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Kit Italeri - Scala 1/72

Modello regalato da mio genero che, a differenza di quanto spesso accade con parenti e amici dei modellisti, ha scelto il soggetto con cognizione di causa.
Chi non conosce la nostra passione tende infatti a orientarsi in base alla box art o ai consigli del negoziante, con il risultato di ritrovarsi tra le mani kit doppi, scale non compatibili con quelle abituali o soggetti lontani dai propri interessi.
In questo caso, invece, la scelta è stata centrata: scala e tipologia corrette e, con mia ulteriore soddisfazione, anche il soggetto, uno Short Stirling Italeri in 1/72, che non avevo mai realizzato.
Il kit, una volta completato, risulta di dimensioni notevoli, al limite della mia capacità operativa sul banco di lavoro.
L’ingombro incide in modo significativo sulla manipolazione del modello già assemblato, rendendo più complessi i passaggi di finitura: applicazione della livrea, decals, invecchiamento e ritocchi vari richiedono continui spostamenti e una gestione attenta dello spazio.

Passiamo quindi alla costruzione.
Gli interni sono ben dettagliati e riproducono correttamente la struttura della fusoliera, anche se una volta chiusa risultano poco visibili. Le torrette difensive, con particolari fotoincisi, sono precise e gli accoppiamenti, pur non raggiungendo gli standard Tamiya, si sono rivelati più che accettabili. Le incisioni delle pannellature sono forse un po’ profonde, ma la rivettatura offre un buon impatto visivo.
A modello ultimato il risultato è appagante, ma è stato necessario pianificare con attenzione tutte le fasi di montaggio. Le istruzioni non sempre risultano chiare e spesso ho dovuto ricorrere a prove a secco e valutazioni preventive per capire la corretta sequenza dei sottoinsiemi e le relative interferenze.
Particolarmente delicato si è rivelato il montaggio del carrello principale: non tanto per il numero di pezzi, quanto per la sua integrazione con la semiala inferiore. L’insieme andava incollato in una fase in cui risultava ancora molto fragile e successivamente manipolato per l’unione con l’ala superiore, con istruzioni a mio avviso troppo semplificate per un passaggio così critico.




Gli oblò li ho installati dopo aver verniciato di nero l’interno delle fusoliere, per evitare mascherature preventive. Le numerose manipolazioni successive hanno però danneggiato la finitura in diversi punti, rendendo necessario l’uso del liquido mascherante e un nuovo intervento con aerografo.
Il vano bombe della fusoliera e i due vani alari permettevano di scegliere tra portelloni aperti o chiusi. Non prediligendo i vani aperti, inizialmente avevo valutato la chiusura, ma la complessità dell’architettura originale — sei portelli per vano, tre vani in totale — avrebbe comportato un alto rischio di disallineamenti, soprattutto su quello fusoliera, molto lungo, con possibili interventi pesanti di stuccatura.
Ho quindi optato per la configurazione aperta con il carico completo: 18 bombe, ciascuna composta da quattro pezzi. Una scelta impegnativa in termini di tempi — montaggio, stuccatura, carteggiatura, verniciatura e applicazione di tre decals per ogni ordigno — ma che, a mio avviso, ha migliorato il risultato finale.

Una volta completato il montaggio, la verniciatura non si è rivelata particolarmente complessa dal punto di vista tecnico, quanto piuttosto impegnativa per la gestione e la manipolazione di un modello di queste dimensioni.
Ho iniziato dalle superfici superiori, mascherando in modo sommario il nero già presente nelle zone laterali della fusoliera. Dopo l’asciugatura delle due tinte superiori e la relativa mascheratura, sono passato al nero delle superfici laterali e inferiori, comprendente anche la deriva.
Il nero utilizzato non è un nero puro, ma una miscela bilanciata di più colori, calibrata progressivamente confrontandola con il nero standard fino a ottenere la tonalità desiderata. Si tratta di una soluzione di mia formulazione, così come la colla e il liquido per decals impiegati. In fotografia la differenza è poco evidente, ma dal vivo il contrasto con il nero puro risulta percepibile.
Il trasparente lucido ha preparato la superficie per l’applicazione delle decals, di buona qualità e con cinque opzioni disponibili. La finitura è stata completata con una vernice satinata e con l’invecchiamento. Anche questi prodotti sono di mia concezione: per il lucido ho utilizzato il Vernidas portato alla viscosità ottimale, mentre per il satinato ho aggiunto un agente opacizzante alla miscela diluita fino a ottenere l’effetto desiderato.








Nel complesso non si tratta di un kit consigliabile ai neofiti, sia per l’ingombro sia per la necessità di pianificare con attenzione ogni fase del montaggio. Rimane però un modello stimolante per chi ha già esperienza e desidera affrontare un progetto più impegnativo.

Ciao Maurizio, ottimo risultato per un modello così imponente, veramente ben riuscito.
Complimenti.
Al prossimo.
Ezio
GRANDE Maurizio !
mi sembra venuto molto bene !!
per info: il Vernidas come lo diluisci ?
lo dai ad aerografo poi ? ... magari lo provo sulle auto.
Possiedo il kit Airfix e spero un giorno di realizzarlo bello come il tuo Stirling.
Complimenti, saluti Angelo.
Wowwww....👏 👏 👏 👏 👏
Ciao Maurizio
Bellissimo lavoro con lo Stirling! Un soggetto forse meno visto del più famoso Lancaster ma non certo meno accattivante. Lo hai riprodotto davvero bene complimenti.
Saluti cari
Enrico
Grazie Ragazzi dei commenti e un grazie al Nostro GiaBa per accoglierci nel suo sito, si Ezio, hai ragione imponente davvero per il mio "loculo" dove opero, proprio al limite, sono riuscito a terminarlo con il rischio di toccare e rompere qualcosa del kit.
Pietro, il Vernidas, quello con il pennellino incorporato nel tappo, è il più piccolo, da ca. 4/5 euro per identificare il contenitore, per me é il miglior trasparente che ho usato fino a ora, si presenta molto denso ma diluendolo circa con tre parti di alcool isopropilico (meglio) o etilico e una di Vernidas dovrebbe essere a posto, comunque da diluire come lo usi ad aerografo, asciuga prestissimo ed è molto lucido con poco spessore.
Bravissimo Maurizio, ottimo lavoro!!
Sempre complimenti.
Dino
Ciao Maurizio
Ottimo lavoro lo Stirling del Bomber Command.
Posso chiedere i colori che hai usato (nello scaffale ho un Lancaster) perchè mi piacciono. Poi ho letto che usi il vernidas come lucido. Davvero lo diluisci con alcool? Io lo ricordo (andavo alle elementari) con un odore tipo smalto per unghie.
Massimo Pitchup
Bravo Maurizio, un lavoro con i fiocchi, capisco l'impaccio dell'ingombrante velivolo, ho sottomano il P 108 che non è da meno. Complimenti per il risultato davvero notevole.
Ciao Enrico
...Dino, Massimo, Enrico, grazie anche a voi dei commenti, 🙏 🙏 🙏 🙏
...Massimo, rispondo a te per i colori, sono tinte che mi faccio io, seguendo il Federal Standard che in genere riproducono anche i colori British Standard inglesi, mentre il Vernidas, per me è un toccasana da quando lo uso, il migliore tra tutti quelli che ho usato, lo diluisco con alcol isopropilico o etilico, e a volte mix dei due, ma non di volta in volta, da una confezione di Vernidas, ne escono circa tre contenitori, circa una parte di Vernidas e circa tre di alcool.
In ogni caso lo rendo sempre pronto per uso a aerografo. Se vuoi più spiegazioni una sera ci sentiamo su Messenger o per mail.
👋