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Kit Hasegawa - Scala 1/72




Il concetto di rilassatezza nel modellismo assume forme diverse a seconda dell'approccio personale di ogni appassionato. C'è chi trova soddisfazione semplicemente nell'acquistare kit e conservarli gelosamente per il futuro, quasi come fossero una collezione destinata ai posteri. Altri iniziano numerosi modelli senza mai completarli, accumulando cantieri aperti che restano incompiuti anche davanti al più severo dei “plotoni d'esecuzione”. All'estremo opposto troviamo i modellisti che realizzano magari un solo modello all'anno, ma con una qualità tale da sembrare pronti a vincere contemporaneamente la Targa Florio e la Ruota della Fortuna: pochi lavori, ma impeccabili.

Il mio approccio è diverso. Costruendo molti modelli, difficilmente riesco a rilassarmi davvero durante il lavoro; tuttavia alterno spesso progetti complessi ad altri più semplici e veloci. In questa seconda categoria rientrano diversi kit Hasegawa come quello presentato in questo articolo. Si tratta di stampi piuttosto datati, risalenti ai primi anni Settanta, come si può facilmente verificare anche dalla documentazione disponibile. Nonostante l'età, questi modelli riescono ancora oggi a offrire un risultato finale più che soddisfacente, con una discreta qualità di finitura e soprattutto con un ottimo rapporto qualità-prezzo, in particolare quando si riescono a reperire esemplari usati ma completi tramite internet o, come in questo caso, grazie a qualche amico.




Dal punto di vista progettuale il kit Hasegawa è piuttosto essenziale, caratteristica tipica dell'epoca. Tuttavia, se confrontato con molti modelli disponibili negli stessi anni, appare sorprendentemente avanzato. Basti pensare al periodo in cui la collana "Storia dell'Aviazione" allegava ogni quattro fascicoli un kit Airfix o Revell: modelli interessanti dal punto di vista divulgativo, ma che difficilmente potevano competere con la precisione e la qualità di stampaggio di un Hasegawa.








La difficoltà principale incontrata durante la realizzazione è stata la riproduzione della corretta tonalità cromatica. Per avvicinarmi il più possibile al colore reale ho incrociato diverse fonti: istruzioni del kit, documentazione reperita in rete, fotografie d'epoca e materiale cartaceo presente nel mio archivio personale. Anche una piccola incongruenza relativa alla striscia presente sulla fusoliera mi ha spinto a consultare ulteriori immagini a colori per individuare la tonalità corretta. Alla fine ho optato per il giallo, scelta che mi è sembrata la più plausibile alla luce delle fonti disponibili.






Il montaggio del kit risulta nel complesso semplice e abbastanza preciso. I pezzi sono relativamente pochi, con alcune parti comuni ad altre versioni dello stesso velivolo. Proprio questa semplicità costruttiva consente di completare il modello in tempi rapidi: l'intero lavoro è stato portato a termine in circa una settimana. Tutti i materiali utilizzati – colori, trasparenti, colle e il liquido che impiego al posto dell'acqua per applicare le decals – sono prodotti “made in ME”, frutto di una selezione e di un metodo di lavoro personale maturato negli anni. Anche la resa del peso sui pneumatici è stata ottenuta con una mia tecnica a caldo, visibile in un articolo ad essa dedicata.






Per quanto riguarda le stuccature, il termine è in realtà improprio. Non utilizzo quasi mai il classico stucco da modellismo: preferisco ricorrere alla colla cianoacrilica oppure a un riempitivo a base d'acqua che oggi si trova facilmente nei negozi di bricolage. Questo materiale non richiede carteggiatura; può essere applicato e livellato semplicemente con un dito o con un cotton fioc, preservando così rivettature e dettagli superficiali. Inoltre consente di riempire anche fessure piuttosto ampie senza ritiri e con tempi di asciugatura adeguati. La sua leggerezza è dovuta alla presenza di microsfere cave di vetro: una confezione da 250 grammi, ad esempio, pesa in realtà circa 150 grammi proprio per questa particolare composizione.








In conclusione, il kit e in generale l'intera serie Hasegawa di quel periodo rappresentano ancora oggi una scelta molto valida, ideale per acquisire manualità e migliorare le proprie tecniche. L'unico vero limite può essere rappresentato dalle decals: nei kit più vecchi, come quello utilizzato per questo modello, spesso risultano ingiallite, incomplete o fragili. Nonostante ciò, la qualità complessiva del kit rimane elevata e lo rende un'ottima base di partenza per imparare e perfezionarsi nel modellismo.




Maurizio Ugo

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27.03.2026



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