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Belly Tank... & Sister - Pietro Ballarini



Nell’America in crisi degli anni 40 tanti giovani recuperavano vecchie auto e le ricostruivano; con il telaio della Ford T e il diffuso motore Flathead Ford V8 sfidavano i record di velocità sui laghi salati californiani.
Nel 1946 Bill Burke realizzò la prima auto ‘Belly Tank‘ della storia utilizzando come carrozzeria il serbatoio di un P-51; era questa una valida e fantasiosa alternativa a costose carrozzerie, inoltre erano aerodinamiche per nascita.
Ben presto si utilizzò il più capiente serbatoio del caccia P-38 (o anche del P-47) che riusciva a contenere tutti gli elementi di un auto (abitacolo, serbatoi, motore) senza avere sporgenze vistose.


Belly Tank






Nel 1948 usciva la rivista Hot Rod dedicata a tutti questi auto-costruttori che sono a tutt’oggi una parte importante della cultura automobilistica statunitense.






La scena rappresenta una Belly Tank costruita con telaio tubolare ispirata alla tecnica aeronautica.
Basterebbero due longheroni su cui appoggiare il motore e gli altri elementi, ma sarebbe una soluzione meno affascinante.
Come riferimento ho utilizzato le foto del belly tank (allungata nella sezione centrale) di Tom Beatty del 1951 che fece il record di velocità di 302 km/h. Questo mezzo è stato protagonista di un libro dell’epoca che ne descriveva la costruzione ed è visibile su internet: www.bellytanks.com.




Nella piccola officina due Hot Rodder stanno per chiudere la loro creazione alla presenza di una Fan che siede sul serbatoio gemello di quello usato per la carrozzeria, la ‘sorella’... sfortunata.




Il riferimento temporale va dagli anni ’60 agli ’80, un po’ per l’abbigliamento un po’ perché il motore è quello della Buick Rivera del ’65: un Super Wildcat da 360 cv.
L’idea nasce dal fatto che ho il modellino della suddetta Buick.
La confezione della ERTL contiene i pezzi per fare, a scelta, tre versioni della macchina. Di conseguenza avevo a disposizione quattro ruote in più che ho sfruttato per questo progetto.




Naturalmente non bastano le ruote; per avere il serbatoio bisognerebbe comprare un kit in scala 1/24 di un caccia americano che li utilizzava.
C’è in commercio il kit di un P47 Thunderbolt della Vintage Fighter Series, o anche della Kinetic al costo di circa 100 Euro.
Io ho deciso di crearlo grazie all’aiuto di due valenti modellisti.
Innanzi tutto ho fatto un disegno in scala basandomi su varie foto e proporzionandole alla figura umana.
Dal disegno il mio amico Bruno Besutti ha ricavato al tornio un serbatoio in PVC pieno.
Con questo ‘master’ l’altro mio collega modellista Pietro Serravalli mi ha fatto due copie col Vacuform In plasticard da 1mm.




Dopo aver rifilato le due semivalve le ho contornate con uno strip da 0.5x0.5 ad imitarne le flange.
Ci sono comunque in commercio dei Kit artigianali.




Il differenziale posteriore lo realizzo con elementi di scarto di un Panzer IV e con plasticard.




La seduta del sedile di alluminio la realizzo in vacum-form su una base in Forex lavorata con la lima.






Per i cerchioni delle ruote modifico quelli di scarto del kit della ERTL. Faccio in modo che la superfice esterna del copri cerchione sia completamente liscia in quanto poi ci applicherò dell’alluminio adesivo molto sensibile alle imperfezioni delle superfici.






Dopo aver realizzato il serbatoio dell’acqua di raffreddamento con forex e plasticard, verifico che gli elementi principali stiano tutti nelle dimensioni teoriche previste dal mio progetto.




La parte più difficile consiste nel dare la giusta sagoma ai tubi curvi del telaio. A questo scopo li attacco direttamente alla carrozzeria con lo scotch e costruisco il roll-bar per poi rimuoverlo per altre lavorazioni.






















Auto costruisco le sospensioni a balestra anteriori e posteriori in base alle foto del belly tank di Tom Beatty.






Il motore subirà varie modifiche per poter essere alloggiato nel telaio, gli stessi elementi Tubolari cambieranno diverse volte.






Alla carrozzeria superiore aggiungo una parte rialzata (semi-serbatoio aereo in 1/72 di plastica) che serve come presa d’aria e per fare spazio ai tromboncini dei cilindri. Per il raffreddamento realizzo un’apertura dorsale in cui inserisco una reticella metallica nello spessore.








Per il cruscotto utilizzo decal di origine aeronautica rivestite di scotch lucido e un pannello in plasticard forato.






Nei buchi metto del filo di stagno che funge da cornice metallica.




Con punti di color argento simulo il fissaggio del pannello alla carrozzeria.




Sul retro metto cilindri di plasticard per i cablaggi dei manometri.




Con plasticard e strisce di piombo costruisco le cinture di sicurezza per il seggiolino.
















L’acceleratore ha la sagoma di un teschio/biella intagliato nel plasticard.






Anche il volante è un insieme di pezzi recuperati.




Tutti i fili dei collegamenti sono in filo di stagno e sono fissati ai tubolari con striscette di alluminio adesivo che dipingerò di nero a simulare il nastro adesivo (da elettricista).










Il cavo dell’acceleratore è il MI cantino in acciaio armonico della chitarra.
I tromboncini dei cilindri sono i tubi cromati di antenna delle radioline, sopra ho messo Il filo di stagno modellato a cerchio.




La carrozzeria è dipinta a pennello con uno smalto Humbrol azzurro lucido.




Il tubo di scarico cromato (antennina) è l’elemento che mi consente di bloccare il telaio alla parte inferiore della carrozzeria che andrà debitamente forata per i vari innesti.




Gli ultimi elementi da costruire ‘a misura’ sono i bracci degli assi-ruota (in plasticard sagomato) e l’originale meccanismo dello sterzo.






Sulla carrozzeria ho applicato varie decal di magazzino.






Il diorama
Con Forex e legno costruisco i muri e il tetto del piccolo garage; il muro interno lo rivesto con un vecchio foglio di mattoni stampati.
Il portone è costruito con gli stecchini dei gelati.














Dal web ho preso le diverse insegne presenti nella scena.








Il serbatoio abbandonato (per ora) l’ho ammaccato e invecchiato con la tecnica del sale.




















I personaggi sono trasformazioni ottenute con la mia banca pezzi.
Il ‘pelato’ ha corpo Hasegawa (Racing Mechanic Set B) e testa JMD a cui ho aggiunto i baffi, lo stesso per l’altro personaggio di cui la testa è Revell e la pancia (aggiuntiva) in milliput.










La ragazza è un kit Revell (Truck Driver 1/25).




Alla ragazza ho costruito le infradito (plasticard e strisce di carta) e gli occhiali (plasticard, punzone, acetato colorato e Cristal Clear).










Conclusioni
Anche in questo lavoro mi sono divertito a costruire e studiare un soggetto inconsueto.
Ho leggermente ampliato le mie scarse conoscenze meccaniche, ed ho diffuso un pezzo originale di cultura automobilistica americana di cui ora fanno tante trasmissioni In tv.












Come al solito ho puntato sull’insieme della scenetta più che sul super dettaglio; se vedete qualche mancanza meccanica non preoccupatevi: siamo ancora in officina e possiamo rimediare...


Pietro Ballarini
28.10.2016

[Gallery]


Commento di ezio bottasini [03/11/2016]:
Ciao Pietro è sempre uno spettacolo ciò che ci proponi, ogni volta mi chedo come fai....
Un SUPER COMPLIMENTO Ezio

Commento di PIETRO [03/11/2016]:
Grazie Ezio,
un SUPER GRAZIE.
E' stato proprio un lavoro tribolato
e per questo ancor più soddisfacente.

Commento di Lauro Bonfà [03/11/2016]:
Caro Pietro, cosa aggiungere oltre a quello che ha detto Ezio,se non che sei un FENOMENO. Lauro

Commento di Francesco Sasso [04/11/2016]:
Ciao Pietro, straordinario lavoro, i dettagli delle varie autocostruzioni sono impressionanti.. complimenti.
Francesco

Commento di giampaolo bianchi [04/11/2016]:
SENZA PAROLE..OGNI COMMENTO RISULTEREBBE SUPERFLUO E SUPERFICIALE.
GIAMPAOLO.

Commento di maurizio ugo [14/11/2016]:
....Pietro, complimenti.... chissà che mi ci fai con un serbatoio supplementare di un Mirage 2000.... un autobus....a due piani... sei un mito...
un salutone maurizio



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