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Giostra Aerea - Pietro Ballarini




Quando sono andato a visitare il bel museo della Giostra e delle Fiere di Bergantino (RO) ho visto alla parete una foto che mi ha colpito molto.




In essa è rappresentata una primordiale Giostra meccanica le cui navicelle erano i serbatoi americani degli aerei della seconda guerra mondiale.
Li ho subito riconosciuti perché ho già fatto un modellino con essi rappresentando le Belly Tank, ovvero le auto che in america utilizzavano questa ‘carrozzeria’.
Questa giostra del 1951 è l’antesignana delle famose astronavi/navicelle/ufo in cui si cerca di colpire chi è di fronte per farlo scendere.
E’ il brevetto di Albino Protti , precursore nel paese di Bergantino dell’attuale polo dell’industria giostraria italiana.
Esso cominciò appunto nel primo dopoguerra a fabbricare attrazioni meccaniche utilizzando materiale di recupero, seguito a ruota dai suoi compaesani che poi divennero i giostrai che vediamo nelle fiere di paese.




Purtroppo il mio spazio per le esposizioni a casa è molto limitato e quindi ho progettato di riprodurre solo un quarto della giostra inserendo comunque la cassa e una scenetta.
Non mi sarebbe spiaciuto farla intera con magari una bancarella (di dolciumi?) a fianco.




REALIZZAZIONE
Purtroppo né al museo, né in rete, né sul web ho trovato disegni della meccanica di questa giostra. Quindi tutto quello che ho fatto si basa sull’unica foto che mi ha ispirato e sulle altre due o tre di modelli simili dell’epoca, nonché confronti con amici modellisti e persone che hanno lavorato nel settore.
Comincio il lavoro facendo dei disegni al CAD per avere l’idea degli ingombri necessari.
Utilizzo i disegni come dima per realizzare i bracci di sostegno delle navicelle.
Essi sono realizzati in ROD EVERGREEN di cui ho fatto una buona scorta prima di cominciare questo lavoro.












Avendo l’esperienza del Belly Tank l’ho sfruttata per fare le navicelle con lo stesso semplice metoto (e misure) anche se dal 1/24 sono passato all’1/35.
Un amico mi ha tornito il serbatoio e col VACUM-FORM artigianale di un altro collega ho fatto gli stampi dei semigusci.




Ritaglio la parte superiore per l’apertura di accesso ai sedili e incollo il tutto su una sagoma della pianta della navicella dove ci sono anche le ali.
Infine incollo l’impennaggio verticale.












Il collegamento con i bracci simula un perno che ruota longitudinalmente in quanto la navicella deve sempre essere orizzontale a qualsiasi altezza, a tale scopo c’è un asta snodabile sul fianco che ha questo scopo.




La parte inferiore non compare nella foto.
All’epoca non so se la parte centrale col motore (ralla di un carro armato) era già su semirimorchio come i modelli successivi.
Nel dubbio ho nascosto il tutto con dei pannelli decorativi.
La parte superiore della ‘torre’ contiene gli alloggiamenti dei pistoni che muovono i bracci ed è sormontata da un tetto poligonale.














Alcuni rivestimenti sono in legno che simulo con cartoncino segnato col cutter.




Col plotter taglierino SILOUHETTE (PORTAIT) ho disegnato e ritagliato le pedane di accesso alla giostra risparmiando un po’ di tempo e rimanendo preciso nell’assemblaggio.
Tutta l’impalcatura inferiore invece l’ho fatta con ROD a sezione quadra.
La scala di accesso alla pedana e la cabina sono in Plasticard.
I pannelli inferiori e la scaletta della cassa sono in legno.








I bracci che sorreggono le lampade a centro torre sono in ROD curvati e tenuti in posizione con biadesivo.
Su questi ho poi incollato i triangoli di rinforzo.








Il megafono è una sfoglia di Milliput posata su una sagoma in pvc fatta al tornio.
La scritta del titolo e della CASSA è fatta con plotter taglierino.






Delle microsfere da 1 mm mi hanno aiutato a simulare tutte le lucine presenti.
Per i parabrezza ho fatto un master col Milliput e diversi tentativi di Vacum Form a caldo (candela) col PET delle bottigliette.
Li ho poi fissati col Kristal Clear.






Il cassiere e i tre clienti in volo sono stati tutti ampiamente modificati con arti di recupero. Gli altri soggetti sono pezzi commerciale della Miniart, Master Box e Andrea.



































CONCLUSIONI
Nonostante l’apparente semplicità delle costruzioni il lavoro mi ha impegnato nella ricerca delle varie soluzioni che ci si trova ad affrontare quando si realizzano soggetti inconsueti.
Le colorazioni sono di fantasia. Nella foto in bianco e nero si vede che i bracci hanno toni diversi.
Per il resto ho usato colori tenui.
Il fascino di questo diorama per me è rappresentato dai figurini che raccontano la scena.
Il giovane sull’astronave che si sbraccia in alto...




... il bimbo affascinato col naso per aria che aspetta sua madre mentre acquista il biglietto.




Il passante disinteressato.




L’imbonitore che invita la vecchia signora a provare ‘una botta di vita !’; lei ci pensa anche su ma con un sorriso decide che non ha l’età.
Mentre invece lo vorrebbe timidamente la sua nipotina col vestito rosso.




Spero vi sia piaciuto anche quest’altro mio progetto di modellismo civile che vuol raccogliere e raccontare le ‘cose’ di una volta...





Pietro Ballarini
20.11.2020

[Gallery]


Commento di Roberto [20/11/2020]:

Che dire Pietro, di modellisti bravi, ma quelli che stupiscono non sono molti. E tu non finisci mai di stupirci, per originalita' del soggetto, pulizia del lavoro, colorazione. Bravissimo.


Commento di Dino Dall'Asta [21/11/2020]:

Che dire... hai fatto un lavoro magnifico, realizzando un diorama inusuale e molto realistico.
Complimentissimi!!
Dino


Commento di Valter vaudagna [21/11/2020]:

Rievoca bei ricordi di bambino... bravissino un grande lavoro 😁👏


Commento di Alby Starkiller [21/11/2020]:

... SPETTACOLARE!!!
complimentoni.
Alby.


Commento di PIETRO [21/11/2020]:

Grazie mille a tutti per gli apprezzamenti.
Per il mio modo di vedere il modellismo esso lo uso anche per raccontare delle storie.
Tecnica e pittura sono secondarie se prevale l'anima della scena.

Pietro


Commento di Michelangelo [22/11/2020]:

SEI UN GENIO!!!


Commento di ezio bottasini [23/11/2020]:

Grande Pietro, personalmente ma credo non solo io, ci lasci sempre a bocca aperta con i tuoi lavori, mai banali, la storia di quando eravamo bambini... sei un Grande.
Con sincera ammirazione.

Ezio


Commento di Luca Navoni [26/11/2020]:

Ciao Pietro,

un lavoro che ti fa fare veramente un salto nel tempo... un lavoro davvero da tanto di cappello 😁... sarà anche forse che per 10 anni ho lavorato in un parco divertimenti e che da piccolino mi portavano sempre al luna park...!!!! ...ancora complimenti davvero...!!!



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