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Sommergibile russo Nikonov - Dino Dall'Asta




Nel 1718 un falegname carpentiere di nome Yefim Nikonov propose allo zar Pietro I Romanov, detto il Grande (era alto 2,03 m), la realizzazione di una "nave segreta", che poteva navigare sott’acqua, attaccare e colpire dal di sotto le navi nemiche per affondarle.
Curioso ed interessato, lo zar autorizzò la costruzione della nave che fu terminata nel 1721 nei pressi di S.Pietroburgo e testata nel fiume Neva con successo alla sua presenza, tant’è che, pienamente soddisfatto del risultato, ne ordinò una di più grandi dimensioni.
Quest’ultima, ultimata nell’autunno del 1724, affondò durante le prove e per un vero miracolo lo stesso Nikonov insieme a quattro rematori che erano all’interno riuscirono a salvarsi.
Incoraggiato a migliorare la progettazione, nella primavera del 1725 effettuò una seconda prova, che purtroppo si rivelò un fiasco; nello stesso anno lo zar Pietro I morì e l’evoluzione dell’intero progetto fu definitivamente abbandonata.




Il Nikonov, che prese il nome dal suo inventore/costruttore, fu il primo sommergibile della Storia Mondiale, anche se la sua vita operativa si ridusse a poche prove di collaudo.
Non esistono disegni o schizzi progettuali al riguardo, se non questa unica immagine d’epoca:




e una replica, come monumento a memoria, ancorata a terra e posta nel luogo dove fu varato lungo l’argine del fiume Neva:






Lo scafo era a forma di barile, interamente costruito con doghe in legno calafatate all’interno, lungo circa 3 m con un diametro massimo di circa 1,2 m, dove alloggiava l’equipaggio composto da un pilota, la cui testa emergeva in una torretta cubica provvista di 4 oblò posta centralmente sulla sua sommità, che serviva anche per l’accesso all’interno, e da altri due uomini che agivano manualmente su altrettanti remi posti lateralmente per muoversi con la sola forza muscolare e conseguentemente navigare.




A poppa sporgeva un grosso timone direzionale manovrato a leva che veniva azionato tramite appositi tiranti, mentre a prua era incernierata a un palo sporgente una specie di lancia/arpione che, manovrata dall’interno con dei tiranti, doveva colpire dal di sotto lo scafo in legno della nave nemica per provocarvi una falla nel tentativo di affondarla.




Quest’ultima arma, prevista nel primo modello, fu sostituita nel secondo più grande - lungo circa 6 m - da una specie di "tubi di fuoco", simili ad un lanciafiamme: il sommergibile avrebbe dovuto avvicinarsi allo scafo nemico, mettere le estremità dei "tubi" fuori dall’acqua e incendiarlo con una sorta di miscela combustibile.
Inoltre, fu anche progettata una camera di compensazione per "acquanauti" che uscivano dal sommergibile per distruggere la sentina della nave... (le prime truppe speciali paragonabili ai moderni Navy Seals, Specnaz o i nostri marò del San Marco).




Il battello poteva navigare in completa immersione e per continuare a ricevere nuova aria respirabile, dietro la torretta si innalzava fino alla superficie un tubo flessibile, alla cui estremità era collegato un piccolo barile che galleggiando permetteva, tramite un foro, il passaggio dell’aria che veniva forzatamente aspirata da una pompa manovrabile dall’interno: un vero e proprio primordiale snorkel.




Come zavorra, sei grossi pesi metallici a forma tronco-conica erano distribuiti lungo i lati esterni, appesi ad altrettante barre elicoidali: per poter emergere quest’ultimi venivano sganciati semplicemente ruotando dall’interno le barre stesse.
Delle grosse gomene, simmetricamente disposte, avvolgevano strettamente l’intero scafo, ai cui fianchi si aprivano anche due finestrini fissi, con vetri quadrettati diagonalmente.




Il modello scala 1:10
Non potevo lasciarmi sfuggire questo originale e incredibile modellino che ho scoperto nel mio girovagare nel web, per cui non ho esitato ad acquistare la scatola di montaggio dalla ditta cinese produttrice tramite eBay.
Il kit in legno non è proprio uno dei migliori: il fascicoletto delle istruzioni è in lingua cinese e quindi dovevo fare affidamento solo ai relativi disegni non sempre precisi e chiari, ma essenziale è stata la consueta ricerca storica che mi ha permesso di completare al meglio la sua realizzazione.




Ordinate e fasciame dello scafo


Come visto nella replica, ho anche fissato sulla facciata di prua il crocefisso ortodosso che ho assemblato con del plasticard e realizzato i due manicotti scafo/remi ricavati da una toppa in alcantara color marrone scuro (nella realtà erano in cuoio trattato per renderli impermeabili), particolari non previsti nel kit.


Particolari della replica


Aldilà della semplicità di montaggio, ho dovuto anche reinventarmi alcuni particolari metallici mancanti e sostituire il cordame, dato che quello presente era proprio impresentabile, del tutto scadente con filamenti e di sezione variabile.
Ho trattato lo scafo e le parti in legno con impregnante all’acqua Syntilor, mentre le parti metalliche con acrilico Tamiya metallic grey.
















Il modellino finito, dall’estremità del timone alla punta della lancia/arpione, è lungo 39 cm, largo max 12 cm e alto 20 cm e poggia con il suo supporto in legno su una lastra in metacrilato della Essebiemme (base della relativa teca) sulla quale ho posizionato una lastrina in ottone da 13x3 cm con inciso il nome del sommergibile e applicata l’immagine dello stendardo dello zar introdotto da Pietro I in quel periodo.

Dino Dall'Asta

[Gallery]

09.12.2017

Bibliografia e immagini.





Commento di Riccardo Casati [09/12/2017]:
Ciao Dino bellissimo modello veramente unico ...grandissima ricerca come ci hai abituati ..realizzaziome impeccabile ... già visto a Varedo e con la tua spiegazione di come utilizzavano l'arpione anteriore per affondare le navi l'ho potuto apprezzare ancora meglio ...grande Dino Riccardo

Commento di Gerardo Quarello [09/12/2017]:
Bello, bello, bello e originale. Bravo, quando vedo queste chicche, mi entusiasmo sempre. É bello uscire dal "solito" ogni tanto. :-)

Commento di Alby Starkiller [09/12/2017]:
Magnifica realizzazione! ...come sempre ricercatissimo! In questo ambito sei il migliore in assoluto!
Un abbraccio, con affetto.
Alby.

Commento di Enrico Calanchini [09/12/2017]:
Sempre sorprendenti le tue realizzazioni Dino, un'opera unica e illuminante per chi come me ignorava l'esistenza di tale affascinante soggetto.
Grazie per aver reso noto questo antesignano improbabile dell'arma subaquea.
E complimenti per l'esecuzione magistrale, molto ma molto bello.

Ciao Enrico

Commento di Valter vaudagna [10/12/2017]:
Incredibile 😨😨😨😨😨👏👏👏👏👏👏👏👏

Commento di Giampaolo Bianchi [10/12/2017]:
Caro Dino a parte la realizzazione impeccabile ti ringrazio per la splendida monografia storica su un particolare a me totalmente ignoto.. bisognerebbe conferirti una laurea honoris causa.
Complimenti.
Giampaolo

Commento di Lauro Bonfà [10/12/2017]:
Spettacolare Lavoro Carissimo Dino, molto suggestiva e interessante la parte fotografica e la ricerca storica, in definitiva un ennesimo Capolavoro.

Commento di ezio bottasini [11/12/2017]:
Ciao Carissimo Dino, come sempre una chicca ricca di storia e di modellismo di altissimo livello.
Complimentoni al prossimo Ezio

Commento di Massimo De Luca [11/12/2017]:
Ciao Dino
Sei un grande maestro d'ascia! Meriterebbe davvero un posticino in qualche museo storico.
Massimo "Pitchup"

Commento di giovenco giuseppe [11/12/2017]:
.. la terza prova più che un fiasco è stata una vera e propria botte!!! .... ma la botticella per l'areazione, ... siamo sicuri che servisse per l'approvvigionamento dell'aria o era piena di vodka? .. il che giustificherebbe l'inabissamento da parte dei rematori!!! .... Grande Dino, queste perle settecentesche di imperiale memoria, fanno di te un incunabolo della storia della navigazione mondiale - Giuseppe

Commento di Marco Vergani [11/12/2017]:
BRAVO NONNO DINO !! 👏👏👏
MARCO.

Commento di Francesco Sasso [11/12/2017]:
Ciao Dino! questa tua ultima realizzazione è veramente una chicca! Tantissimi dettagli, un pezzo di storia da aggiungere alla tua ricca collezione, complimenti!
Francesco

Commento di PIETRO [12/12/2017]:
Ciao, complimenti per la ricerca e la presentazione di questi natanti originali che ci proponi.

Pietro

Commento di Gianni [13/12/2017]:
Mi accodo ai numerosi complimenti, anche a me è piaciuto molto sempre soggetti originali e ben dettagliati storicamente.
Grazie Dino e complimenti ancora
Gianni

Commento di Luca Navoni [16/12/2017]:
eccomi qua come fanalino di coda ma arrivo..... ;-)

che dire ormai hanno già detto tutto chi mi ha preceduto, posso solo dire che con i tuoi modelli si scopre sempre qualcosa di nuovo,

complimenti e un abbraccio, Luca

Commento di maurizio ugo [11/01/2018]:
....ciao Dino, ecco cosa succede alle botti quando a fine festività rimangono vuote...tu l'hai riempita con la tua maestria, come sempre e come sempre un soggetto "diverso" dal solito, che lo rende ancora più intrigante e interessantissimo... BRAVO!
un abbraccio
maurizio



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