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F4F Wildcat
F4F Wildcat

Il Corsair di Tommy Blackburn - Marco Vergani


John Thomas "Tommy" Blackburn (1913 - 1994) è stata un asso americano della seconda guerra mondiale e il primo ufficiale comandante del famoso Squadron VF-17 Jolly Rogers.




Non voglio annoiarvi con i dati tecnici e vita operativa del Corsair in quanto già ampiamente descritti nel bellissimo articolo, sempre pubblicato su questo sito, a firma dell’amico Ezio.
Pertanto passerò subito alla descrizione del kit e della costruzione del Corsair F4U-1A della Tamiya in scala 1/48.

F4U Corsair

Il kit
Nella scatola sono inclusi:
  1. Quattro alberi di stampate in plastica color grigio chiaro;
  2. Uno stampata per i due trasparenti del tettuccio (con la possibilità di lasciarlo aperto) e collimatore;
  3. Un foglio di decal per due marking;
  4. un libretto istruzioni con tavole dei due esemplari da riprodurre.

La prima impressione quando si visualizza il contenuto della scatola è molto positiva... per forza è Tamiya !!
La qualità è eccezionale con quasi nessuna traccia di espulsione dello stampo.
La riproduzione del motore, in quattro pezzi, è molto ben fatta e con la sola aggiunta di alcuni cavi e fili sarà sicuramente fantastico.
Ho deciso di lasciare i flabelli di raffreddamento aperti, usando il pezzo A14, ricostruendo pertanto il sistema di chiusura dei flabelli stessi con pezzettini in evergreen e filo di rame (come hanno fatto gli amici Ezio e Roberto), non so se con lo stesso risultato... però almeno ci ho provato!!
Ho anche "tagliato" i due pezzi che formano l’impennaggio verticale, al fine di dare al modello un effetto di "movimento".
L'interno della cabina di pilotaggio (pavimento, strumentazione cruscotto e pareti laterali) è reso talmente bene, che ho deciso di costruirlo praticamente da scatola!
Ho solo aggiunto, fatta con due pezzettini minuscoli di Evergreen, la custodia di pelle che si trova sul lato destro del pannello strumenti.
Le parti trasparenti fornite nel kit sono davvero eccellenti e molto limpide, permettendo di mostrare l’interno dell’abitacolo lasciando aperta la finestratura, composta dal parabrezza e la capottina bombata.




Il montaggio
Ho iniziato la costruzione, come al solito, dalla cabina di pilotaggio.
Il livello di dettaglio del pozzetto è bellissimo e pertanto ho usato quello della scatola, nonostante sul mercato esistano molti after market in resina.
Un po’ di risparmio fa sempre bene !!!
L’intero abitacolo (pareti laterali, pavimento) è stato colorato in interior green usando lo smalto humbrol 078, mentre il cruscotto del pilota ed alcune strumentazioni laterali sono state dipinte in nero opaco.
Gli strumenti sono stati tagliati, uno ad uno, da un foglio decal avanzatomi e posizionati singolarmente all’interno delle cornici in rilievo del pannello.
Per essere sicuro che aderissero bene ho dato una spruzzata leggera di trasparente opaco.
Tutti gli altri interni invece (carrelli principali, ruotino di coda, snodi ripiegatura ali) sono stati dipinti in zinco cromo, utilizzando l’acrilico della Lifecolor UA134.
Ho poi seguito dei "lavaggi" in modo da far risaltare le strumentazioni stesse nonché le nervature dei pozzetti con del marrone opaco molto diluiti, al fine di dare a tutto l’interno dell’abitacolo stesso un aspetto vissuto Pr quanto riguarda la cintura di sicurezza del seggiolino ho usato quelle in fotoincisione, avanzatemi dopo la costruzione del kit del P.61 della Great Wall Hobby.
Infine con la tecnica del Dry dry Brush (pennello molto asciutto) ho evidenziato le parti più sporgenti con del bianco opaco.




Colorazione e camouflage
Le decal erano per i due velivoli appartenuti a:

  • VMF-111 numero individuale 122, isole Gilbert, settembre 1944;
  • velivolo personale del comandante del VF-17 "Jolly Rogers" numero individuale 1 "Big Hog" , Ondonga, isole Solomone – novembre 1943.

Ho scelto di rappresentare il Corsair di Tommy Blackburn, primo comandante del famoso Vf-17 "Jolly Rogers".
Per quanto riguarda il camouflage usato dalla Marina americana (US Navy) fino al 1943/1944, era di questo tipo:

  • superfici superiori delle ali e parte alta della fusoliera in Navy blue (USN);
  • superfici inferiori delle ali (quelle ripiegabili) e lati fusoliera (solo prima e dopo le ali) in intermediate blue (USN);
  • superfici inferiori delle ali (quelle fisse) e della fusoliera in insignia white (USN).
I colori pertanto usati per il camouflage sono stati i seguenti:
  • Navy blue : spray Tamiya AS 8;
  • intermediate blue : spray Tamiya AS19;
  • insignia white : spray Tamiya AS 20.




Un discorso a parte merita l’invecchiamento del modello.
E’ risaputo che i Corsair che stazionavano sulle isole avevano la vernice abbastanza logora causa gli agenti atmosferici, soprattutto l’aria salmastra, ma anche le continue manutenzioni, lo sporco dei residui della polvere da sparo, dell’olio, dei fumi di scarico e del carburante che traboccava ogni volta venivano riforniti.
Per riprodurre tutto questo in modo abbastanza realistico, senza però esagerare, ho voluto provare una cosa nuova, scoperta leggendo dai vari articoli sul web.
Dopo aver dato il primer su tutto il modello, constatando l’assenza di difetti di stuccatura e levigatura, ho colorato a pennello le zone che volevo invecchiare (bordo alari, le zone intorno ai vari pannelli manutentivi, intorno all’abitacolo in fusoliera sia sulle ali, ecc,) con dell’alluminio humbrol n. 56.
Dopo aver colorato l’intero camouflage del velivolo, dai colori più chiari a quelli più scuri, mascherando ogni volta, ho lasciato "riposare" il modello per un paio di giornate.
Infine, con molta attenzione e pazienza, aiutandomi con un cutter dalla lama nuova ho cominciato a rimuovere la vernice facendo comparire il colore alluminio del metallo.
Per smorzare poi i colori della mimetica, nonché desaturare la pannellatura poiché utilizzando gli spray Tamiya non è possibile chiaramente miscelarli e pertanto i colori appaiono troppo "nuovi", ho voluto fare un esperimento (senz’altro qualcuno griderà allo scandalo)... utilizzando una carta abrasiva finissima bagnata in acqua ho passato tutte le pannellature partendo dal centro, in modo circolare, creando un effetto di invecchiamento abbastanza naturale.
Sono pronto a tutte le critiche che mi vorrete inviare però... a me piace !!
Per preparare il modello all’applicazione delle decal e degli stencil, ho steso sullo stesso due strati di cera e, una volta ben asciutta, ho posizionando le stesse.
Dopo il loro posizionamento ho evidenziato le strisciate del fumo dei gas di scarico, delle mitragliatrici, lubrificanti e carburante, mettendo ben in evidenza le linee delle pannellature con del nero opaco, usando un pennellino 00.
Per finire ho "sigillato" il tutto con spray opaco trasparente.




Figurini
Per quanto riguarda il figurino del pilota ho usato quello del kit, invece per i meccanici ho usato due figurini, gentilmente offerti, dall’amico Ezio.
Fanno parte del kit Eduard n. 8506 "U.S. navy Personnel 1942", usati già nel modello del P.61, apparso sempre su questo sito.
Il figurino del pilota è stato dipinto come da istruzioni riportate sul foglio Tamiya, e poi schiarito ed ombreggiato con successive passate di colori chiari e scuri con tonalità simili al colore di base, al fine di dare profondità allo stesso.
I figurini del personale di terra, appartenuti al corpo dei Marines, la camicia è stata dipinta in verde oliva humbrol 155, mentre i pantaloni in U.S. dark green 116.
Anche loro sono stati schiariti ed ombreggiati con successive passate di colori leggermente più scuri, con tonalità simili al colore di base, al fine di dare profondità agli stessi.
Un figurino ho voluto riprodurlo "di colore".




Ambientazione
Per la basetta ho adoperato la solita cornice di legno, cm. 25x30, senza lastra di vetro.
La basetta, molto semplice, è stata creata su due livelli alfine di dare una certa "vivacità" alla scena, dove ho inserito gli arbusti e la palma.
Il rialzo è stato creato usando un pezzo di polistirolo, debitamente tagliato, mentre nel centro della basetta è stato incollato l’articolo in plastica della Eduard 8801 che imita le grelle in metallo, abbondantemente usate dagli americani nella seconda guerra mondiale nelle loro basi aeree, nel teatro europeo che asiatico.
Per limitare le spese per la realizzazione di questo modello (considerato i tempi non troppo felici), ho usato l’articolo in plastica della Eduard sopra menzionato per la simulazione delle grelle, però lasciatemelo dire... le grelle foto incise marca Tom’s Model Works usate per il P.61 sono un’altra cosa...
L’intera basetta è stata poi ricoperta con colla vinilica e sabbia degli acquari comprata da un negozio specializzato... devo dire che l’effetto è sorprendente in quanto è bianchissima e finissima... sembra proprio sabbia corallina delle isole del Pacifico !!
Alla base del rialzo è stata disposta una specie di palizzata formata da tronchi di palma e ciuffi d’erba della Green Line miste color verde e giallo erba secca; per i bassi arbusti invece ho usato della teloxis aristata spruzzata con un velo di colla spray e poi intinti, tenendoli per il tronco, in un recipiente contenente un prodotto che imita il fogliame marca Linea Secondaria art. 158H, acquistato insieme al mio amico Ezio al model Hobby di Novegro nel settembre scorso.




Per quanto riguarda la palma, il tronco è un ramo di un cespuglio del mio giardino, pulito dalla corteccia e, usando la lama di un cutter, ho ricreato diagonalmente quei solchi tipici del tronco, mentre le foglie sono fatte in cartoncino, disegnate e ritagliate con il cutter una ad una.
Sono state prima incollate al tronco con attack e poi verniciate con varie sfumature di verde, usando vari spray della Tamiya.
Il tronco invece è stato prima dipinto in marrone e poi lumeggiato usando un colore sabbia.
Per dare luce e risalto alle estremità degli aghi delle foglie e alla nervatura del tronco, con la tecnica del pennello asciutto sono stati evidenziati con del bianco opaco.
Per ultimo, copiando l’amico Roberto, ho messo un po’ di canapa da idraulico per simulare la "peluria" tra le foglie.
Per completare il tutto ho "sigillando" l’intera basetta con una bella spruzzata di trasparente opaco comprato in ferramenta.
La scena vuole rappresentare il velivolo prima di una missione operativa dove, pilota e meccanici, si scambiano gli ultimi consigli operativi nonché battute augurali.

Marking




Profilo del Corsair F4U-1A "BIG HOG", velivolo personale del comandante del VF-17 "Jolly Rogers" Tommy Blackburn, Ondonga, isole Solomone – novembre 1943.




I cenni storici, le fotografie storiche ed il profilo sono stati recuperati da vari siti web; un grazie a queste fonti!

Conclusioni
A mio parere un bellissimo modello, del resto Tamiya è sempre Tamiya.
Praticamente il modello è stato costruito da scatola, limitandomi solamente a migliorarlo dal punto di vista scenografico, come ricostruendo il sistema di chiusura dei flabelli ed alcune altri piccoli particolari, al fine di dargli un’impronta personale.
Questo kit, a mio parere, ha il vantaggio del prezzo tutto sommato contenuto (sotto i 30 euro)... e la qualità è Tamiya!!

Buon Anno e buon modellismo a tutti !!


Marco Vergani

[Gallery]

27.01.2014

I mio prossimo lavoro sarà il Bf. 110 C-3 del capitano Aramis Ammannato, comandante della 235ª Squadriglia, 60º Gruppo Caccia Notturna della R. A. (kit Eduard n. 01164) che onestamente ho già iniziato ad assemblarlo e per finire il kit Tamiya dell’A6M3 Zero, gentilmente regalatomi dal mio amico Ezio per Natale...






Commento di Alby Starkiller [30/01/2014]:
Ciao Marco,
dopo aver letto l'ottimo articolo e visionato le bellissime foto del tuo altrettanto bellissimo diorama, dico: ben vengano le nuove tecniche che hai descritto, in quanto i risultati sono davvero eccezionali!
Un caro saluto e a presto.
Alby

Commento di Roberto [31/01/2014]:
Che sia un virus? Con quello di Ezio e il mio siamo a tre, potremmo verificare se si possono attaccare!
A parte gli scherzi, ottimo lavoro, ma se posso permettermi un' osservazione, non mi piace molto il rettangolo delle grelle che vede sotto la sabbia, decisamente troppo regolare. Per la prossima volta ti consigliere di rendere il terreno con un po' di Das, tutto sommato e economico e rapido da posare, su superfici spalmate di colla vinilica, al fine di annegarle meglio.
Ciao, Roberto

Commento di ezio bottasini [31/01/2014]:
Ciao Marco, come già detto a me, se non fosse per le insegne diverse, avrei potuto pensare ad un furto dal mio "museo", però guardando meglio, vi sono delle differenze che fanno apprezzare maggiormente il tuo modello, i due meccanici che accolgono il pilota, la palma sicuramente più bella delle mie, i colori meglio azzeccati rispetto ai miei, l'unica cosa la bomba l'avrei messa su un carrellino. Nell'insieme un bel lavoro.

Ciao Ezio

Commento di Marco Vergani [05/02/2014]:
un grazie di cuore ad Alby, Roberto ed Ezio ... troppo buoni !!
Caro Roberto hai perfettamente ragione ma credevo che molta colla e sabbia avrebbero appianato la differenza di spessore tra il kit delle grelle in plastic e il piano di campagna .... mi sbagliavo.
Molto probabilmente con le grelle non ci so molto fare ( vedi diorama P-61) ...
Un caro saluto e ... al prossimo kit, il Bf. 110 della R.A.

Commento di Mario Bentivoglio [20/02/2014]:
SPLENDIDO !!!! :-)


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