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Sikorsky SH-3H Sea King - Stefano Pincelli

Kit Hasegawa, scala 1/48




Il Sikorsky SH-3 è uno degli elicotteri più diffusi e conosciuti al mondo. Frutto di un progetto molto valido, è stato sviluppato in molte versioni e costruito su licenza in molti paesi, tra cui l'Italia. Pensato principalmente per l'impiego sul mare, ha una fusoliera studiata per consentire anche l'ammaraggio in mare mosso, e i suoi compiti principali sono la lotta antisommergibili e il soccorso in mare.
In Italia ha prestato servizio per oltre 30 anni sulle navi della Marina Militare, ed è uscito dal servizio attivo nel 2015, lasciando un ottimo ricordo tra gli equipaggi che lo hanno utilizzato.




Il modello.
Confesso che non conoscevo la scatola Hasegawa, e l'ho acquistata solo per averla vista in un negozio ad un prezzo da vero affarone! Pur nel solito standard qualitativo giapponese, con dettagli superficiali molto fini e montaggio semplice e preciso, ho avuto una grossa delusione quando mi sono accorto che negli stampi non era prevista l'opzione di poter montare aperto il grosso portellone laterale sul fianco destro, con conseguente assenza di dettaglio nell'ampio vano di carico. Questa semplice opzione avrebbe potuto essere un'ottima base di partenza per molti modellisti per ricostruire e dettagliare l'interno dell'elicottero e ricavarne un piccolo capolavoro.
Pregustavo già di montare un esemplare della nostra Marina, magari nel grigio a bassa visibilità dell'ultimo periodo, ma questa mancanza mi ha talmente deluso da farmi passare ogni velleità, relegando il progetto ad una produzione quasi da scatola, come riempitivo tra altri progetti più importanti.








Il montaggio.
Le uniche “debolezze” che mi sono concesso ad un montaggio da scatola, sono state le cinture di sicurezza per i sedili dei piloti, ricavate da fotoincisioni del magazzino degli avanzi e il foglio fotoinciso Eduard n.48412 dedicato ai dettagli esterni, comprendente alcuni interessanti pezzi come nervature di rinforzo, anelli di ancoraggio e varie griglie di raffreddamento che aumenteranno molto il livello di realismo.
Oltre a questi, l'unica autocostruzione effettuata è stata una semplicissima riproduzione degli schienali delle panche interne in tela, ben visibili attraverso i grandi finestrini laterali. Questa scelta mi ha permesso anche di nascondere alla vista l'interno desolatamente vuoto del vano di carico.
Questa opzione si realizza con alcuni tondi di plasticard a simulare l'intelaiatura superiore delle panche, ai quali sono avvolti pezzetti di nastro adesivo che simulano le strisce di stoffa... molto semplice ed efficace.
Per quanto riguarda il cockpit, ben visibile dagli ampi trasparenti, ho rimosso le cinture stampate malamente sui sedili e ho applicato quelle fotoincise, che aumentano nettamente il realismo. Oltre a questo, ho curato particolarmente la verniciatura, che è in Grigio FS 36321 con le consolles degli strumenti nere e dettagli dei vari switch in grigio chiaro, bianco, giallo e rosso.
Un altro intervento importante è la colorazione dei due pannelli trasparenti posti sopra i sedili dei piloti, realizzati in verde traslucido Tamiya, applicato in mani leggere e molto diluite sulla parte interna del pezzo trasparente, così da non doverlo più toccare nel corso del montaggio.
Terminate queste operazioni sono passato subito all' assemblaggio delle fusoliere, con l'inserimento del pianale di carico interno che a questo punto ha la sola funzione di conferire maggiore rigidità all' insieme. Anche il traliccio di coda, ripiegabile, è scomposto in due parti, alle quali si fissano anche il pianetto orizzontale e la relativa controventatura.
A questo punto ho rimosso dalle superfici esterne i dettagli stampati che andranno sostituiti dai pezzi fotoincisi: per le nervature di rinforzo e i ganci nessun problema, mentre qualche difficoltà l'ho incontrata per le griglie di raffreddamento presenti nella parte superiore delle carenature delle turbine: queste sono disposte su superfici curve e difficili da raggiungere per l'assottigliamento.
Con lame da cutter di varie forme sono riuscito ad ottenere le sedi abbastanza precise per alloggiarvi queste griglie. Fatto questo, il montaggio procede veloce con l'assemblaggio dei galleggianti laterali, all' interno dei quali si potrebbe aggiungere un po' di dettaglio negli alloggiamenti carrelli.
Una volta completato il montaggio con il travetto di coda, si fissano le numerose antenne e sensori presenti in abbondanza, quindi si monta il tettuccio trasparente, che non combacia benissimo e necessita di una delicata stuccatura e carteggiatura sul bordo di incollaggio.












Rotore.
Il rotore può essere rappresentato sia in posizione aperta che ripiegato, grazie alla presenza di due tipi di perni di fissaggio delle pale. Il mozzo è ben dettagliato, anche se dalle foto appare evidente come si potrebbe lavorare per settimane per aggiungere i tanti tubicini e cavetti presenti in quest' area.
Dopo aver aggiunto solo una piccola parte di tutti questi dettagli, ho deciso di rappresentare le pale in posizione ripiegata, così ho seguito attentamente le istruzioni, per montare ogni perno nella giusta posizione.
Uno sbaglio nel posizionamento dei perni non consentirebbe il corretto posizionamento delle pale lungo la fusoliera. Il rotore anticoppia è in un solo pezzo, al quale si sovrappone il meccanismo dei leveraggi che permettono il movimento delle pale. Ovviamente queste saranno le ultime parti che saranno montate a verniciatura completata.








Colorazione:
La verniciatura, non avendo affrontato un montaggio molto complesso e dovendo lavorare con il bianco, diventa forse la parte più interessante di questo progetto.
La scatola propone 3 colorazioni diverse, tutte dell'US Navy, di cui due ad alta visibilità e una per un esemplare a 3 toni di grigio.
Per il mio esemplare ho scelto la vivacità, ovvero un esemplare nella classica colorazione bianco/grigia rappresentante lo Squadron HS-12.
Il grigio della parte inferiore è il Grigio FS 16440, mentre il bianco sarà il classico FS. 18785: Come si nota dal suffisso “1”, questo colori dovrebbero essere lucidi, mentre nella realtà sono praticamente opachi.
Ho iniziato applicando il preshading nero lungo le pannellature quindi, dopo un giorno di riposo, con aerografo e il colore molto diluito, ho cominciato ad applicare il bianco. Questo schema mimetico era caratterizzato da un'estrema pulizia dei velivoli, che venivano lavati molto spesso. Così il preshading deve essere smorzato quasi completamente, rimanendo visibile solo nella misura di evidenziare i volumi e le pannellature.
Stesso concetto per il grigio, per il quale però il discorso è leggermente più semplice, essendo questo colore più scuro e quindi più coprente.
Applicati i colori di base, ho dovuto riprodurre il colore distintivo dello Squadron presente come decal sulla larga banda colorata sul fianco della fusoliera. Questo dolore deve essere assolutamente preciso, in quanto deve riprendere la suddetta banda sulla parte superiore dello scarico della turbina, e ogni minima differenza si noterebbe immediatamente.
Dopo quasi due ore di miscugli con rosso, marrone, nero e bianco, con somma soddisfazione ho raggiunto il mio scopo: la soddisfazione è stata unicamente per il fatto che io sono daltonico!! A questo punto la prima mano di trasparente lucido ha fissato il tutto e mi ha permesso di cominciare l'applicazione delle decals.
Queste sono ottimamente stampate ma un po' spesse, come da stile Hasegawa, cmq reagiscono bene agli emollienti e si adattano senza troppo problemi alle superfici.
Dopo un'ulteriore passata di trasparente lucido a sigillare tutto, mi sono dedicato ai lavaggi ad olio, Anche in questo vale la regola di non esagerare, in quanto bisogna solo evidenziare le pannellature senza dare il senso di una verniciatura molto usurata.
Quindi ho preparato una miscela di grigio chiaro molto diluito, che ho fatto scorrere nelle pannellature, asportando ogni eccesso con un fazzolettino di carta.
Il basso contrasto tra le tinte di base e le pannellature mi sembra sia riuscita a rendere questo concetto.










Montaggio finale e basetta.
A questo punto si completa finalmente il montaggio con i rotori, i carrelli e le ultime antenne rimanenti, Come carico esterno ho scelto solamente il sonar filoguidato, in una appariscente colorazione a scacchi gialli/rossi.
La basetta è realizzata con un foglio di plasticard di 2 mm, inciso e trattato con un vecchio pennello da muro bagnato nel diluente nitro, per riprodurre l'effetto rugoso e irregolare del cemento.
La colorazione in grigio chiaro è stata pesantemente sporcata con colori ad olio di varie tonalità.
In conclusione, un bel modello di un bellissimo elicottero, che però poteva essere trattato un po' meglio dall' Hasegawa, aprendo semplicemente il portellone di carico laterale e dettagliando un po' il vano di carico interno.






Stefano Pincelli

[Drive & Fly Model Club Modena]

15.04.2026



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