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Il Reggiane Re.2005 Sagittario rappresentò uno dei vertici dell'aviazione da caccia italiana nella Seconda guerra mondiale. Entrato in servizio nel giugno 1943, faceva parte della cosiddetta Serie 5 insieme al Macchi C.205 e al Fiat G.55, i primi caccia nazionali equipaggiati con il potente motore tedesco Daimler-Benz DB 605.
Elegante nelle linee e dotato di un'ala ellittica che garantiva eccellenti qualità alle alte quote, il Sagittario univa velocità di circa 630 km/h, a una manovrabilità molto apprezzata dai piloti. In affondata raggiunse velocità prossime ai 980 km/h, mentre l'autonomia si attestava intorno ai 1.250 chilometri.
Particolarmente rilevante l'armamento, tra i più potenti mai installati su un caccia italiano: tre cannoni Mauser MG 151 da 20 mm e due mitragliatrici Breda-SAFAT da 12,7 mm, con la possibilità di trasportare fino a 1.000 kg di bombe sotto la fusoliera e ordigni supplementari sotto le ali.

Nonostante le prestazioni, la produzione fu limitata a poche decine di esemplari a causa della complessità costruttiva e della crisi industriale del 1943. Operò principalmente con la 362ª Squadriglia del 22º Gruppo nella difesa di Napoli, Roma e della Sicilia contro i bombardieri alleati. Dopo l'armistizio, alcuni velivoli superstiti furono impiegati dall'Aeronautica Nazionale Repubblicana e dalla Luftwaffe.
Il progetto non era privo di difetti: una debolezza strutturale nella parte posteriore della fusoliera imponeva cautela nelle manovre più violente. Oggi del Sagittario sopravvive solo il troncone di coda conservato al Museo dell'Aeronautica Gianni Caproni di Trento, ultima testimonianza di un caccia considerato tra i migliori della sua epoca, ma arrivato troppo tardi per incidere sul conflitto.

Il kit realizzato dalla Falcon Industries, New Zealand contiene 34 pezzi in plastica grigia e parti in metallo e relativo canopy in vacuform.

Completano il kit un piccolo foglio di decals non molto bello che ho sostituito con quello della Tauromodel.

Per quanto riguarda il montaggio ho dovuto eliminare i residui di plastica vetrosa presenti nelle parti interne delle semiali fino ad ottenerne un perfetto allineamento delle stesse compito reso difficile dall'assenza dei perni di centraggio.
Avvalendomi di una gomma pane inserita dentro al tettuccio ho diviso in due il pezzo trasparente con un piccolo seghetto, operazione necessaria qualora si decidesse di mostrare gli interni cabina, molto scarni, che ho provveduto per quanto possibile, ad aggiungerne qualche particolare.
Nel kit sono presenti anche pezzi in metallo veramente brutti ed inutili sostituiti con quelli presenti nell'immancabile banca dei pezzi comune a tutti i modellisti.



Carrelli di atterraggio e portelli autocostruiti, taglio e riposizionamento di tutte le superfici mobili. Colorazione classica della Reggiane in Verde Oliva Scuro e Grigio Azzurro Chiaro.



Quando ho realizzato questo modello nel lontano 1996, la Falcon metteva in commercio gli unici kit disponibili in 1/48 sia nella versione vacuform sostituita poi da quella in polistirene a bassa pressione che ho riprodotto con il n.601 di catalogo per un esemplare della Regia Aeronautica e il n.602 per due esemplari: uno A.N.R. e uno della Luftwaffe.