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Perche' KitShow?

Bradley M2A2 - Lauro Bonfà

Esattamente alle ore 2:00 del 2 Agosto 1990 centomila soldati irakeni effettivi di una dozzina di Divisioni Corazzate e Meccanizzate assieme a reparti d'elite di commandos elitrasportati invadono il piccolo Stato del Kuwait.
Sono un numero di uomini cinque volte superiore agli effettivi dell'esercito Kuwaitiano e in pochissime ore si impadroniscono del Paese...

Sommergibile "Turtle" - Dino Dall'Asta

Non potevo lasciarmi sfuggire questo originale e incredibile modellino, per cui non ho esitato ad acquistare il kit dalla statunitense Cottage Industry Models.
Lo scafo, in resina di color bianco, si presenta in due pezzi tagliati in asse orizzontalmente che si uniscono perfettamente a incastro, senza bisogno di aggiustamenti o stuccature varie.

Mirage 2000-5F - Marco Vergani

Il modello è inscatolato Kinetic; il coperchio della scatola del kit è dotato di una bella box art, raffigurante il disegno di un Mirage 2000 in volo.
Si compone di circa 170 parti in due toni di grigio, e 12 parti di trasparenti, decal e stencil per marking, nonché un libretto istruzioni con i profili in bianco/nero.

M3A1 Stuart - Riccardo Casati

Il carro è un M3A1 stuard della Academy, il kit e fatto bene e molto particolareggiato, non mi ha dato particolari problemi nell'assemblaggio ad eccezione dei cingoli che vanno montati maglia per maglia, incollati e adattati alle ruote del carro prima che la colla si secchi, se no risulterebbero rigidi e non più adattabili ad esse.

Manovre prima del D-DAY - G. Giovenco

Ho immaginato il mio figurino, qualche giorno prima del D-Day, a bordo della corazzata Nevada (BB-36 come catalogata dall’US NAVY), con tanto di giubbotto di salvataggio ed elmetto di corredo, senza tralasciare il tipico berretto con lo stemma di Sua Maestà, in un’operazione congiunta anglo-americana tra le truppe di terra e le navi di appoggio.

Westernstar - Australian truck - Luca Navoni

La costruzione di questo kit risale a un bel po' di tempo fa, alle mie "prime armi" da modellista; giaceva in uno scatolone semicostruito con decals attaccate alla meglio-peggio e una scatolina con i pezzi più piccoli e i vari accessori.
Ho voluto riprenderlo in esame e dopo una bella pulita e recuperato quasi tutti i suoi pezzi, mi sono messo all'opera.

Deutsche "Starfighter" (II) - Ezio Bottasini

Il protagonista di questa seconda parte della panoramica di F-104 che hanno indossato le insegne tedesche del secondo dopoguerra è il solito kit Hasegawa in scala 1/48, ambientato negli anni tra il 1964 e il 1982, la mimetica adottata in questo periodo è conosciuta come "Norm 62", e riprendeva uno schema mimetico a splinter simile a quello che appariva sugli aerei tedeschi durante la II G.M..

Feldpostnummer 32264 - Francesco Sbarile

Nella vita di un soldato pochi momenti sono attesi come l’arrivo della posta da casa, ma non sempre a questa attesa corrispondono buone notizie.
È il caso di questo di questo gebirgsjäger della 5° divisione da montagna della Wermacht (codice feldpost 32264 appunto) che ha appena ricevuto una lettera da Dresda nei mesi posteriori al terrificante bombardamento dell’inizio del 1945.

Riprodurre lo Zimmerit - Maurizio Ugo

Questo articolo è dedicato ai "carrarmatai”, che potranno valutare se questa tecnica, da me ideata, è utile per poter realizzare, in scala, questo particolare tipo di rivestimento amagnetico, usato dai carri tedeschi durante gran parte del secondo conflitto mondiale.
Il materiale principale per la riproduzione è il nastro adesivo Dexter, per superfici curve.

Sukhoi Su-27 D - Giovanni Olivero

Sono rimasto affascinato ingannevolmente dall’immagine della scatola; una volta scoperto che il kit era stampato in positivo e che gli interni del cockpit erano decisamente scarsi, mi sono rattristato un pochetto ma non mi sono perso d’animo.
Sin dall’inizio ero indeciso se rappresentare il caccia in volo oppure a terra, su una basetta; tutte le foto trovate in internet rappresentavano il modello su basetta con carrelli in vista.

Anglo-sassone "Huscarle" - C. Montagnani

Gli Huscarli erano la guardia del corpo dei re scandinavi e nei regni d'Inghilterra, entrarono stabilmente a far parte dell'esercito professionale Anglosassone.
Il loro tramonto, giunse con la battaglia di Hastings del 1066, nella quale la maggior parte degli huscarli trovò la morte.
Il kit utilizzato è un 54mm in metallo della Romeo Models dipinto completamente con acrilici.

Ro 37 bis 1ª Serie - Enrico Calanchini

La prima serie prodotta dalle O.F.M. (Officine Ferroviarie Meridionali) denominata Romeo (in seguito I.M.A.M. Romeo) adottava un’elica bipala in legno a passo fisso con ogiva, il generatore Marelli era posizionato al di sopra dell’ala superiore in posizione centrale, l’abitacolo differiva per la forma dello scasso in fusoliera ed era dotato di vetratura scorrevole e diverso frangivento.

D.U.K.W. con cannone anticarro - Lauro Bonfà

Tra tutti i mezzi militari da trasporto terrestri che gli Stati Uniti misero in campo durante la 2ª Guerra Mondiale, penso che il D.U.K.W. sia stato senza ombra di dubbio uno di quelli più interesssanti versatili ed eclettici mai costruiti.
Della sua validità ne è la riprova che ancora oggi ne troviamo in servizio sia civile che militare diversi esemplari in ogni parte del mondo.

F-16A-ADF - A.M.I. - Marco Vergani

Il kit Kinetic ha un dettaglio molto buono e si compone di diversi canali di colata grigio chiari più uno di trasparenti, per un totale di circa 450 pezzi, un foglio decal per un F-16A Block 20 MLU seriale numero FA-87, 31° Squadrone belga per il Tigermeet NATO del 2009-2010, oltre ad un opuscolo per istruzioni.
Tutte le parti sono finemente modellate, senza alcuna traccia di residui di stampo.

M-ATV MRAP - Francesco Sasso

Ultimamente mi sono avvicinato molto ai mezzi moderni, e in particolar modo sui mezzi americani impiegati nei conflitti odierni nel Medio Oriente, gli MRAP (Mine-Resistant Ambush Protected), catalogati dal Dipartimento della Difesa Americano come veicoli per il combattimento urbano, come supporto per i convogli, evacuazioni in sicurezza e per resistere agli ordigni esplosivi improvvisati.

Ironclad U.S.S. Monitor - Dino Dall'Asta

Anche questo kit in scala 1:96 della statunitense Cottage Industry Models mi ha incuriosito per l’originalità della sua forma e appassionato per la sua storia: il Monitor divenne il capostipite innovativo delle navi corazzate, ne furono costruite altre della stessa classe anche con due o tre torrette e via via migliorate nella loro capacità di navigazione.

Escavatore New Holland E215c - Luca Navoni

Questo svago modellistico vede, come soggetto, l'escavatore cingolato New Holland E215c che è un mezzo modernissimo, punto di riferimento per tecnologia e qualità. La grande potenza, distribuita in oltre 23 tonnellate di acciaio, la flessibilità in ogni condizione operativa, la sorprendente facilità di pilotaggio grazie a futuristici joystick e il triplo braccio, ne fanno una delle macchine movimento terra più tecnologiche di sempre.

Battlestar Galactica - Ezio Bottasini

La Base da battaglia stellare Galactica, fa parte di una delle dodici basi stellari costruite dalle Colonie di Kobol, ognuna in rappresentanza di uno dei dodici pianeti che costituiscono le colonie umane.
Il kit della Moebius Models è un imponente modello di 45 cm di lunghezza; il montaggio, abbastanza semplice e veloce, va comunque raccomandato a chi ha un minimo di esperienza.

Airco DH.2 - Maurizio Ugo

Ho voluto cimentarmi in un velivolo della prima guerra mondiale in scala 1/48 con un’architettura abbastanza complessa che prevede un intenso uso di tiranterie da far scappare la pazienza a un santo; per fortuna, grazie alle sue particolari forme, sono riuscito a trovare le giuse motivazioni per realizzarlo.

Gotich Line - Riccardo Casati

Il Diorama, in scala 1/35, è ambientato a metà novembre 1944 in quella parte D'Italia che, da Massa a Pesaro, era divisa dalla "Linea Gotica".
L'idea era quella di fare un diorama su due livelli, con un ponte in sezione che lasciasse intravedere sotto di esso uno scorcio di fiume.

PzKpfw VI Tiger - Roberto Colaianni

Ho costruito velocemente, più o meno da scatola, quello che si suppone fosse stato il Tiger usato da Michel Wittmann, asso dei carristi Tedeschi, nella famosa Battaglia di Villers Bocage, il 13 Giugno 44, al comando della 2° compagnia del 101mo battaglione carri pesanti delle SS.

EFA Typhoon - Massimo De Luca

L’idea di partenza è stata quella di utilizzare il modello Italeri ma, il kit risente di alcuni problemi in termini di povertà dei dettagli.
Il confronto con il kit Revell purtroppo è, ahimè, impietoso; volevo però riprodurre a tutti i costi un monoposto e visto che la scomposizione dei pezzi nei kit è similare ho pensato ad un crosskitting Italeri/Revell.

Checkpoint U.S. Army, Iraq - Francesco Sasso

Il kit del M2A3 Bradley in scala 1/35 è prodotto dalla ditta Meng, quando ho aperto la scatola e dato un'occhiata alle stampate sono rimasto molto colpito per l'eccellente qualità, inoltre il kit propone un ampio e chiaro manuale, un ottimo set di fotoincisioni e decals, perciò senza materiale aggiuntivo si ottiene un modello davvero ben dettagliato.

Slitte tedesche in Russia - Lauro Bonfà

La grande passione per la storia e per il modellismo mi hanno portato a costruire con materiali poveri e vari quali legno, fil di ferro, carta, cartone scarti di plastica, gesso e Das questi modellini di slitte che nella loro arcaica semplicità tanto hanno contribuito nella guerra a salvare migliaia di soldati dalla morte e dalla prigionia durante la ritirata di Russia del 1942/43.

Cyrenaica 1942 – Giuseppe Giovenco

Tutto è cominciato con l’acquisizione delle immagini, rintracciate sul web, relative al casco coloniale inglese del Welch Regiment, il cui contrassegno, inequivocabile, è dato dal distintivo in stoffa tricolore posizionato sul lato sinistro che la rappresenta la bandiera del Galles, formata da due bande orizzontali, con il dragone centrale.

Ezellino III da Romano - Francesco Sbarile

Il figurino utilizzato è un Pegaso in 54mm, la pittura totalmente ad acrilico.
L'araldica di Ezellino è dubbia in quanto dopo la morte dello stesso e del fratello Alberico tutto ciò che riguardava i "Da Romano" fu condannato alla "damnatio memoriae" e quindi effigi e riferimenti furono cancellati da palazzi e fortificazioni.



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