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Autoblindo "VESPA" - Dino Dall'Asta




Già dal 1939 l’azienda metalmeccanica Caproni, la cui produzione non si limitava ai soli settori aeronautico e marittimo (sommergibili tascabili), iniziò a sviluppare questo innovativo veicolo blindato su progetto dell’Ing. Ottavio Fuscaldo, il cui lavoro si concretizzò nel 1941 con la realizzazione presso lo stabilimento di Milano Taliedo di un primo prototipo, rivisitato e migliorato definitivamente l’anno successivo.



Immagine d’epoca


Questo autoblindo leggero, denominato "Vespa" forse per la forma molto acuminata della parte frontale, aveva un’originale posizione delle ruote che erano disposte a rombo: una anteriore e una posteriore sterzanti e nella parte centrale del telaio un asse univa le altre due, entrambe collegate alla trasmissione e al motore posteriore.
Ciò aumentava la manovrabilità, permettendo al veicolo un raggio di sterzata notevolmente ridotto, qualità utile per un autoblindo destinato alla rapida ricognizione ed esplorazione.
Dalle dimensioni di 3,90x2,00xH.1,85 m, aveva un motore a benzina a otto cilindri Lancia Astura con potenza 82 CV, per una velocità massima di 80 km/h e con un’autonomia di 200 km.
L’equipaggio era composto da due persone affiancate, mentre l’armamento era costituito da una mitragliatrice Breda 38 calibro 8 mm posizionata su un apposito supporto sferico nella "cresta" anteriore della copertura.


Autoblindo VESPA

Autoblindo VESPA

Immagine d’epoca


La Vespa però rimase a livello di prototipo in quanto, messa in prova parallelamente con un'altra nuova auto blindata più tradizionale a quattro ruote, i vertici del Regio Esercito optarono per quest’ultima, facendo così realizzare in serie la Lancia Lince, che era una versione modificata della britannica Daimler Dingo.
Non si conosce il destino di questo unico esemplare, dalla forma così singolare e dalla particolare complessità del telaio non certamente ortodosso; probabilmente sarà stato smontato e rottamato nei primi anni del dopoguerra.




Il diorama scala 1:35
Il modellino è della ditta modenese WIP3D, il cui kit é costituito da parti in resina già pronte per essere assemblate in quanto prive dei relativi supporti di stampa, da un foglio in formato A4 riportante un semplice schema di montaggio e da un piccolo foglietto decals.
Dopo aver assemblato il tutto senza alcun problema, ho verniciato il modellino a pennello con acrilici Tamiya, tenendo in considerazione che la Vespa era solo un prototipo: color bianco all’interno come d’uso per i mezzi corazzati e, previa stesura di primer spray metal della Army Painter, color verde medio del Regio Esercito, dando poi invecchiamento, lavaggio e usura.
A colorazione ultimata ho preferito vetrare sia i due fanalini che i sette piccoli finestrini anteriori usando il liquido Syntaglass della Toffano, anziché inserire nelle aperture di quest’ultimi i vetrini in resina trasparente forniti nel kit.
Dopodiché ho posizionato le decals: posteriormente la targa e sul frontale davanti il nome Vespa Caproni, dalla elegante grafia in corsivo di color bianco, mentre non ho usato quella relativa al soprastante stemma circolare che ho mantenuto così in rilievo, dipingendolo successivamente con acrilico di color bronzo.






Lo stemma suddetto, che dall’Aprile 1936 fino all’Agosto 1943 era posto su tutti i mezzi delle brigate corazzate del Regio Esercito, era costituito da una placca metallica (in bronzo o in alluminio) a forma di ruota dentata con all’interno un fascio littorio e una stella a cinque punte.




Ho preferito tenere in apertura lo sportello d’accesso al vano equipaggio per visualizzarne così l’interno, anche se è un po’ spartano, dove al posto di guida ho inserito un figurino in tuta da lavoro proveniente dal mio archivio, al quale ho sostituito la testa con un'altra completa del casco da carrista e ho anche appoggiato un altro casco sul sedile a fianco.
Completano la scenetta, insieme a tre contenitori, altri due figurini: un meccanico in tuta della Royal Model e un Ufficiale carrista del Regio Esercito della Italian kits.










La base è ricavata da un quadrotto di polistirene estruso, materiale isolante edile, da 14x14x3 cm sulla quale ho realizzato la pavimentazione formata da cubetti sampietrini della Plus Models, che ho posizionato fissandoli con il Vinavil.


Autoblindo VESPA

Ho scelto tra le varie tipologie di posa quella a "coda di pavone", che nella realtà è la più complessa e costosa da realizzare, non solo per rendere più scenografica l’ambientazione, ma soprattutto per il semplice divertimento di affrontare questa nuova esperienza e, per non farmi mancare niente, ho anche effettuato la posa in diagonale.
Successivamente, dopo aver leggermente spianato la superficie con carta vetrata finissima, ho spalmato sull’intera pavimentazione della pasta acrilica color cemento della AK, diluita però con acqua e mescolata con un acrilico grigio più scuro, sigillando così le fughe.
Ho lasciato però in leggera evidenza i cubetti e con il metodo del pennello asciutto ho completato la verniciatura con un mix di colori Tamiya, delimitando poi le "coda di pavone" con il filtro light desaturation della True Earth.
Volutamente non ho tagliato a misura i cubetti per completare la loro posa a filo perimetro della base, preferendo lasciarli interi fin dove arrivavano ai bordi.
E questo è il risultato:






Ho steso a pennello la stessa pasta color cemento lungo i bordi verticali della base, come finitura al rustico, e dopo aver incollato una lastrina in ottone da 10x2,5 cm con inciso da un lato il nominativo e dall’altro l’immagine della bandiera della Regia Marina, copia ricavata e stampata da internet, ho posto il tutto al riparo di una teca in metacrilato della Essebiemme.




Infine, un sentito ringraziamento all’amico Leonardo Petroli che ha realizzato le foto del diorama.

Dino Dall'Asta

[Gallery]

27.06.2020

Bibliografia e immagini.






Commento di Alby Starkiller [28/06/2020]:

Caro nonno Dino,

... SPETTACOLARE IN TUTTO!!!

non trovo altre parole...

A presto.
Un abbraccio.
Alby.


Commento di Alby Starkiller [29/06/2020]:

Ciao Caro Dino... niente sottomarini questa volta... ma, comunque un mezzo inusuale che solo noi italiani potevamo realizzare...??? ...molto intrigante, realizzazione da modellista di pregio... la pavimentazione poi è strepitosa.

Complimenti, ottimo lavoro

Al prossimo Ezio


Commento di giovenco giuseppe [29/06/2020]:

ok - scopriamo le carte, tu lavoravi in un'industria dolciaria la cui specialità erano i confetti - ora questo piccolissimo vespino corazzato a rombo, non poteva essere concepito e realizzato se non che dal grandissimo Dino.
Confetto nel confetto - anche l'Italia ha avuto i suoi inediti, praticamente ci hai lasciati muti come i carabinieri (.... al Re fedeli e della Patria custodi, usi obbedir tacendo e tacendo tacendo morir - senza allusioni monarchiche, naturalmente ) - Giuseppe


Commento di Pietro [30/06/2020]:

...ma dove li trovi !
bravo
Pietro


Commento di Enrico Calanchini [01/07/2020]:

Gradevolissima realizzazione Dino, la 3D ci sta offrendo soggetti veramente inusuali, che nelle giuste mani diventano, come hai dimostrato, dei gioiellini da conoscere e ammirare.
Complimenti sinceri
Ciao Enrico


Commento di Roberto [09/11/2020]:

Dino, ci avevi abituato a soggetti insoliti, interessantissimi anche perchè sempre corredati da note tecniche e storiche approfondite, ma questa volta, scusa se te lo dico ma non resisto: uno piu brutto no?



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