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Arsenale di Venezia, 1917

Era in pratica un pontone pesantemente armato e corazzato destinato soprattutto al bombardamento costiero o alla difesa dei porti, operando principalmente nell'alto adriatico durante la 1a Guerra Mondiale.


Nel 1917, presso l'arsenale di Venezia, un ex pontone GA-43 con gru fu completamente modificato dando alla coperta una forma prismatica che discendeva dall'asse centrale con un picco di 2,1 m verso i bordi e aggiungendo una paratia in cemento armato spessa 2,9 m fissata lungo i bordi dello scafo.
Prese il nome di un Capitano della Regia Marina che per la sua eroica condotta nella battaglia navale di Lissa, nella quale perse la vita il 20 Luglio 1866, ottenne la medaglia d'oro al valore militare.

Con un dislocamento di 2.854 t, era lungo 55,56 m - largo 27 con pescaggio di 2,24 m ed era azionato da due motori a vapore alimentati da una singola caldaia per una potenza di 465 cv, che consentiva di azionare le due eliche per una velocità massima di 3 nodi.
Sul ponte, dalla corazzatura spessa 40 mm, erano posizionati una torretta principale con due cannoni e una plancia di comando posta a poppa su un alto albero a treppiede.
Come armamento era dotato di un impianto binato Ansaldo-Scheider da 381/40 (brandeggio max 16° per lato e alzo max 21°, gittata 28.000 m) e di sei mitragliere per la difesa antiaerea: quattro Ansaldo da 76/40 e due Vickers-Terni da 40/39.
I due cannoni, destinati in origine alla nave da battaglia Cristoforo Colombo ormai dismessa, erano posti in una torretta a cielo aperto, progettata appositamente per questo monitore, dalle murate spesse 110 mm con barbetta da 60 mm e coperta da una cupola corazzata.
Le munizioni erano granate perforanti pesanti 876 kg con cappuccio balistico per favorire la penetrazione attraverso la corazzatura dei bersagli nemici.

Granate da 381/40
Entrò in servizio il 1° Aprile 1917 con un equipaggio composto da 45 tra ufficiali, sottufficiali e marinai compiendo la sua prima azione nel successivo mese di Agosto quando, insieme ad alcuni monitori inglesi, bombardò le postazioni austro ungariche durante l'11a battaglia dell'Isonzo.

Successivamente, fu trasferito ad Ancona per la difesa della città dove però fu sorpreso da una violenta tempesta che provocò il suo incagliamento a causa della rottura dei cavi che lo collegavano ad un rimorchiatore.
Radiato nel 1924, fu però ristrutturato e rimesso in servizio allo scoppio della 2a Guerra Mondiale e trasferito da Venezia a Genova per essere utilizzato come batteria galleggiante a difesa della città.
Il 9 Febbraio 1941, aprì il fuoco contro la Royal Navy che stava bombardando la città, ma riuscì sfortunatamente a sparare solo tre colpi a causa di alcune schegge di una bomba britannica che tagliarono i cavi elettrici che fornivano energia elettrica ai cannoni.

Nel porto di Genova
Ormeggiato a Savona, fu catturato dai tedeschi dopo l'armistizio e affondato nel 1945 per essere poi recuperato e definitivamente demolito nell'anno successivo. Il diorama in scala 1:350

Questo mezzo navale, così originale e poco conosciuto, mi ha troppo intrigato per cui non ho esitato ad acquistare il relativo kit, anche se realizzato in una scala per me inusuale.
Prodotto dalla bulgara OKB Grigorov, è costituito da 29 parti in resina di alta qualità, ben dettagliati e precisi, da 17 parti di fotoincisioni per i dettagli più realistici e da un pieghevole con solo schemi di montaggio.

Dopo aver assemblato il tutto senza alcun problema, ma con particolare attenzione ai minuscoli componenti e previa una spruzzata di primer in bomboletta spray color black di Mr Hobby, l'ho colorato con acrilici della Tamiya, per poi procedere a un lieve lavaggio e a una leggera usura.
Per realizzare la superficie del mare ho usato una lastra di polistirene trasparente da 260x210x2 mm, a sua volta poggiante su di un pannello pari misura, anch'esso di polistirene di H. 30 mm.
Ho forato in successione una parte centrale della lastra stessa per poter poi asportare il tassello riferito all'ingombro dello scafo, quindi ho eseguito la verniciatura dal di sotto per creare, con un mix di acrilici color verde e blu, le diverse tonalità del mare.
Dopo aver adagiato il modello dalle dimensioni di 160x80 mm nel suo vano, ho sigillato con del silicone trasparente l'intero perimetro dello scafo, per poi stendere a pennello sulla superficie della lastra, non in maniera omogenea, dapprima del gel brillante della Vallejo per realizzare il lieve movimento ondoso e poi del liquido Toffano per evidenziare l'effetto acqua, spargendo inoltre dei frammenti naturali di posidonia.
A completamento del diorama ho posizionato tre imbarcazioni in resina della francese L'Arsenal, una grossa boa di ormeggio ricavata con materiale del mio archivio, alcune casse della polacca Niko Model, una passerella in legno, del cordame e una catena per ancoraggio.
Sempre dal mio archivio, perché non previsti nel kit, ho ricavato con dei tondini in ottone di diversa sezione sia l'antenna con i relativi tiranti soprastante la cabina di comando sia l'asta con bandiera della Regia Marina che, elaborata a computer per ottenere le due parti simmetriche e successivamente stampata, ho posizionato a poppa con la relativa fune.




Inoltre, ho distribuito sul ponte 40 figurini in resina della polacca Ion, marinai e ufficiali nelle loro varie pose, che ho cercato pazientemente di dipingere al meglio, nonostante le loro minute dimensioni di soli 4,5 mm.
Come da foto storiche, ho aggiunto il dettaglio di un tendalino ricavato da una tela di cotone, in origine bianca ma invecchiata mettendola a mollo nel the; l'ho steso sul lato di dritta tra la torretta e alcuni montanti metallici a riparare una parte del ponte, mentre dall'altro lato della torretta l'ho posizionato solo arrotolato e legato.


Ho preferito aggiungere anche un altro particolare: ho coperto una sola mitragliera usando una tela realizzata con carta velina impregnata con Vinavil, che ho anche steso alla base dell'affusto di un'altra.
Dopo aver incollato sul davanti della base una lastrina in ottone da 115x22 mm con inciso il nominativo affiancato dall'immagine della bandiera della Regia Marina, ho posto il tutto al riparo di una teca in metacrilato.



Infine, un sentito ringraziamento all'amico Leonardo Petroli che ha realizzato le foto del diorama.
Bibliografia e immagini utilizzate: