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Sommergibile Caproni classe C.B. - Dino Dall'Asta




Il sommergibile tascabile tipo CB fu il naturale sviluppo del tipo CA di più piccole dimensioni, entrambi progettati e prodotti dalla Caproni di Milano-Talliedo.
Costruito in 22 esemplari, di cui 12 per la Regia Marina e 10 completati per la Marina della Repubblica Sociale (X Flottiglia MAS) era lungo 15 m, largo 3 m, con un dislocamento in superficie di 36 t, uno scafo resistente che permetteva di raggiungere la quota di 50 m e una durata massima di immersione di 5 ore.
Era spinto da un motore diesel Isotta-Fraschini da 90 hp e da un motore elettrico Brown-Boveri da 100 hp che consentivano rispettivamente una velocità massima di 7,5 nodi e 7 nodi in immersione.




Immagine d’epoca


Progettato per la difesa ravvicinata dei porti, soprattutto per la caccia anti-sommergibile, aveva un equipaggio di 4 uomini: un ufficiale comandante, un capo elettricista direttore di macchina, un capo motorista navale e un capo addetto alla ricetrasmissione con compiti anche di idrofonista e di addetto al lancio dei siluri.
Solo quando era al periscopio, quest’ultimo fisso con possibilità di visione sia oculare che panoramica, il comandante poteva stare ritto in piedi, se no bisognava stare seduti o comunque chinati: per poter riposare sdraiati a turno, era posto verso prora un comodo materasso...


L’operatività all’interno


Era armato con due siluri da 450 mm alloggiati in altrettanti tubi a gabbia esterni applicati lateralmente sopra le borse dei doppi fondi, mentre la parte inferiore dello scafo era esclusivamente destinata agli accumulatori, accessibili da numerose aperture protette da piastre avvitate su entrambi i lati dell’appendice lungo la chiglia, quasi un altro doppio fondo.




Schema e sezioni


Un impianto idrodinamico comandava sia il movimento orizzontale e verticale dei timoni, sia la manovra degli sfoghi d’aria e degli allagamenti, mentre una sfera di circa 40 cm di diamentro posizionata in chiglia verso prora e protetta da una griglia metallica sagomata, costituiva l’impianto idrofonico.




Nonostante il limitato dislocamento e la scarsa abitabilità, questo minisommergibile dimostrò di avere buone qualità nautiche, superiori alle aspettative, ben comportandosi sia nelle acque nazionali, ma soprattutto in quelle del Mar Nero, dove trovò una situazione operativa abbastanza confacente alle sue caratteristiche, riuscendo ad affondare in diverse missioni tre sommergibili della Marina sovietica.
Attualmente, due esemplari sopravvissuti alle vicende belliche sono conservati rispettivamente presso il Museo delle Scienze e delle Tecniche di Zagabria (CB20) e presso il Museo "Diego de Henriquez" di Trieste (CB22).








Il modello scala 1:87 HO
Il modello è realizzato in resina di color bianco, lo scafo si presenta ottimamente dettagliato, compresi la vela, i tubi lanciasiluri, i portelli e gli altri vari componenti contenuti in una lastrina in fotoincisione.




Il kit, in serie limitata di 25 pezzi, è della italiana LMS Models che realizza modelli in resina in 1:87 (HO per ferromodellismo) di autovetture e veicoli civili/militari esclusivamente italiani di un ben preciso periodo storico, tra cui le mitiche FIAT 500 Giardiniera e Topolino nelle varie versioni, e che ho piacevolmente scoperto nel mio girovagare nel web in cerca di modelli poco conosciuti e originali.
La scelta di produrre nel suddetto contesto questo sommergibile, che tra l’altro pochi conoscono se non gli addetti storici o gli appassionati navali, è dovuta al fatto di postarlo su un carro pianale Poz ferroviario, ad uso dei ferromodellisti, per ricostruire storicamente il convoglio che il 25 Aprile 1942 trasportò sei CB della 1° Squadriglia via ferrovia da La Spezia fino alla base logistica di Costanza e successivamente alla base operativa di Yalta, sul Mar Nero, dove operarono efficacemente contro le forze sovietiche.




Schema allestimento convoglio ferroviario con i CB





Immagine tratta dal sito LMS Models


Come mia consuetudine, a seguito di ricerca storica, ho apportato alcune integrazioni al modellino, usando elementi provenienti dal mio archivio:

  • i due siluri realizzati da un tondino in metacrilato opportunamente arrotondato in testata, i cui detonatori sono stati ricavati dalla capocchia di due chiodini, e inseriti parzialmente nei rispettivi tubi a gabbia esterni sui fianchi;
  • il sedile a mensola, con forma di settore circolare, fissato sul davanti della vela ricavato da un avanzo di fotoincisione;
  • la bandiera della Regia Marina, elaborata a computer per ottenere le due parti simmetriche e successivamente stampata, con relative fune e asta posta sul retro della vela.

Inoltre, ho preferito posizionare in apertura il portello d’ingresso del boccaporto in coperta, a poppavia della torretta, dopo aver preventivamente ricavato con il trapano il sottostante vano circolare d’accesso.
Ho anche inserito il relativo volantino nella corrispondente parte interna, unitamente alle due barre incrociate di chiusura.
Per dare il senso delle proporzioni e per migliore completezza, ho posizionato un figurino marinaio della Preiser, emergente dal boccaporto stesso.
















Per quanto riguarda la colorazione dello scafo, è stato esauriente il Dossier di Storia Militare del settembre 2017 "Il camouflage delle navi italiane 1940-45" di E.Bagnasco e M.Brescia, aggiornamento del loro libro "La mimetizzazione delle navi italiane 1940-1945" pubblicato nel 2006 ed. Albertelli.
Infatti, come indicato nella relativa tabella colori, ho usato le seguenti tonalità cromatiche della Life Color, corrispondenti alla denominazione ufficiale della Regia Marina:
  - grigio scuro o ferro UA614 per l’opera viva
  - grigio piombo ponte UA615 per l’opera morta.
(Si intende opera morta la parte dello scafo fuori dall’acqua e opera viva quella sommersa con riferimento alla linea di galleggiamento).
Previa stesura del primer metal dell’Army Painter, ho eseguito la verniciatura con il solo uso del pennello, scegliendo quella bicolore con l’opera morta più scura, come da sottostante foto dell’esemplare conservato presso il Civico Museo di Guerra per la Pace "Diego de Henriquez" di Trieste, dando poi invecchiamento, lavaggio ed usura in forma leggera.




Nella realtà erano diverse le opzioni di verniciatura per il CB, anche osservando le immagini d’epoca: tinta unita, bicolore con opera viva o morta più scura e bicolore a strisce mimetiche.




Esempio di mimetismo


Il modello del sommergibile finito è lungo 17 cm, poggia su due tondini in metacrilato inseriti in una lastra effetto acqua con fondo bianco della Essebiemme, sulla quale ho posizionato una lastrina in ottone da 8x2,5 cm con inciso il nominativo e a un lato ho inserito il distintivo metallico di appartenenza ai sommergibilisti: un delfino che salta circondato da una corona d’alloro con in cima incisa la parola SOMMERGIBILI e sormontata dalla corona reale.
Purtroppo quest’ultimo è una replica acquistata a Militalia, dove quello originale risultava piuttosto costoso.




Dino Dall'Asta

[Gallery]

04.06.2018

Bibliografia e immagini.





Commento di ezio bottasini [04/06/2018]:
Grande Dino, molto interessante come sempre e sempre ben realizzato, finalmente qualcosa di nostrano.....
Grazie di farci partecipe.
Al prossimo Ezio

Commento di giampaolo bianchi [04/06/2018]:
come al solito bellissima realizzazione in scala minimal..e grazie per la ricostruzione storica.
complimentoni
giampaolo

Commento di Enrico Calanchini [04/06/2018]:
Complimenti Dino, grazie per questo tuo studio interessante e a me sconosciuto coadiuvato da una bella realizzazione modellistica di ottima fattura malgrado le dimensioni lillipuziane, un vero gioiellino, molto gradevole anche l'esposizione museale del modello.

Ciao Enrico

Commento di giovenco giuseppe [04/06/2018]:
........ e chi ti ferma!!!!!

Commento di Francesco Sbarile [04/06/2018]:
Ciao Dino, ottimo lavoro come sempre e, come sempre, soggetto semisconosciuto. Molto bella la realizzazione e le note storiche. Godibilissimo risultato, aspetto con ansia la tua prossima diabolica realizzazione, quale epoca e quali mari ?
Francesco

Commento di michelangelo galli [05/06/2018]:
Bravo Dino... mezzo pregevole e ben realizzato! Non ho mai costruito mezzi marini... ammiro chi riesce a realizzarli perfgetti come hai fatto tu! Molto bravo lavoro eccellente!
Un Salutone da Michelangelo!

Commento di Lauro Bonfà [05/06/2018]:
Cosa potrei dirti Caro Dino più di quello che hanno detto i Miei Compagni di Merendine, hai costruito e presentato un ennesimo Capolavoro. Interessantissimo anche il bellissimo Report. Grazie Maestro.

Commento di Dino Dall'Asta [07/06/2018]:
Ringrazio tutti per i vostri commenti...
Alla prossima.
Dino

Commento di Alby Starkiller [08/06/2018]:
...ricerca accurata, realizzazione impeccabile ed immensa passione, fanno di te un esempio da seguire!
Infiniti complimenti!!!
Un caro saluto.
Con affetto.
Alby.



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