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Royal Welch Fusiliers - Giuseppe Giovenco


Royal Welch Fusiliers

Con questo figurino/giocattolo in piombo dell’antica fabbrica Jo Hill & Co. di Londra, interamente ridipinto e rielaborato dal sottoscritto, intenzionalmente trattato per la sua iniziale destinazione, intendo portare a conoscenza del panorama modellistico italiano un reggimento, di Sua Maestà, con delle caratteristiche uniche non riscontrabili negli altri reparti.
In principio era così : un soldatino scolorito in piombo raffigurante un Bugler di un qualsiasi reparto a piedi della guardia di Sua Maestà (Coldstream Guards, Irish Guards, Grenadiers Guards, .... ecc).


Royal Welch Fusiliers

Cenni storici della Jo Hill & Co.
La fabbrica di soldatini in piombo John Hill & Co è stata avviata nel 1898 da un ex dipendente della W. Britains di nome Signor F. H Wood. A differenza della Britains, Johillco è stata la prima azienda a vendere i suoi soldatini individualmente, spiazzando temporaneamente la Britains, obbligandola a mettersi in concorrenza.
Fu così che per adeguarsi alle nuove richieste di mercato, anche la Britains cominciò a vendere sia le singole figure grezze, sia le figure dipinte meno riccamente, al fine di commercializzare il prodotto nei negozi come quelli della F. W. Woolworth Company.
La sede originale della fabbrica venne localizzata a Londra al n. 2-22 di Britannia Row, nel quartiere di Islington, a nord della città.
Durante la seconda guerra mondiale venne bombardata e nell’agosto del 1946, in via Buenley l'azienda riaprì i battenti con una nuova sigla : "Cherilea", gestita dai sigg. Wilfred Cherrington (responsabile sotto la Johillco della progettazione dei figurini), in associazione con tal sig. Leaver, i quali coniarono il nuovo marchio con le lettere iniziali dei loro cognomi.
Nel libro "L'arte del Soldatino", gli autori fanno notare che a causa della economicità delle figure e l'individualità delle loro pose, le figure Johillco sono state apprezzate ed acquistate soprattutto dalla classe operaia, rispetto ai più costosi soggetti Britains, venduti in scatole rigide.
Gli autori hanno anche osservato come l'azienda abbia probabilmente usato una varietà di scultori che portarono a vari gradi di qualità delle figure Johillco, affettuosamente soprannominati "il buono, il brutto e il cattivo".
Oltre ai soldatini, indiani e cowboy, Johillco ha fatto molte figure di cavalieri, nonché astronauti.
Nel primo dopoguerra, con l’avvento della plastica, la ditta Johillco ha faticato a mettersi al passo con il progresso e, sebbene nel 1956 iniziò la produzione con appositi stampi, marcandoli come Hilco, nei primi anni ’60 cessò la sua attività.






Royal Welch Fusiliers

Curiosità del reggimento


Royal Welch Fusiliers

Il reggimento, tra i primi ad essere destinato come "fusiliers" fu formato da Lord Henry Herbert a Ludlow (Galles centro–orientale) nel marzo 1689, durante il regno di Giacomo II, il quale si stava preparando all’imminente guerra con la Francia; inizialmente si chiamò solo Welch Fusiliers, ma solo nel 1713 acquisì il titolo di Royal Welch Fusiliers, in seguito alle sue ardite azioni nella guerra di successione spagnola.

I flash
I nastrini, nel numero di 5 che costituiscono i "flash", sono una particolare distinzione del reggimento Royal Welch Fusiliers, non condivisa da nessun altro reggimento dell'esercito di Sua Maestà.
Tale distinzione, risale ai primi anni del XVIIIº secolo, quando i soldati portavano i capelli in una coda intrecciata, la quale era riposta in un sacchetto per evitare al grasso di sporcare la parte posteriore del mantello dell’uniforme.


Royal Welch Fusiliers

L'uso della coda venne abolito a partire dal 1808, sotto il regno di Giorgio IIIº, ma il 1º battaglione dei Royal Welch Fusiliers ignorò l'ordine di togliere i cinque nastrini neri dal collare dei loro cappotti in quanto era di stanza in Canada nella regione della Nova Scotia, ovvero lontano dalla madre Patria e non ricevette tale decreto.
Dopo diverse campagne in giro per l’impero, ignorando la rimozione di tali accessori, nel 1834, un generale, durante un’ispezione, ordinò di rimuoverli, ma gli ufficiali del reggimento fecero un appello al re Guglielmo IVº, il quale concesse il diritto di indossare i "flash" come peculiare distinzione del reggimento (sette pollici di lunghezza per i soldati e nove pollici di lunghezza per gli ufficiali); da allora i Fusilier del Royal Welch, portano in esclusiva questi 5 nastrini.
Inizialmente tale privilegio era riservato agli ufficiali ed ai sottufficiali, ma nel 1900, la regina Vittoria concesse anche alla truppa di potersi fregiare dei "flash".
Lo Stato Maggiore dell’esercito di Sua Maestà, all’epoca del primo conflitto mondiale ha tentato di far rimuovere i flash dalle giacche dei fusiliers, asserendo che questi avrebbero aiutato i tedeschi ad identificare l'unità, ma la proposta fu seccamente rifiutata dal re in persona, il quale affermò che " Il nemico non vedrà mai il dorso dei Royal Welch Fusiliers".




Bugle
Come ogni reparto di Sua Maestà, anche i Welch Fusiliers sono dotati di banda reggimentale e di Buglers (suonatori di trombetta); il reggimento identificato come fanteria di linea, a cui venne affibbiato il nº 23, possedeva i suoi trombettieri dotati di Bugle con tanto di stemma reggimentale posto nella parte superiore poco prima della svasatura dello strumento a fiato (nelle foto lo stemma Vittoriano ed il particolare di un Bugle).




Tutti i reparti Fusiliers dell’’esercito britannico hanno come fregio una granata in fase di esplosione, con la fiamma espansa a 180º, e la cima più o meno arrotondata o a punta.


Giuseppe Giovenco

[Gallery]

Gruppo Herring Mantova

16.01.2017




Commento di Dino Dall'Asta [17/01/2017]:
Complimenti Giuseppe, un articolo istruttivo e molto interessante !
Dino

Commento di ezio bottasini [18/01/2017]:
Ciao Grande Giuseppe, anche se non è uno dei tuoi "giganti" è sempre una chicca di storia ed uniformologia britannica. Grazie di condividere con noi questa Tua passione...grazie di essere tra noi....ci vediamo a Giussano tra un paio di mesi??
Ciao alla prossima Ezio

Commento di Lauro Bonfà [18/01/2017]:
Un plauso al Mio Caro Amico di Merendine per questo affascinante Fuciliere di Sua Maestà. Soprattutto per come hai saputo nobilitare con una sapiente mano d'Artista un pezzo di umili origini trasformandolo in un pezzo da collezione molto Fine. Un GRANDE da Lauro.

Commento di giampaolo bianchi [19/01/2017]:
Caro Giuseppe ti ringrazio per aver pubblicato questo articolo cosi esaustivo. Complimenti per il restauro di un soldatino che hai nobilitato con le tue mani.
Un caro saluto.
Giampaolo

Commento di Luca Navoni [19/01/2017]:
Ciao Giuseppe......!!!!

.....un pezzo davvero interessante sia come realizzazione che come storia, davvero affascinante....!!!

...complimenti per la tua realizzazione,

un saluto e un abbraccio, Luca

Commento di giovenco giuseppe [19/01/2017]:
grazie, ragazzi!!!! anche se la mia scala è graniticamente l'1/6, ogni tanto bisogna divagare - per sopperire alla mia carenza nei confronti delle altre scale, una divagazione non guasta mai;
la cosa più importante di questo pezzo, di fatto, non è il soldatino di per sé, ma la storia del suo reggimento - alla prossima - Giuseppe

Commento di Francesco Sasso [25/01/2017]:
Ciao Giuseppe! Anche se in ritardo, arrivo anche io per complimentarmi per il tuo lavoro e il tuo articolo, ottimo "restauro"!!
Un salutone!
Francesco



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