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Republic RF-84F Thunderflash - Angelo Battistelli




Il Republic RF-84F Thunderflash fu il velivolo più rappresentativo della ricognizione tattica dell'Aeronautica Militare Italiana nel secondo dopoguerra.
Il modello qui presentato, realizzato partendo dal kit Sword in scala 1/72, riproduce l'esemplare con Matricola Militare MM 17032, legato a una delle pagine più note, e tragiche, della storia operativa di questo velivolo.





L'Aeronautica Militare ricevette complessivamente 78 RF-84F a partire dal 1955, nell'ambito del programma di assistenza militare statunitense MDAP (Mutual Defense Assistance Program). Questi velivoli sostituirono i più anziani RF-80 Shooting Star, segnando un importante salto qualitativo nelle capacità di ricognizione.
L'impiego operativo dell'RF-84F in Italia fu esclusivamente affidato alla 3ª Aerobrigata Ricognizione Tattica con base a Villafranca di Verona.
Il Thunderflash si distingueva per il caratteristico muso allungato, progettato per ospitare un sofisticato sistema di fotocamere. Grazie a questa configurazione, il velivolo poteva imbarcare fino a 15 macchine fotografiche orientate in diverse direzioni (frontali, laterali e zenitali), garantendo una notevole flessibilità operativa.
Le prese d'aria laterali, oltre a conferire un aspetto peculiare alla linea del velivolo, permettevano di liberare spazio nella parte anteriore per l'equipaggiamento fotografico.




La matricola MM 17032 operò per tutta la sua carriera con la 3ª Aerobrigata, inquadrato nel 28° Gruppo. Impiegato in missioni di fotoricognizione, rappresentava uno dei tanti velivoli che quotidianamente garantivano capacità strategiche fondamentali durante la Guerra Fredda, la sua storia è indissolubilmente legata al grave incidente avvenuto presso l'aeroporto di Villafranca il 1° ottobre 1971, durante le prove per una manifestazione aerea.
Ai comandi vi era il Tenente Colonnello Cosimo Saponaro, comandante del 28° Gruppo. Durante un passaggio a bassissima quota, il pilota iniziò un tonneau, ma l'ala del velivolo urtò il terreno causando la perdita di controllo.
L'aereo si schiantò sulla linea di volo, colpendo un'area in cui erano parcheggiati altri velivoli pronti per il servizio di allarme, carichi di carburante e munizioni. L'esplosione e il successivo incendio furono devastanti.
Il bilancio fu drammatico: morì il pilota e sette militari a terra, altri tre RF-84F furono gravemente danneggiati.
Questo evento segnò profondamente il reparto e rimane ancora oggi una delle pagine più dolorose della sua storia.
L'originale MM 17032 andò completamente distrutto nell'incidente. Tuttavia, per preservarne la memoria, un altro RF-84F è stato successivamente ridipinto con la stessa matricola, questo velivolo commemorativo è oggi esposto come gate guardian presso il comprensorio aeronautico di Centocelle, a Roma, sede del Comando della Squadra Aerea.




Il kit Sword in scala 1/72 dell'RF-84F Thunderflash rappresenta, ancora oggi, una delle migliori basi disponibili per riprodurre questo velivolo. Si tratta di uno “short run”, con pregi evidenti ma che richiede una certa esperienza.
Il kit è prevalentemente in plastica con sedile e dettagli cockpit in resina, il tettuccio è diviso in più elementi per poterlo rappresentare aperto. 
Le decals, oltre al modello italiano, consentono di riprodurre altre 3 versioni (USAF, olandese e belga).









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Commento di Ezio Bottasini [20/04/2026]:

Ciao Angelo, molto bello, preciso e pulito, ottimo anche la parte storica.
Al prossimo.
Ezio




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