il mio orgoglio: li ho autocostruiti utilizzando microfelci.




Dopo aver inserito i pini, ho creato il sottobosco con un misto di erba fine e tabacco sbriciolato, il tutto spolverato su di un velo di vinavil a più strati per dare un buon riempimento.




Infine la neve ! Mi piaceva il contrasto bianco e avrebbe giustificato tutto quel fango, ma avrebbe dovuto esser sciolta e dare l'impressione che fosse lì da un po'.
Ho preparato microsfere mischiate ad acqua e vinavil.
Variando la quantità dei due componenti si cambia l'aspetto della neve da fresca a ghiacciata a quasi sciolta.
L'ho stesa con una spatola e l'ho modellata con un pennellino inumidito per dare l'impressione di neve in scioglimento cercando di far emergere dei fili d’erba per dare più realismo.
Per finire ho messo dei rametti secchi per simulare qualche piantina e sparso qua e là un po’ di foglie morte.






La mia fantasia modellistica mi ha portato ad immaginare che il capocarro fosse riuscito a fuggire dal carro colpito e che durante la fuga abbia perso il suo copricapo a terra nel fango accanto al Panther come vedete c'è un cappello da ufficiale della whermacht.




Riccardo Casati

[Gallery]

04.12.2017




Commento di Dino Dall'Asta [04/12/2017]:
Un lavoro veramente eccezionale!!
Diorama estremamente realistico in tutti i suoi componenti e particolari costruttivi e che ho potuto ammirare dal vivo in più occasioni.
Che dire...se non rinnovarti i miei più calorosi complimenti.
Dino

Commento di ezio bottasini [05/12/2017]:
Ho potuto ammirare dal vero questo meraviglioso lavoro a Varedo in occasione della XXIII Mostra, credo che, fortuna per gli altri carrarmatari era fuori concorso.....ora avendo visto e letto il WIP, resto ancor più impressionato da tutto l'insieme e meglio si apprezzano i particolari singolarmente descritti.
Graie Riccardo di condividere con noi queste tue fantastiche "fatiche" modellistiche.
Alla prossima Ezio

Commento di Massimo [05/12/2017]:
Ciao Riccardo
ho appena visto le foto di questo lavoro e mi è caduta la mascella per l'ammirazione. Il terreno e l'invecchiamento dei mezzi è stupefacente, di un realismo assoluto. I figurini poi sono da grande artista. Davvero un grandissimo lavoro.
Massimo "Pitchup"

Commento di Marco Vergani [05/12/2017]:
Visto dal vero a Varedo e devo dire che le foto, come sempre del resto, non danno giustizia al diorama reale ...... dire che è bello è riduttivo ... è Fantastico!! ... per gustarlo bisogna vedere l'originale. BRAVO RICCARDO. Un caro saluto, Marco

Commento di giovenco giuseppe [05/12/2017]:
....... ormai ci hai abituato troppo bene - pensa che i figurini mi fanno tanto Volstad, quel disegnatore che appare in molte riviste specializzate di uniformologia e che la Dragon ha assurto nel firmamento delle sue confezioni, specialmente sull'esercito americano della 2^ G.M. - grazie per questa tua nuova chiosa, o se preferisci "nicchia" o, meglio ancora, confettura di frutti di bosco ( visti i pini ) - sempre nel pieno rispetto della tua vocazione all'ordine dei Certosini, ti rinnovo la gratitudine per la tua ricca esposizione - come si dice : .... Casati, ... docet - t'è capì, caro al me Riccardo?

Commento di Junio de Angelis [05/12/2017]:
Veramente, veramente fantastico, un diorama stupendo nei minimi dettagli!

Commento di giampaolo bianchi [02/12/2017]:
caro Riccardo avevo visto in anteprima i figurini..e gia' mi erano venuti i brividi..ma vedendo il diorama nel suo insieme rimango senza parole..rileggero' il tuo articolo molte volte per studiare..
grazie riccardo..
un grande abbraccio
giampaolo

Commento di Luca Navoni [05/12/2017]:
Ciao Riccardo,

visto dal vero a Novegro e al model game a Bologna, rende diversamente che nelle foto, davvero bello e coinvolgente, davvero tanti complimenti...

un saluto e un abbraccio, Luca.

Commento di michelangelo galli [05/12/2017]:
Rimango basito da tanta bellezza! Diorama stupendo!

Commento di Gerardo Quarello [05/12/2017]:
Ciao Riccardo, da "vecchio" dioramista ti faccio i complimenti per l'esecuzione di questo diorama. Se mi permetti un appunto, io avrei sporcato di più la parte bassa dei figurini, scarponi e pantaloni, in quanto visto il terreno dove camminavano era normalissimo che si insozzavano, ma questa è una pignoleria di uno, me medesimo, che quando progetta un diorama perde settimane nella pianificazione e poi... puntualmente fa qualche ca...ppellata :-D
Ancora complimenti.
Gerry

Commento di Enrico Calanchini [05/12/2017]:
Scenario e realismo di grande effetto, ho l'impressione nel guardarlo sullo schermo del Pc che sia un fermo immagine, che mi fa intuire la dinamica episodica precedente e quella seguente al ritrovamento occasionale del carro tedesco. Ogni elemento è ben studiato e realizzato con realismo impressionante dovuto a una manualità non comune. Bravissimo giù il cappello!

Ciao Enrico

Commento di Lauro Bonfà [05/12/2017]:
Devo semplicemente dirti che è un Capolavoro, visto da ogni prospettiva e punto di vista. Complimenti.

Commento di PIETRO [06/12/2017]:
Bravissimo Riccardo,
eccellente realizzazione tecnica, pittorica e d'atmosfera.
Pietro

Commento di Gianni [06/12/2017]:
bellissimo, mi piace moltissimo la spiegazione particolareggiata, i figurini sono delle opere darte ma tutto e ricco veramente ricco, lo leggerò con calma più volte per imprimere nalla mia testolina le tecniche che hai utilizzato.
bravissimo
Gianni

Commento di Riccardo Casati [07/12/2017]:
Ciao a tutti vorrei ringraziare per prima cosa Giacomo per lo splendido lavoro che ha fatto con il post .....poi tutti voi per le belle parole che avete scritto che sono per me un grande stimolo per continuare ...rispondo a Gerardo ...hai perfettamente ragione per quanto riguarda la sporcatura degli scarponi dei figurini ...ho esaminato quello è volevo farlo ma poi dopo averli dipinti nn me la sono sentita di sporcarli troppo e nascondere tutto ...mi sono limitato a sporcare di più quelli nel fango e molto meno quelli che nn erano sulla strada .. tipo quelli sul fianco del jackson ...
Ciao a tutti e ancora grazie
Riccardo ...

Commento di Massimo [08/12/2017]:
Ottimo lavoro come sempre, e ottima la ricerca storica, COMPLIMENTI VIVISSIMI.

Commento di Francesco Sasso [11/12/2017]:
Ciao Riccardo, visto più volte dal vivo, ti rinnovo i miei complimenti per questo magnifico lavoro.. veramente stupendo.
Un abbraccio
Francesco



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