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Yokosuka MXY-7 OHKA - Dino Dall'Asta




L'Ohka (Fiore di ciliegio) era un piccolo aereo monoposto, appositamente progettato come kamikaze (Vento Divino) e impiegato dal Giappone nelle ultime fasi della 2° GM a difesa del proprio territorio nazionale.




Era in pratica una piccola bomba volante antinave ad alto potenziale (1200 kg di ammonal), più economica e meno preziosa dei caccia Zero, che, imbottiti di esplosivo, erano impiegati inizialmente per questa tattica suicida.
Entrò in servizio operativo nella Marina Imperiale nel 1945 e furono prodotti 852 esemplari, con l'estrema speranza di capovolgere l'esito militare.
Veniva trasportato entro la gittata del suo bersaglio agganciato sotto la carlinga di un bombardiere appositamente modificato, il Mitsubishi G4M Tei “Betty”.
Il pilota, una volta rilasciato, planava verso il bersaglio e, quando era sufficientemente vicino, accendeva il motore e si tuffava letteralmente contro la nave per distruggerla; l'avvicinamento finale era praticamente inarrestabile per via delle sue ridotte dimensioni e per l'alta velocità, che poteva raggiungere gli 800 km/h.




I primi modelli Tipo 11 erano equipaggiati con motori a razzo a combustibile solido, ma avevano una portata limitata; ciò era problematico, poiché richiedeva che l'aereo madre lento e appesantito dovesse avvicinarsi entro i 37 km/23 miglia dal bersaglio, rendendosi molto vulnerabile alle difese antiaeree e ai caccia nemici.
Il successivo Tipo 22 venne progettato per superare questo problema, mediante l'impiego di un motore a reazione costruito tra l'altro su licenza italiana: infatti, si trattava del reattore Caproni-Campini, i cui progetti furono consegnati nel 1941 agli alleati giapponesi da un nostro sommergibile dopo aver circumnavigato tre oceani.
Altre versioni furono progettate anche per essere lanciate da basi e caverne costiere.




I modelli 1:48
I kits sono di due marche diverse, anche se i modelli sono del tutto simili, ma con evoluzioni diverse soprattutto nelle motorizzazioni: nel diorama il Tipo 11 posizionato sul terreno è della giapponese Fine Models, mentre il Tipo 22 inserito nel bunker è della ceca Brengun.


Yokosuka MXY-7 OHKA
Yokosuka MXY-7 OHKA

Entrambi hanno gli stampi in plastica di ottima qualità, ma si differenziano nel prezzo, essendo quello giapponese più costoso sia per una migliore finitura che per i particolari interni che nell'altro sono accennati o mancanti, quali il motore a razzo a tre getti più dettagliato, la presenza della testata esplosiva, che ho deciso di non installare ma di evidenziare a parte su due travetti sagomati in legno e le decalcomanie in numero maggiore, che possono rappresentare più squadriglie e località operative.








In aggiunta e/o in sostituzione, ho anche utilizzato come after market i rispettivi elementi di fotoincisione.




Previa stesura del primer nero della Vallejo, ho eseguito la verniciatura usando acrilici Tamiya, dando poi lavaggio e usura in forma leggera, in quanto nella realtà uscivano direttamente dalle linee di montaggio per essere impiegati una sola volta.



Il diorama
Prendendo spunto dalla seguente illustrazione d'epoca, che rappresenta un bunker in cemento armato ricoperto di terra e di folta vegetazione situato nell'isola di Okinawa negli ultimi mesi di guerra, ho così ambientato questo diorama.



Da un pannello isolante edile di polistirene estruso, ho ricavato una base da 40x20x3 cm sulla quale ho incollato alcuni spezzoni dello stesso polistirene per formare così uno spazio scenico superiore di altri 3 cm.
Su quest'ultimo, centralmente e in diagonale, ho posizionato il bunker, la cui “armatura” è costituita da un tratto di tubo in plastica dal diametro di 14 cm, opportunamente tagliato e sagomato.
Avevo preso come base di riferimento le dimensioni dell'aereo e rapportato il tutto per ricavare la misura del suo ingombro.
Internamente ho dapprima steso della pasta acrilica Cemento dell'AK per la pavimentazione e rivestito l'intera parete a volta con listelli di legno, poi per contenere superiormente la “terra”, ho posizionato a filo sul frontale un supporto semicircolare con del plasticard, necessario anche per incollarvi una struttura di listelli di legno, mentre ho chiuso l'altra estremità con lo stesso materiale, sovrapponendone una parte di color nero per evidenziare l'ingombro interno del bunker.




Per realizzare il contorno frontale sottostante la struttura di legno, a imitazione di un cordolo sporgente in cemento armato, ho avuto l'idea di utilizzare un curvilinea flessibile o righello curvo, strumento che serviva, ma è ancora attuale, come guida per disegnare ogni forma di curve.
Ho sacrificato quello in mio possesso da tantissimo tempo per questa giusta causa…


Yokosuka MXY-7 OHKA

Eliminato il suo rivestimento di plastica, ho facilmente applicato a misura la sua anima di piombo, lasciandolo così al colore naturale e con le sue frammentazioni.
Quindi, sia sul terreno che sopra il bunker, ho steso dapprima del DAS in modo irregolare, poi, una volta asciutto, ho spalmato della pasta acrilica Terra dell'Abbiati Wargames, mescolando e testurizzando due prodotti di tonalità diversa.
Successivamente, ho posizionato la vegetazione (erba, cespugli di vario genere, più piccole quantità di sottobosco e radici del tutto naturali), aggiungendo anche tre alberi di altezze diverse, realistica realizzazione del Mondo in Miniatura.
Sempre come da foto d'epoca, ho installato sul frontale laterale di destra del bunker due isolatori con i cavi elettrici e due elementi (quadri e/o interruttori?), tutti di provenienza dal mio archivio.
Internamente a quest'ultimo ho installato centralmente a soffitto una lampadina ad incandescenza da 1.5 v (per mera coerenza storica, no led…) che ho inserito in un portalampada da me realizzato.
Come da foto sottostanti, ho infilato i due cavetti della lampadina in una guaina nera e li ho collegati con dei morsetti al resto del circuito elettrico: ciò, per un domani, avere la possibilità di poterli scollegare e sfilare dall'interno del bunker per una eventuale sostituzione della lampadina stessa.




Sia la batteria a stilo con il suo supporto che il relativo interruttore sono stati posizionati nello spessore del lato posteriore della base.








Hanno completato lo scenario:

  • la piattaforma prospiciente l'ingresso del bunker formata da listelli di legno incollati su di uno spezzone di polistirene

  • un palo in legno al quale ho aggiunto un isolatore e cavi elettrici

  • un carrello di trasporto relativo all'aereo nel bunker, a sua volta posizionato su un supporto fisso

  • un estintore carrellato della Brengun

  • una bandiera giapponese con simboli kamikaze che ho fissato su due spezzoni di vero bambù e che fa da quinta alla cosiddetta cerimonia di commiato: infatti, i piloti prima di partire assistevano ad una cerimonia nella quale un ufficiale donava loro la spada da samurai e dopo il discorso di commiato offriva ai piloti una tazzina di sakè, che loro bevevano voltandosi in direzione del palazzo imperiale a Tokio

  • una piccola pozzanghera creata con PUDDLE della AK

  • taniche, bidoni, cordame, ecc.








Come finitura al rustico, ho steso a pennello lungo i bordi verticali della base la pasta acrilica della AK, incollato frontalmente una lastrina in ottone da 12x2,5 cm con inciso il nominativo e l'immagine della bandiera giapponese con simboli kamikaze.




A fianco ho posizionato due foto d'epoca che, unitamente alle due bandiere sopraccitate, ho ricavato e stampato dal web.




I figurini
Dopo una ricerca nel web, sono riuscito a reperire i seguenti figurini:

  • tre figurini e un tavolino in resina della Legend che rappresentano la scenetta della cerimonia di commiato

  • due meccanici giapponesi in metallo della Hecker & Goros

  • un operaio generico in plastica della Royal Model

  • un cagnolino dal mio archivio

tutti adatti in questo contesto e che ho distribuito nel diorama secondo le loro pose e mansioni che avevo ipotizzato.




Infine, un sentito ringraziamento all'amico Leonardo Petroli, che ha realizzato le foto del diorama.






Dino Dall'Asta

[Gallery]

20.02.2023


Bibliografia ed immagini:






Commento di PIETRO [21/02/2023]:

Ciao Dino!
tutto molto bello.
ottima la scenografia!
Pietro


Commento di EMANUELE IEMMA [21/02/2023]:

Spettacolare e molto realistico oltre che ben realizzato... complimentissimi


Commento di giampaolo bianchi [21/02/2023]:

GRAZIE DINO, PER QUESTO PEZZO DI STORIA. NON CONOSCEVO IL SOGGETTO IN QUESTIONE E GRAZIE A TE HO IMPARATO QUALCOSA DI NUOVO. DIORAMA SPLENDIDO.
GIAMPAOLO


Commento di Alby Starkiller [22/02/2023]:

Caro nonno Dino,

Hai realizzato un ennesimo CAPOLAVORO!!! ✌️🤩✌️
Un abbraccio. Alby.


Commento di Ezio Bottasini [22/02/2023]:

Grande Nonno Dino, spettacolare, veramente bello e curatissimo, spero di vederlo dal vero.
Complimenti, al prossimo.
Ezio


Commento di Enrico Calanchini [24/02/2023]:

Molto ben realizzato e inusuale ambientazione curata con dovizia, complimentoni!
Saluti Enrico


Commento di Roberto [27/02/2023]:

Ottimo lavoro, come ormai ci hai abituato. Ma non è che ti stai avvicinando a soggetti troppo normali? Ci avevi abituato alle peggiori stranezze subacquee!!!
Salutoni e ancora complimenti.
Roberto


Commento di Mario Bentivoglio [11/09/2023]:

Fantastico lavoro Dino !!! Bravissimo !!! Soggetti molto originali !!! un saluto ciao



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