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Come rendere i modelli tridimensionali

Roberto "Target" Colaianni


Visto che diversi modellisti sono interessati a come riesco a rendere "tridimensionali" i miei modelli, su suggerimento del Webmaster Giaba, ho scritto qualche nota che spero possa aiutare i meno esperti a migliorarsi, per quelli che hanno più esperienza di me, saltate pure a piè pari.
Visto poi che mi sono messo davanti al computer, tanto vale estendere il campo dell’artico e partire dall’inizio, facendo un sunto dei consigli che di volta in volta ho dato a chi mi ha chiesto come partire.

Premessa
Iniziamo col dire che le tecniche che descriverò di seguito non sono le uniche, non sono le migliori, non sono universali, ovvero non è detto che si adattano a qualsiasi oggetto di qualunque colore e a tutte le marche di colore.
Sono solo alcune delle tecniche che abbiamo a disposizione, che ho imparato innanzi tutto leggendo scritti di modellisti più esperti, e che ritengo più congeniali al mio modo di dipingere.
Non è detto che risultino congeniali a tutti, e magari ci sarà invece chi riuscirà ad applicarle con maggior successo.
Il consiglio che do sempre a chi me lo chiede è quello di non mescolare le diverse tecniche, capisco che all’inizio la voglia di ottenere subito buoni risultati può spingere un principiante ad applicare tutto quanto assorbito in una volta, ma io personalmente non lo ritengo un buon metodo.
Meglio cercare di masterizzare una tecnica alla volta, capendo bene a cosa serve e in che casi può essere utile applicarla.
Nella pittura classica chi vuol ottenere colori delicati usa gli acquarelli, chi vuole colori più carichi usa gli olii (ma sarà vero?).

Le fasi della colorazione
Dato per scontato che un buon assemblaggio con stuccature e carteggiature ben fatte (ed eventuale ricostruzione di linee di pannellatura andate perse) è fondamentale per una buona riuscita della colorazione, ripassiamo quali sono le fasi minime da seguire per la colorazione di un aereo:

  1. Vernicie di fondo, c’è chi la da e chi no, diciamo che è indispensabile se si usano parecchie fotoincisioni per amalgamare il colore di fondo e consentire un buon aggrappaggio dei colori sulle parti metalliche.
  2. Preshading, ovvero evidenziatura delle line dei pannelli con colore scuro prima dell’applicazione della colorazione. Io lo uso pochissimo, lo trovo utile ed efficace solo su velivoli con colorazioni piuttosto chiare.
  3. Colorazione vera e propria, oggetto di questo scritto e di cui vi porterò in seguito alcuni esempi.
  4. Vernice lucida, serve a permettere una corretta posa della decals, se le applicassimo sull’opaco, il film trasparente che di solito fa da contorno alle decals renderebbe visibili le bollicine d’aria intrappolate tra le decals stesse e le irregolarità superficiali tipiche dei colori opachi, generando dei bei bordini argentati estremamente antiestetici.
  5. Sigillatura delle decals con altro strato di lucido. Al fine di proteggerle dai seguenti lavaggi con colori a olio.
  6. Applicazione di colori a olio nelle linee di pannellatura, ma anche sulle superfici dei pannelli per simulare lo sporco "tirato" dal flusso d’aria.
  7. Applicazione dell’opacizzante per riprodurre appunto il grado di opacità che il soggetto reale ha.
Colorazione
Entriamo finalmente nel merito dell’oggetto di questo scritto.
Per rendere meglio comprensibile quanto voglio illustrare, porterò degli esempi schematici di quanto fatto su soggetti da me realizzati, corredati da foto (vi sto mentendo, è perché non mi piace scrivere più di tanto).

Esempio 1
Un classico sembra facilissimo ma non lo è: il monocromatico.
Tornado Hobby Boss in 1/48 costruito su commissione praticamente da scatola.
Fondamentale è sapere quello che si vuole ottenere, quindi studiarsi il soggetto reale.


Tornado 6° Stormo

Possiamo notare che la parte mobile del timone, il due pannelli al di sopra della deriva e quelli a destra, in prossimità della presa d’aria, sono leggermente più scuri.
Mentre quello dietro l’aerofreno sembra appena sostituito con uno nuovo.
Notare la sporcatura dovuta ai gas di scarico generata dagli inversori di spinta.
E parte di questo sporco tirato dall’aria in corrispondenza dei vorticatori (Quelle piccole lamelle appiccicate in serie sulla deriva).




Anche se le foto non sono il massimo, direi che più o meno ci siamo.




Si notano tre differenze principali:

  1. La tonalità del grigio decisamente diversa, dovuta alle luci con cui sono state effettuate le foto, quella sotto, fatta con luce naturale dimostra che il colore del modello è molto vicino al reale.
  2. Le sporcature dovute ai gas di scarico sono meno pronunciate, questo perchè ho fatto riferimento a foto scattate al soggetto reale qualche tempo prima di quella che ho pubblicato.
  3. la rivettature decisamente piu pesante sul modello, questa è una licenza poetica, a me piace così, aggiunge tridimensionalità al soggetto. C’è a chi piace, e c’è chi dice che se sul vero non si vede, sul modello non si deve vedere, de gustibus...
Come ho ottenuto questo risultato? In maniera un po’ anomala, ho voluto provare a fare un lavaggio con china nera nei solchi delle pannellature e nei rivetti.




Sotto, prima mano di grigio Gunze, MOLTO LEGGERA, CON COLORE MOLTO DILUITO E BASSA PRESSIONE, in modo da non coprire del tutto la china nera nei recessi.
Chiaro che questo metodo ha funzionato su questa livrea, avessi fatto un Tornado con mimetica grigio verde, probabilmente sarebbe sparito tutto.
Comunque il risultato è... piatto!!!!




Sotto, le luci hanno attenuato l’effetto, ma si notano le scuriture fatte su alcuni pannelli (ovviamente previa mascheratura) e a mano libera sulle linee dei rivetti.
Il bordo d’attacco è stato mascherato e il colore scuro è stato spruzzato nel senso del flusso d’aria.
Per ottenere questo effetto si può usare il colore di base leggermente scurito con del grigio medio, oppure con Un grigio medio Tamiya, 1 di colore, 8 di diluente della casa, col regolatore di pressione al MINIMO MINIMO MINIMO, Ovvero lancetta della pressione appena discostata dal fondo scala.
(d’ora in avanti quando scriverò di colore molto diluito e a bassa pressione intendo questi parametri).
Volendo, per soggetti più sbiaditi si potrebbe dare una mano di colore schiarito con del bianco al centro dei pannelli.




E di nuovo finito.
I gas di scarico sono stati riprodotti co lo Smoke Tamiya, il pannello pulito è stato ripassato con del grigio leggermente schiarito per accentuare il contrasto.




Ovviamente prima di applicare le decal ho dato una mano di lucido Tamiya, ripetuta sopra le decal, è seguito un lavaggio ad olio nei recessi.
Tre o quattro giorni per asciugare il tutto in una scatola a prova di polvere, opaco Gunze et voilà! Stessi effetti sul resto dell’aereo, china nera...




Prima mano di grigio... tutto piatto.




Differenziazione pannelli.




Finito!

Compiti per casa: ingrandite la foto e cercate di individuare quali pannelli sono stati scontornati col grigio scuro, e su quali invece non sono intervenuto. Occhio che poi vi interrogo.




Sotto: foto sovraesposta di altro soggetto (Sukhoi 22), ma si notano lo stesso i pannelli al centro della fusoliera e sotto i serbatoi ausiliari.
Colorazione azzurra, con pannelli già differenziati, mascherati all’esterno e spruzzati con un grigio medio, molto diluito e a bassa pressione.




Stessa tecnica su un soggetto più scuro e usurato.
In questo caso, volendo ottenere un invecchiamento decisamente più marcato, la colorazione di base è stata fatta con 3 colori: una base, una base schiarita con bianco al centro dei pannelli, una basa scurita con del nero sul bordo dei pannelli il tutto a mano libera e senza mascherature.
Essendo i Corsair dell’epoca sporchissimi, l’evidenziatura dei pannelli è stata fatta mescherandoli uno ad uno e lavorando con del nero diluitissimo a bassa pressione.




Esempio 2
Torniamo ancora in dietro nel tempo e vediamo come evidenziare strutture telate.
Coda e fusoliera del Fokker D VII in 1/48 Eduard.
Ho dipinto la coda interamente di bianco.
Ho mascherato accuratamente i tralicci, leggermente in rilievo sul modello, con nastro da 0,5 mm. Ho spruzzato del grigio medio (non ricordo esattamente quale, ma non importa) sulle mascherature, e rimosso il nastro.
Ed ecco quello che ho ottenuto: una vera schifezza!




No problem, si piglia il bianco, molto diluito e a bassa pressione e passaggio dopo passaggio...




...passaggio dopo passaggio, arriva il momento di fermarsi, esattamente quello che volevo ottenere.




Sempre più difficile, Ho voluto ricreare l’effetto della tela posata sulla struttura tubolare del Fokker, cercando di ricreare l’effetto concavo.
A essere sincero tale effetto, nella realtà, non era così marcato.
Licenza poetica, mi piaceva provarci, ho sacrificato un po’ di realismo per ottenere un qualche cosa di bello.
In questo caso la difficoltà stà nel gestire un colore molto coprente, quindi un passaggio di troppo e sparisce tutto, niente di grave per quanto riguarda il modello, basta rifare, è il sistema nervoso del modellista, in questi casi, che viene messo a dura prova.
Un ulteriore difficoltà è data dal fatto che la fusoliera del modello è liscia, quindi bisogna schiarirsi bene le idee sulla disposizione dei tubi del traliccio.

Vediamo come fare:
Prima mano di bianco, mascheratura del traliccio col solito nastro da 0,5mm, e nero dato in maniera più coprente negli angoli in ombra, meno dove batte la luce.
Per capire dove applicare i chiari scuri, basta consultare i vari profili che si trovano su libri o in rete, ottimi artisti hanno già fatto il lavoro, stupido reinventarcelo.
Sotto, come si presenta la fusoliera dopo la prima mano di nero a mascherature rimosse: altra schifezza!!!




Ma basta velare, velare, velare... e piano piano le cose migliorano...




...fino a che BINGO! Di nuovo esattamente quello che volevo.




Vi confesso che quando ho applicato lo stesso metodo sul Cervo, un po’ di sudori freddi mi sono venuti, il rischio di distacco della decal è stato alto.
Queste finezze, per il momento, lasciatele a chi ha più esperienza, ovvero ha già commesso tutti gli errori che si potevano fare.


Tridimensionalità dei modelli © Roberto Colaianni

Lo stesso metodo si può applicare ad aerei più moderni, dove le superfici telate sono poche, ecco alcuni esempi:

Corsair 1/48 Tamiya, ventere elevatori






Sempre più difficile, stesso procedimento ripetuto alle insegne e poi al pannello sul dorso.
Purtroppo non ho tutta la sequenza, ma ormai avete capito il meccanismo, quindi potete immaginarla.
Purtroppo il bianco tende a riflettere la luce e a far sparire, in foto, gli effetti.






...e sulla coda.




Esempio 3
Qui ho voluto mettere in risalto i pannelli di un Sukhoi 22, dopo averlo dipinto con una mimetica complessa.
Ho proceduto come segue: ho preparato per ogni colore della mimetica tre barattolini, contenenti colore di base, colore scurito (verde con verde scuro, marrone con marrone scuro, sabbia con marrone chiaro ecc.) e colore di base desaturato con del bianco.
Ogni macchia è stata colorata mascherando con rotolini di patafix.
Colore di base prima, colore scurito sulle linee di pannellatura, colore schiarito al centro dei pannelli.
Bisogna cercare di non essere troppo regolari, spruzzando nel senso del flusso d’aria sulle ali, dall’alto verso il basso sulla fusoliera.
Foto pessima, ma si dovrebbe capire quello che ho fatto.




Dopo di che ho mascherato all’esterno i pannelli di ispezione e alcune delle lamiere del rivestimento, ed ho evidenziato ad aerografo con un grigio chiaro, purtroppo in foto l’effetto si nota appena.




Esempio 4
Sempre il Tornado. I serbatoi erano completamente lisci, le giunzioni e i tappi dei portelli d’ispezione sono stati creati con i colori, mascherando e velando con un grigio più scuro.
Io le chiamo pannellature virtuali, non ci sono ma si vedono.






Esempio 5
E infine, per farvi meglio capire che io sono veramente un maestro, uno dei migliori in assoluto, in anteprima mondiale, vi faccio vedere come, unico al mondo, sono riuscito a dipingere lo Stealth, l’aereo invisibile per eccellenza.
Mi scuserete, ma le tecniche usate sono assolutamente segrete e non intendo svelarle, per non compromettere il ragguardevole vantaggio raggiunto dal mio bagaglio tecnico, sulla concorrenza.
Notate l’eccellente cura del dettaglio, ogni più minimo particolare è stato riprodotto con cura assoluta e maniacale, ma soprattutto la fedeltà della colorazione, che rende assolutamente tridimensionale il soggetto, in tutto e per tutto uguale al vero!!!!!




Conclusioni
Potrebbe essere che quanto descritto sopra non vi riesca al primo colpo, ci sono moltissimi fattori da tener conto e che influenzano la buona riuscita della colorazione, un buon aerografo, un’ottimale diluizione dei colori, mano ferma, anche un minimo di senso artistico e il tempo.
Quest’ultimo è un fattore fondamentale, nessuno vi obbliga a migliorare, nessuno vi obbliga a fare di più di quello che state facendo ora, nessuno deve permettersi di criticarvi se fate dei modelli basici.
Però se volete raggiungere un certo livello, se volete partecipare degnamente a qualche concorso, dovete mettervi in testa che non esistono scorciatoie, per fare un bel modello ci vogliono molti mesi.
Per fare il Tornado, praticamente da scatola, basetta inclusa ci ho messo 120 ore circa, un record per me.
Bel modello, fa la sua figura in una libreria, ma non sarebbe mai premiato in alcun concorso.
Manca molto dettaglio all’abitacolo, ai vani carrelli ecc…non ho corretto alcuni gravi errori di forma commessi dal masterista.
Nell’articolo poi non abbiamo parlato di scrostature, sporcature, autocostruzione di pezzi, apertura vani avionica o motore, ecc.. tutte cose che portano via altro tempo.
Però io dico che fa parte della natura umana cercare sempre di migliorare, per cui il mio consiglio è provate! Ogni piccolo miglioramento vi darà grandi soddisfazioni, ognuno di noi ha qualche vecchio modello che non farà mai in cantina, sacrificatelo, per prove di colorazione e vediamo cosa salta fuori.
Fra le mille idee che mi frullano per la testa c’è quella di costruire un vecchio B-26 Monogram in positivo, eliminando tutte le pannellature e dipingendolo interamente a "pannellature virtuali".
Chissà se mai lo farò!

Sperando di esservi stato utile, un saluto a tutti.


Roberto “Target” Colaianni
e-mail roberto.colaianni@alice.it
[Gallery]
GAMS Udine
02.10.2012


Commento di Alby Starkiller [06/10/2012]:
Ciao Roberto,
reputo questo articolo, NON utile,
ma UTILISSSSIMO!
grazie x averlo scritto.
Un caro saluto.
a presto

Commento di Roberto [07/10/2012]:
Inizialmente volevo scrivere in privato ad un modellista che, dopo aver visto il mio Tornado voleva dei suggerimenti, Giaba ha lanciato l'idea di un articolo vero e proprio, e così eccolo quà.
Per essere davvero fatto bene, avrei dovuto fare dei provini, eseguendo l'evidenziatura delle pannellature passo passo, ma il tempo scarseggia e così ho "pescato" foto di modelli gia fatti.

Comunque felice di poter essere stato utile.

Saluti,

Roberto

Commento di Ezio Bottasini [08/10/2012]:
Ciao Roberto, sei sempre fonte di ispirazione, anche se bisognerebbe avere la TUA mano per realizzare i NOSTRI modelli, così potremo avere dei risultati analoghi.
La tua autoironia, inoltre, è veramente da maestro quale sei, lo Stealth è stupendo, prenderò esempio.

Salutoni,

Ezio

Commento di Roberto [08/10/2012]:
Gli altri riuscirai anche a copiarli, ma lo Stealth, mi dicspiace dirtelo, non ce la farai MAI, è PERFETTO!!!!

Ciao Roberto.

Commento di Enrico [09/10/2012]:
Ciao Roberto, mi unisco agli altri ed aggiungo il mio ringraziamento al tuo bellissimo ed utilissimo articolo che risulta essere una vera guida d'apprendimento. Penso che tra poco potresti pubblicare un libriccino sulle tue migliori opere, con tante fotografie e tutti i tuoi consigli, da vero Maestro del modellismo statico; a tutt'oggi anche se non mancano, non mi sembra esistano pubblicazioni chiare e sintetiche sull'argomento. Ciao e tantissimi complimenti da Enrico.

Commento di Gianni [01/12/2015]:
Grazie Roberto, scopro in ritardo questa splendida guida Gianni

Commento di federico toselli [30/07/2016]:
sei un mago Roberto ..spero di poter un giorno avvicinarmi alla tua bravura ..te lo dico col cuore :)

Commento di federico toselli [30/07/2016]:
utilissimo anche per me che devo imparare ...grazie sempre Roberto

Commento di Roberto [31/07/2016]:
Federico,

sara' la vecchiaia, sara' la vista che cala, ma dopo aver visto i tuoi lavori, anche dal vivo, sono convinto che non hai un gran che da imparare.
Ciao Roberto



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