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FIAT G.55 " Centauro " - Marco Vergani




Un po’ di storia
Il Fiat G.55 "Centauro" è stato un aereo da caccia diurno, monoposto, monomotore, da intercettazione e superiorità aerea impiegato dalla Regia Aeronautica e dall'Aeronautica Nazionale Repubblicana (A.N.R.) tra il 1943 e il 1945.
Il prototipo del nuovo caccia M.M. 491 era stato portato in volo per la prima volta il 30 aprile 1942 dal famoso collaudatore Valentino Cus.
Era iniziata così la storia di una macchina che, sia pure dopo avere cambiato motore ed essere passata all’addestramento, non avrebbe lasciato i cieli d’Italia prima di vent’anni, cedendo il posto solo ai velivoli a getto.
Quando si era trattato di adattare il Fiat G50 al motore in linea, l’ingegner Gabrielli aveva seguito due vie: una di corto periodo, che aveva dato origine al G50V, adattando la struttura esistente al già disponibile DB601, l’altra più impegnativa, che aveva portato alla progettazione di un aeroplano interamente nuovo, attorno al più potente Fiat A38 RC 15-45, un motore ancora allo stadio sperimentale, dovuto all’ingegner Fessia: con i suoi 34.700 cc, 16 cilindri a V invertito di 90° e compressore a stadio singolo e due velocità, il Fiat A38 avrebbe dovuto fornire 1.200 cavalli tra i 1.500 ed i 4.500 metri di quota.
Al nuovo progetto, che portava la data del 1940, fu data la sigla di G55.
Successivamente, nel 1941, persa ormai la speranza di ottenere in tempi brevi l’omologazione del nuovo motore, la Fiat iniziò a produrre per la Regia Aeronautica il DB605 A, con la denominazione italiana di Fiat RA 1050 RC 58, un motore tedesco, la cui potenza di omologazione era di 1.250 cavalli a 5.800 metri. Si trattava di un 12 cilindri a V invertito, questa volta di 60°, raffreddato ad acqua e dotato di compressore e riduttore.
La sua architettura ed il suo ingombro non erano troppo differenti da quelli del Fiat A38 e, quindi, fu facile per Gabrielli adattare il progetto del G55 al nuovo motore.
La cellula fu realizzata tenendo conto degli studi condotti a Guidonia sui profili più adatti a mantenere elevate prestazioni ad alta quota ed il risultato complessivo fu un ottimo caccia che univa alle eccellenti qualità di volo e di robustezza, una buona predisposizione per la costruzione in serie.
L’armamento era eccezionale per un velivolo italiano: un cannoncino Mauser MG 151 da 20 mm con tiro attraverso il mozzo dell’elica e 4 mitragliatrici Breda Safat da 12,7 tutte in fusoliera.
Sotto l’ala potevano essere montati due travetti con possibilità di carico fino a 100 kg ciascuno, adatti a portare sia bombe che serbatoi supplementari da 125 litri.
Furono armati così il 1° prototipo, il 2° prototipo e la sottoserie 0 della prima serie (17 velivoli).
Il terzo prototipo servi a studiare l’installazione di un armamento ancora più potente, composto da tre cannoncini Mauser MG 151 da 20 mm, uno con tiro attraverso il mozzo dell’elica e gli altri installati nell’ala con tiro al di fuori del disco dell’elica.
Le solite Breda Safat da 12,7 con tiro sincronizzato in fusoliera, completavano l’armamento di lancio, che caratterizzò tutti gli altri G55 prodotti.
Prima dell’8 settembre la Regia Aeronautica ritirò una quindicina di G55 che utilizzò per armare la 353^ squadriglia del 20° gruppo del 51° stormo, basata prima a Foligno e poi a Ciampino e, con un solo esemplare, il 53° stormo, a Torino Caselle.
La 353^ squadriglia fece in tempo ad impiegare il nuovo caccia in qualche intercettazione a difesa della capitale.




Dopo l’8 settembre 1943, al nord fu ripresa la produzione per l’ANR che, recuperati anche gli esemplari catturati dai tedeschi a Ciampino ed a Torino, fece del G55 uno dei suoi caccia standard, almeno fino all’estate 1944, mentre la Regia Aeronautica cobelligerante non utilizzò alcun G55.
Il Fiat G.55, nel corso del suo breve, ma intenso impiego operativo, svolto quasi interamente sotto la bandiera dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana appartenente alla Repubblica Sociale Italiana (R.S.I.), si rivelò un intercettore insuperabile ad alta quota.
Negli scontri con il britannico Spitfire e con gli americani P-38 Lighting, P-51 Mustang e P-47 Thunderbolt, si rivelò in ogni occasione un avversario molto temibile.
Prima dell'armistizio, ebbe un impiego molto limitato.
Il primo Centauro ad avere impiego operativo fu il terzo prototipo.
L'esemplare venne assegnato il 21 marzo 1943 al 20º Gruppo del 51º Stormo CT a Roma-Ciampino, per valutazioni in condizioni reali.
A maggio, il terzo G.55 seguì il reparto a Capoterra, vicino Cagliari, ed ebbe il battesimo del fuoco partecipando a diversi combattimenti contro gli alleati.
Sempre a maggio volò uno dei due primi aerei di preserie, preceduto il 10 aprile da un altro esemplare.
I due esemplari furono assegnati alla 353a Squadriglia CT di stanza a Foligno dove, entro agosto, vennero raggiunti da altri nove aerei.
Con la nascita della Repubblica Sociale Italiana e la costituzione di una nuova forza aerea, venne autorizzata la ripresa della produzione del G.55, che equipaggiò il 2º Gruppo Caccia e alcune squadriglie autonome per tutto il 1944.
I successi riportati dai cacciatori italiani sulle formazioni aeree Alleate testimoniano quanto il Centauro fosse competitivo.
Il 2º Gruppo Caccia ottenne in definitiva il maggior numero di vittorie accertate fra i reparti dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana (A.N.R.).
Le perdite furono però alte e gli scontri con i P-47 e P-51, oltre ai bombardamenti, causarono crescenti vuoti.
I devastanti bombardamenti sugli stabilimenti della Fiat il 25 aprile del 1944 ne interruppero la produzione, e i reparti che impiegavano il Centauro si dovettero ricostituire, una volta usurati i propri aerei, sui Messerschmitt Bf 109.
Lo stesso bombardamento del 25 aprile dimostrò cosa significasse all'epoca la difesa aerea del Nord Italia.
I bombardieri alleati arrivarono in più di 100 esemplari sugli stabilimenti Fiat e scaricarono oltre 200 tonnellate di bombe.
Pochi Macchi e sette G.55 tentarono l'intercettazione.
Tra bombardieri abbattuti e dispersi per varie cause, gli Alleati persero almeno sette B-24, ma la scorta abbatté 3 Fiat senza perdite; i caccia distrutti in azienda furono 15, oltre ad altri aerei vari.
La produzione, che aveva totalizzato 164 aerei in 6 mesi, fu interrotta quasi definitivamente, con una leggera ripresa nonostante i tedeschi avessero proibito tale decisione e avessero sostanzialmente "imposto" agli italiani il riequipaggiamento con i Bf 109.
Furono completati 37 aerei e altri 73 solo parzialmente nell'ultimo anno di guerra.




Dati tecnici del FIAT G.55 sottoserie 0
Costruttore: Aeronautica FIAT
Impiego bellico: aereo da caccia
Equipaggio: 1 persona
Lunghezza: m. 9,37
Apertura alare : m. 11,85
Motore: 1 Fiat R.A. 1050 Tifone da 12 cilindri a V invertiti
potenza: 1475 CV
Velocità max: 596 km/h
Autonomina: da 620 Km
velocità max.: 620 km/h
Tangenza: m. 12.700
Armamento difensivo: 4 mitragliatrici Breda-Safat da 12,7 mm nel muso;
1 cannone da 20 mm. Mauser MG 151 installato nell’ogiva

Dati tecnici del FIAT G.55 serie I
Armamento difensivo: 2 mitragliatrici Breda-Safat da 12,7 mm nel muso;
3 cannoni da 20 mm. Mauser MG/ 151/20, due alari e uno nell’ogiva


FIAT G.55 Centauro

Il kit
Il modello è della Special Hobby.
Nel kit sono inclusi:

  1. Tre alberi di stampate in plastica color grigio chiaro per un totale di 73 pezzi;
  2. una stampata di trasparenti per il tettuccio (peccato che è stampato in un pezzo unico);
  3. un foglio decal per 3 marking;
  4. una lastrina foto incisa per un totale di 42 parti;
  5. un dettaglio in resina del mirino (?);
  6. un libretto istruzioni con tavola a colori dei tre esemplari da riprodurre.

Le decals incluse sono per due esemplari, e precisamente:

  1. "12 rosso" della 353° Squadriglia, 20° Gruppo, 51° Stormo MM. n. 91059 appartenete alla R.A., Roma-Ciampino agosto 1943 (camouflage standard: verde oliva scuro e grigio azzurro chiaro 1);
  2. "13 giallo" della 13° Squadriglia complementare d’allarme "Montefusco" MM. N. 91074 appartenente alla A.N.R.- Venaria Reale (TO), aprile 1944 (camouflage standard: verde oliva scuro 2 e grigio azzurro chiaro 1);
  3. "11 azzurro" della 1° Squadriglia " Gigi Tre Osei", 2° Gruppo MM. n. 91064, dislocato a Lonato Pozzolo nel maggio 1944 (camouflage sperimentale a tre toni : bruno mimetico, nocciola chiaro 4, verde mimetico 1 e grigio azzurro chiaro 1);

Il montaggio
Sull’esperienza accumulata dalla costruzione del S.M. 79, del Macchi 200, e 202 ho realizzato un altro velivolo della nostra Regia Aeronautica, ancora un caccia, forse il migliore o comunque uno dei migliori caccia della R.A. e A.N.R., il FIAT G.55 "Centauro".
Ho iniziato la costruzione, come al solito, dalla cabina di pilotaggio.
Il livello di dettaglio del pozzetto è abbastanza buono, ho usato quello da scatola, anche perché per questo modello ho trovato solo un after market in resina, quello della Alitaliane art. AI-48008, che non include dettagli per l’abitacolo.
Questo articolo consiste in un figurino di un pilota e molti altri dettagli in resina, dall’ogiva alle eliche, seggiolino, ruote principali, alettoni, ecc.
L’intero abitacolo (pareti laterali, pavimento) sono stati colorati in verde anticorrosione usando l’acrilico della Lifecolor UA 116, il seggiolino in alluminio, mentre per il cruscotto del pilota sono state usate le fotoincisioni inserite nel kit stesso e poi dipinte in nero opaco.
Anche gli interni dei pozzetti del carrello principale e del ruotino di coda sono stati dipinti usando il verde anticorrosione.
Ho poi seguito dei "lavaggi" in modo da far risaltare le strumentazioni stesse nonché le nervature dei pozzetti con del marrone opaco molto diluiti, al fine di dare a tutto l’interno dell’abitacolo stesso un aspetto vissuto.
Infine con la tecnica del Dry Brush (pennello asciutto) ho evidenziato le parti più sporgenti con l’alluminio.
In alluminio sono state dipinte anche le gambe di forza dei carrelli.




Colorazione e camouflage
Ho rappresentato il Fiat G.55 "1 giallo", del serg. Ancillotti, appartenente alla 2° Squadriglia, 2° Gruppo Caccia Terrestre "Diavoli Rossi" della A.N.R., basato a Bresso (MI), nell’aprile del 1944.
I camouflage dei velivoli della Regia Aeronautica sono forse quelli tra i più elaborati di tutti i velivoli operanti durante la seconda guerra mondiale !! Per riprodurli nel modo più corretto possibile sono ricorso ancora al sito web stormomagazine.com utilizzato per i precedenti modelli i cui articoli sono stati pubblicati su questo sito, che illustra molto bene i colori originali usati dalla R.A., il riferimento con i colori in commercio delle marche più conosciute, nonché il tipo di schema mimetico da riprodurre in funzione al modello del velivolo e della zona operativa.

La mimetica del Fiat G.55

mimetica FIAT G.55 Centauro
I colori:
superficie superiore:
verde oliva scuro 2

superficie inferiore:
grigio azzurro chiaro 1


In questo caso però la scelta del camouflage è stata facile ed ancora più facile la sua realizzazione in quanto si trattava della classica colorazione continentale uniforme adottata su tutti i velivoli della R.A. a partire dal 1942 al 1943 di due soli colori, e precisamente il verde oliva scuro 2 per le intere superfici superiori e il grigio azzurro chiaro 1 per quelle inferiori.
Pertanto, in base a quanto sopra riportato, alla scelta anche del camouflage, i colori scelti sono stati i seguenti:

  • verde oliva scuro 2 per le superfici inferiori: spray Tamiya TS2, che molto assomiglia al verde oliva scuro;
  • grigio azzurro chiaro 1 per le superfici inferiori: Model Master 2113 (FS 36307) dato a pennello.

Ho dovuto però obliterare sia la fascia bianca che le insegne di nazionalità tedesche in quanto il profilo del velivolo rappresentato, appartenuto in origine alla R.A. e requisito dai tedeschi dopo l’8 settembre, era stato poi restituito alla A.N.R.
Ho pertanto creato le sagome interessate mascherando le zone limitrofe, spruzzandole poi con il verde scuro spray Tamiya AS 24 (molto simile al verde mimetico), mentre per le insegne sotto le ali ho usato il colore humbrol 140, come grigio mimetico.
Per preparare il modello all’applicazione delle decal e degli stencil, ho steso sullo stesso due strati di cera e, una volta ben asciutta, ho posizionando le stesse.
Ho anche messo in evidenza le linee delle pannellature, ripassando le stesse con del colore chiaro opaco un pochino fluido, usando un pennellino 00, per poi sigillare il tutto con spray opaco trasparente.
Infine ho dato al modello un aspetto vissuto, cercando anche di rendere la vernice deteriorata soprattutto intorno ai pannelli di ispezione, intorno al tettuccio e all’attacco dell’ala sinistra con la fusoliera, ecc.

Conclusioni
Un bel modello anche se non molto facile da costruire, considerato che è kit short run.




Figurini, mezzo terrestre e accessori
Per quanto riguarda i figurini, il pilota è quello del kit in resina della Alitaliane, mentre il conducente della vettura è stato recuperato dalla scatola degli avanzi, marca Eduard.
Il pilota e l’inserviente sono stati dipinti sulla scorta degli altri figurini degli ultimi due diorami (Macchi 200 e 202).
Sono stati poi schiariti ed ombreggiati con successive passate di colori chiari e scuri con tonalità simili al colore di base, al fine di dare profondità agli stessi.
Per quanto riguarda il mezzo terrestre si tratta di un kit in resina, la Lancia Aprilia Coloniale della Italian Kit, art. IK-A48001.
Devo sinceramente affermare che si tratta i un kit veramente impressionante, nelle dimensioni finali, ma soprattutto nel numero dei pezzi e del loro montaggio.
Dopo l’assemblaggio che tralascio, in quanto è stata una vera odissea... (accurata ed attenta pulizia di tutti i pezzi dagli scarti della resina, prove a secco per non sbagliare, ecc.) il modello è stato colorato in dark yellow, usando lo spray Tamiya TS 3, e poi ombreggiato con successive passate di colori scuri, con tonalità simili al colore di base, al fine di dare profondità allo stesso.
Al modello si è voluto anche dare un aspetto usurato, dovuto al continuo utilizzo del mezzo.




Un po’ di storia...
Al momento dell’entrata in guerra del Regno d'Italia, la motorizzazione del Regio Esercito era lungi dall'essere completata, con gravi carenze in tutti i settori.
Tutte le maggiori case automobilistiche furono quindi coinvolte nella produzione di vetture, autocarri e motociclette.
Anche la Lancia stipulò una serie di contratti con l'Ufficio Approvvigionamenti Autocarri e Ricambi dell'Esercito sia per autocarri, come il leggendario Lancia 3RO, che per vetture tattiche come la Lancia Coloniale.
Per questa versione la Lancia approntò l'autotelaio mod. 639, carrozzato, dalla Carrozzeria Viotti di Torino.
Il mezzo venne prodotto in 251 esemplari, che furono impiegati su tutti i fronti dal 1941 in poi, assegnati a generali ed ufficiali superiori.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre alcune vetture vennero requisite ed impiegate dalla Wehrmacht.


Lancia Aprilia Coloniale

Ambientazione
Per la basetta ho adoperato la solita cornice di legno, cm. 25x30, senza lastra di vetro.
La basetta, molto semplice, è stata creata su un unico livello, ovvero quello del terreno dove sostano i due "protagonisti" del diorama.
L’intera basetta è stata "spalmata" con colla vinilica e poi coperta con sabbia fine e poi colorata con toni diversi di marroni chiari, giallo sabbia, ecc. ed infine con una miscela di nero/marrone opaco, diluitissimi, ho ricreato la morfologia del terreno.
La stessa è stata poi coperta con due tipi di erba usata nel fermodellismo ferroviario, una più chiara e l’altra di un verde più "brillante" in quanto il diorama è ambientato al nord Italia nell’aprile 1944 e, pertanto, l’erba è ancora di un bel "verde primaverile".
Per finire ho "sigillando" l’intera basetta con una bella spruzzata di trasparente opaco comprato in ferramenta.
La scena vuole rappresentare il velivolo, parcheggiato sulla pista del campo di aviazione di Bresso, poco prima del decollo.
Il pilota, serg. Ancillotti, si è fatto accompagnare al velivolo da una vettura di servizio, presa in prestito a qualche ufficiale superiore.




Marking
Il velivolo rappresentato nel diorama è un Fiat G.55 "Centauro" - "1 giallo" MM.91058 - del serg. Ancillotti, appartenente alla 2° Squadriglia, 2° Gruppo Caccia Terrestre " Diavoli Rossi" della A.N.R. (*), basato a Bresso, nell’aprile del 1944, a difesa della città di Milano.



(*) Cenni storici sull’organizzazione e struttura dell’A.N.R.
L'assetto organizzativo dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana, appartenente alla R.S.I., non variò di molto rispetto alla Règia Aeronautica di cui essa derivava, certo non si poteva comunque parlare di organizzazione a livello Stormi tattici e/o strategici.
L'aspetto venne più ridimensionato visto il ridotto personale in organico, quindi era suddivisa in Gruppi e Squadriglie.
Le Livree non erano standard anche perché mancavano sia i mezzi materiali che il tempo per poter uniformare tutte le macchine a disposizione, e molto spesso accadeva che i piloti "disertavano" verso il nord col proprio aereo di reparto, quindi poteva anche capitare che in uno stesso gruppo vi erano macchine con mimetiche non uniformi, oppure di avere in seno alle squadriglie macchine con mimetiche desertiche operanti in un teatro europeo.
Pertanto, spesso, queste venivano riverniciate con mezzi di fortuna, oppure sulla mimetica esistente veniva spruzzato del colore grigio, più confacente al teatro operativo europeo, con conseguente rapido deterioramento del colore sia di fondo che di superficie.
Le insegne di nazionalità usate dalla A.N.R. (Aviazione Nazionale Repubblicana), in uso dall’armistizio fino alla conclusione del conflitto, erano le seguenti:

  • sulle ali fasci neri, stilizzati, in quadro bianco bordato di nero;
  • in fusoliera il tricolore bordato da dentellatura, tipo francobollo, gialla.

      


stemma di fusoliera

      

coccarda alare


I cenni storici, le fotografie ed il profilo sono stati recuperati dai seguenti siti web:

Un grazie a queste fonti!




Ringraziamenti finali:
Devo innanzitutto ringraziare l’amico Giacomo Banche detto "Giaba", promotore di questo sito modellistico, che mi ha procurato questo kit... nonché l’amico Ezio che, con i suoi consigli e le sue decal, ha permesso la riproduzione del profilo del G.55 "1 Giallo", Diavoli Rossi... grazie di cuore !!


Marco Vergani

[Gallery]

05.07.2013

Il mio prossimo lavoro sarà il Bf. 109 G-6 "Italian Aces" dell’Italeri in scala 1/48, in forza alla regia Aeronautica, Sicilia giugno/luglio 1943.
Dovrete però attendere l’autunno... dopo la classica pausa estiva...

Buon modellismo e buone vacanze a tutti!!






Commento di Gianni [14/07/2013]:
Ciao Marco, mentre scrivo sono rimasto a bocca aperta, provvedo con una mano a chiuerla.
Stupendo lavoro ,come gia notato in altre occasioni e molto bello oltre le mmagini ed il lavoro da "certosino" tutte le informazioni tecniche e storiche.
Bravissimo
Gianni
P.S. quasi quasi me ne procuro uno per me , lo metto da parte e prima o poi ci provo anche io.

Commento di ezio bottasini [22/07/2013]:
Ciao Marco, da quando hai iniziato a "produrre" velivoli italiani, ogni tuo lavoro mi procura una forte emozione, un po' perchè ho avuto il piacere di vederli in corso d'opera, un po' perchè in piccolissima parte ho contribuito alla realizzazione ma, soprattutto perchè sono veramente belli e con le tue ambientazioni li rendi "quesi" reali.
Complimenti.
Ezio

Commento di marco vergani [02/08/2013]:
per Gianni ed Ezio .....
grazie mille !!
un caro saulto, Marco

Commento di Salvatore [24/08/2013]:
Ottimo soggetto e realizzazione. Non capisco come mai hai fatto i piani di coda sfalsati tra loro.

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