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Editoriale

Perche' KitShow?

Un figurino passo passo ...

Enrico V

Enrico V

Un diorama passo passo ...

Fase 1 - Prime realizzazioni
Fase 2 - Creazione Edificio
Fase 3 - Edificio e selciato
Fase 4 - Frontone casa
Fase 5 - Retro facciata
Fase 6 - Nuovo portico
Fase 7 - I personaggi del diorama
Fase 8 - Ultimi Soggetti

Primi Passi ...

Fase 1 - Preparazione dei pezzi
Fase 2 - Incollaggio
Fase 3 - La pittura

Le prossime Mostre...

Aspettando Modellismo Che Passione New
Torino, 1-2 Giugno 2013

Roberto Colaianni - Gallery

Fokker D VII O.A.V.

La struttura tubolare della fusoliera, riprodotta in rilievo sui fianchi interni, risultava decisamente piatta, per cui è stata spianata completamente, sono state applicate le decal a losanghe fornite da scatola, velate con un color crema acrilico per simulare il lato posteriore del tessuto stampato.

6.te Panzer Division

Il diorama è nato da un’idea di Italo, il quale mi ha proposto di creare una scenetta nella quale lui doveva occuparsi della colorazione dei figurini e io della realizzazione di un piccolo veicolo, con l'obbiettivo di partecipare al concorso di Ingolstadt (D) a Maggio 2011.     [Prima parte]  -  [Seconda parte]

Fokker D VII

Sono partito dal relativo kit Roden, secondo me di una qualità che si pone a metà strada tra i modelli di grande serie e gli short run: ha però il pregio di avere una certa quantità di parti opzionali per meglio riprodurre la configurazione richiesta e una discreta riproduzione del motore Mercedes.

Brindiamo all’affondamento!

Come sempre faccio, ho cominciato a costruire tutti i mezzi, i figurini ed il diorama più o meno contemporaneamente, questo mi da la possibilità di differenziare la tipologia dei lavori per non annoiarmi e mi permette di avere i mezzi in avanzato stato di preparazione per poter meglio dimensionare il diorama e posizionare gli stessi.

Sukhoi SU 22 M4

Ed eccomi a pubblicare finalmente quello che, almeno dal punto di vista affettivo (se si può parlare di affetto nei confronti di un pezzo di plastica), considero “il mio modello”.
Non è una realizzazione recente, l’ho costruito nel lontano 2007, quando ancora il mio unico contatto col resto del mondo modellistico era rappresentato da Model Time e qualche altra rivista.

Tornado 6-32, 6° Stormo (II)

Un discorso a parte merita la mappa gialla dell’Afghanistan.
Premettendo che ero alla mia prima esperienza di autocostruzione di decal.
Mi sono fato ripulire elettronicamente l’immagine dello stemma, per poi poterlo stampare su foglio trasparente Tauro, l’operazione sembrava avesse avuto successo,...



Tornado 6-32, 6° Stormo (I)

Modello Hobby Boss, 1/48 - Prima Parte

FW 190 D9

Kit Revell, scala 1/32

F4U-1A Corsair, missione abortita!

Kit Tamiya in scala 1/48

FW 190 D-9

Kit Revell, scala 1/32

Curtiss P-40E

Il Kittyhawk II in un “vecchio” kit Revell

U-boot VII C

Kit Revell in scala 1/72

U-boot type XXIII

Modello MPM Special Navy, scala 1/72

Sono nato a Gorizia nel 1964, vivo da sempre a Udine. Nel 1983 mi sono diplomato come perito aeronautico all’ istituto tecnico A.Malignani sempre a Udine.
Dal 1984 ho servito per tre anni come ufficiale di complemento alla Scuola militare di paracadutismo di Pisa.
Dopo essermi congedato, nel 1988, ho trovato impiego in un’ azienda del gruppo finmeccanca che produce aerei teleguidati, diventando pilota di radibersagli, praticamente pilota di aerei senza pilota.
Ho praticato per diversi anni paracadutismo sportivo, palla a volo e pesca in apnea.
Attualmente sono sposato, ho una figlia di quasi 7 anni ed un figlio di 4 che ogni tanto mi emulano, costruendo qualche aeroplanino in 1/72 (solo i miei figli, non mia moglie, no so se l’ avete capito).
Dopo avervi anoiato con la mia storia veniamo all’ attività modellistica.
Ho cominciato da bambino, con i mitici blister dell’ Airfix, montati in un pomeriggio e colorati di sabbia, marrone, verde e azzurro, si costruiva proprio bene quando non si conosceva il Federal Standard!
Ho continuato con tutti i modelli allegati all’enciclopedia Storia dell’ aviazione, la navi in 1/600 dell’ Airfix che credo di aver fatto tutte, per poi passare ai caccia imbarcati della US Navy in 1/48. Tutti gli aerei da me costruiti, fino ad allora, sono ormai finiti vittima della più potente arma antiaerea al mondo: la mamma armata di panno per spolverare.
Verso i 19 anni, quando ho lasciato casa dei miei ho smesso di costruire.
Quando ho mollato la manualità non mi mancava, ma non avevo avuto quei contatti con il mondo modellistico che ti permettono ti imparare qualche cosa di nuovo.
Modelli costruiti rigorosamente da scatola, nessuna modifica o autocostruzione, pittura eseguita rigorosamente a pennello.
Dry brush, lavaggi a olio, gessetti da artista erano tutte tecniche a me totalmente ignote.
Se non ricordo male, nel 2003, dovevo subire una piccola operazione ad un ginocchio, mi aspettavano tre settimane di convalescenza, così, contagiato da alcuni colleghi di lavoro, modellisti piùo meno praticanti, mi sono comprato un modello che mi aveva affascinato: l’ U-boot VIIC Revell in 1/72, una decina di colorie 4 pennelli.
In tre settimane era finito, naturalmente, anche se costruito con le tecniche di 20 anni prima, mi sembrava un capolavoro, che però, dopo qualche annetto, ha perso parte del suo fascino ed ha subito un “restauro” descritto in un articolo già pubblicato su questo sito.
Poi ho scoperto Model time, Corazzati, i fascicoli della serie invecchiamento dei mezzi imilitari, i libri della Oprey.
A quel punto gli orizzonti del modellismo mi si sono aperti!
Due anni or sono i primi contatti con il GAMS di Udine e i primi concorsi, dove sono anche riuscito ad ottenere qualche riconoscimento.
Attualmente cerco di impormi di costruire una nave (preferisco sommergibili e motosiluranti, le scale grandi insomma), un aereo (principalmente caccia a pistoni in 1/32) ed un carro in 1/35 ( mezzi tedeschi della 2 GM), giusto per non annoiarmi.
Non sono un metodico, uso colori a smalto e acrilici, faccio le scrostature con la matita argento, a pennello o dando un fondo alluminio e scrostando la mimetica con uno stuzzicadenti, le colature le tiro a pennello con colori a olio o a spruzzo con lo Smoke Tamiya, insomma, non riesco a fare mai due modelli impiegando sempre le stesse tecniche e credo di essere anche fortunato, perché non sperimento mai su carcasse ma direttamente sui modelli buoni, e anche se ci sono andato vicino, non ho mai combinato nulla di irreparabile.
Non sono un fanatico di resine e foto incisioni, se non si vedono non le metto, questo mi permette di risparmiare tempo, un bene prezioso che, al pari di tanti colleghi modellisti, mi difetta.
Per contro la pittura e l’invecchiamento estremo mi affascinano, e non parlo solo di mezzi corazzati, quando partecipo ai concorsi mi rendo conto che i miei aerei e i miei mezzi navali sono i più sporchi, scrostati o arruginiti di qualunque altro. Non so se questo venga sempre apprezzato, ma a me piacciono terriblmente così, e, anche se ogni tanto ci provo, non riesco mai a smettere di invecchiare prima di aver raggiunto il limite del plausibile.
Ultimamente, poi, tendo ad autocotruirmi, almeno per gli aerei in scala maggiore, gli stencil per le insegne di nazionalità.
Comunque, piu di tante parole, contano le foto dei modelli che troverete pubblicate in questa galleria, spero vi possano interessare, buon modellismo a tutti.


Roberto “Target” Colaianni
e-mail roberto.colaianni@alice.it

Roberto Colaianni