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Storie di uomini e di tempi

Stefano Deliperi


Desidero, segnalarVi una lettura di pura evasione, una cavalcata attraverso la storia di uomini che hanno cercato, pur in frangenti ben più grandi di loro, di rimaner sé stessi e di vivere la loro "piccola" storia.
"Storie di uomini e di tempi" è una raccolta di quattro racconti che ho scritto per il semplice piacere di scrivere e di leggere e che ha trovato l'interesse ed il coraggio della Riflessione Editrice nel proporlo al pubblico.
"Storie di uomini e di tempi" sarà presentato a Cagliari sabato 25 febbraio 2006, alle 18.00, presso la Sala Cosseddu dell'E.R.S.U., in Via Trentino.
E' presente nelle migliori librerie della Sardegna e delle principali Città italiane e, naturalmente, sul sito web della Riflessione Editrice: www.lariflessione.com.
Insieme all'Editore desidero incontrarVi in occasione della presentazione del libro: leggere un racconto fa bene all'anima, fa viaggiare in tempi e terre lontani...


Storie di uomini e di tempi
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Commento di Claudia Basciu [23/03/2006]:

Ho letto i racconti, sono veramente belli. Regalano un viaggio nel tempo, passando per campi di battaglia, sale sfarzose e taverne fumose dove si incontrano uomini coraggiosi, talvolta temerari, che affrontano la grande avventura della vita, con passione e un pizzico di ironia.
Complimenti ! Soprattutto, per la capacità di catapultare chi legge sul terreno di guerra al fianco di Pietro o del coraggioso ussaro !


Commento di Paolo Fiori [23/03/2006]:

C'è un parallelismo tra l'Autore di questi quattro racconti storici e l'ambientalista impegnato nella difesa dell'ambiente, figure entrambe racchiuse nella persona di Stefano Deliperi: sia nei racconti storici che nella difesa dell'ambiente, protagonisti sono uomini che combattono battaglie, a volte vittoriose a volte no…… in entrambi i casi spesso animati da passioni, da altruismo, sentimenti che creano pathos.
Certo le armi di queste battaglie sono diverse (cruente le prime, nonviolente le seconde) come diversi anche gli obiettivi.
La Storia passata fatta di guerre, violenze, genocidi sembra non abbia insegnato niente all'Uomo, o meglio sembra che l'Uomo non abbia imparato niente dalla Storia, e gli attuali conflitti armati stanno ancora lì a testimoniarlo…
Questi quattro racconti narrano di vicende umane prima che guerresche, lungo un rapporto temporale che va dal Medioevo fino alla Prima guerra mondiale e prendendo a pretesto determinati contesti storici ci descrivono in realtà gli uomini spesso “vittime” inconsapevoli di questi avvenimenti; uomini con le loro passioni, con le loro miserie, con le loro speranze……
E questo è tanto più vero, notando che la parte relativa alle battaglie è sì descritta ma in maniera succinta, dettaglio necessario ma “trascurabile”; maggiore risalto è dato (in maniera forse troppo dettagliata) alla strategia ed alle tecniche delle battaglie più che alla descrizione dell'azione militare, anche se l'uso frequente del termine “scannare” rende sinteticamente l'idea della violenza e del sangue che scorre……
Dei quattro racconti, il mio preferito è il primo, forse perché collocato in un periodo, quello medioevale, che ancora oggi affascina per i suoi tanti misteri non risolti; ma soprattutto perché gli elementi psicologici dei personaggi vengono descritti in maniera più lirica, permettendo al lettore di “vivere” con la propria fantasia le vicende narrate....


Commento di Monica Mura [01/04/2006]:

è un libro che porta in lungo ed in largo per i secoli, con una capacità linguistica non comune ed un modo di raccontare piacevole e fluente.
La passione storica e per l'affabulazione sono in tutte le pagine.
Piccole storie, racconti brevi ma completi, densi di avvenimenti e di forti personalità.
Pur diversi fra loro, appaiono collegati da un filo conduttore tenace: il mercenario medievale, i due fratelli 'bastardi', l'ussaro, il tenente sono uomini decisi a vivere, veri e reali…anche se di carta ed inchiostro. Come i 'soldatini' di piombo che fa l'autore.


Commento di Georgia Randazzo [03/04/2006]:

non credo che queste siano delle storielle leggere....sono delle storie ben scritte con cognizione di causa e del momento storico...poi che siano fruibili è un altro discorso e dipende credo dal fatto che chi scrive ancora appartiene alla categoria di chi sa scrivere e leggere.....in italiano ! E non ammazza i congiuntivi.......però sono solo considerazioni su dei racconti che mi sono piaciuti molto….
Credo che debba prender tempo e raccontare anche della parte femminile della stirpe....non stonerebbe per nulla, anzi ! Magari tra un capitolo di cavalli e cavalieri, di guerre e sangue, una o più storie di streghette o presunte tali credo che starebbero benissimo.....anche perchè non credo siano state personaggi minori...la questione dell'Inquisizione non fu per nulla uno scherzo e merita un'attenzione pari a tante altre vicende....inoltre rimango dell'opinione che purtroppo la grande storia è stata raccontata al maschile e le donne compaiono solo quali grandi ...zoccole, streghe, avvelenatrici, ammaliatrici e tessitrici di trame....cosa che sicuramente tante furono.....ma il più delle volte ciò che spaventò maggiormente delle donne fu l'intelligenza, l'ironia, la libertà di pensiero, d'azione e l'insofferenza alle regole e forse più che alle regole ai divieti assurdi e ai pregiudizi.


Commento di Paola Obinu [04/04/2006]:

Cavalli, ussari, disperati, uomini d'armi, trincee, boschi, pianure..sono tanti gli uomini e gli scenari in quel caleidoscopio colorato di vicende e di animi che sono i racconti di questa piccola raccolta.
Sfugge a chi legge il limite fra verità storica e fantasìa ed il loro filo conduttore scivola via veloce, sia che la trama sia condita con un po' di ironia, come per i fratelli ribaldi, sia che diventi grave, come nella triste e cruda guerra mondiale del tenente.
Una lettura lieve, ma piena di tinte forti.
Di storie ben raccontate da un Autore che pensavo lontanissimo dalla letteratura.
Una sorpresa. Bella, mi è piaciuta proprio.


Commento di Enrico Del Bene [11/04/2006]:

E' bello scorrere le pagine di storie accattivanti e di evasione, che un po' mi hanno riportato all'adolescenza, quando divoravo libri di avventure e racconti di terre lontane.
Qui, però, si sente presente la passione per la Storia, quella con la 's' maiuscola, e la capacità di delineare con poche righe anche il carattere e le vicende che fanno la piccola storia di tanti di noi.
E' nato uno scrittore ? Non lo so, me lo auguro. A mio parere c'è bisogno di libri come questi, che possano riconciliare il lettore con il gusto della lettura.


Commento di Gian Carlo fantoni [13/04/2006]:

Primo grande dispiacere: dopo un'ora l'avevo finito. Troppo avvincente e troppo breve.
I 4 racconti li ho vissuti e, pur inquadrati in tempi storici ben identificati, non mi sono sembrati affatto datati.
Il senso profondo di umanità li ha legati strettamente.
E quando ho chiuso il libro, ho avuto subito voglia di fare una domanda: come ha fatto l'autore ad essere presente contemporaneamente in quattro posti diversi e in tre battaglie, tra gente così diversa ? Perchè non credo che siano solo "storie" di uomini e di tempi ma soprattutto testimonianze di una persona che senza dubbio era presente ai fatti descritti.
Ciò che mi ha impressionato di più sono le descrizioni delle battaglie: crude, senza alcuna retorica.
Mi è piaciuto come sono state messe in evidenza le figure dei grandi generali ma soprattutto della povera gente mandata al massacro senza che neanche fosse in grado di chiedersi il perchè delle cose, ma sorretta soltanto da ideali - certamente neanche i loro - ma in cui credevano.
Malgrado tutto.
Bravo Stefano. Scrivi un pò di più.


Commento di Simona [10/05/2006]:

da La Nuova Sardegna, 10 maggio 2006 Un libro fuori dai conformismi.
STEFANO DELIPERI PRESENTA LE SUE 'STORIE'. Mauro Lissia. CAGLIARI.
Di solito Stefano Deliperi combatte le battaglie sul fronte dell'ambiente, le sue armi sono esposti dettagliatissimi alla magistratura e l'esame giuridico degli atti amministrativi.
Ma sono battaglie pacifiche, nessuno spargimento di sangue.
Al massimo scorre un po' di carta bollata e anzichè i cuori si fermano le betoniere.
Nelle sue 'Storie di uomini e di tempi' - edito dalla Riflessione editrice - Deliperi mostra la sua anima intimamente guerresca, ma solo per fotografare in quattro racconti le vite vissute e perse di soldati del passato.
Vite strettamente ancorate a vicende storiche reali in cui emergono virtù militari ed emozioni umane, strategie di generali e valori confinati ormai tristemente solo nei volumi di storia.
Scritti per passione e divertimento, i racconti sono un piacevole compendio di vicende lontane dai conformismi letterari e un po' fuori moda.
Forse anche per questo stanno riscuotendo un interessante successo editoriale: la diversità, quando è genuina, premia


Commento di Emilio Salemme [30/05/2006]:

Ho letto il libro: bello, veloce, ricco di datazioni e riferimenti storici, in particolare mi è piaciuto il ricordo della partecipazione dei militi sardi durante la prima guerra mondiale e la descrizione del Sabaudo Cadorna......


Commento di Sandra Costa [07/07/2006]:

Sono racconti veloci eppure densi di fatti, passioni, uomini.
Battaglie sanguinarie, senza fronzoli, uomini che devono nuotare contro corrente, se vogliono rimanere quello che sono.
I tanti momenti della storia che quasi li stringono in una trappola da dove si può fuggire soltanto con grande carattere e forza d'animo.
Un libro che mi è piaciuto per la sua voglia di proporre storie narrate con semplicità.


Commento di Vania [25/01/2007]:

mi è capitato fra le mani questo piccolo libro di racconti e l'ho letto tutto di filato.
storie raccontate con passione che filano via e portano in periodi lontani e fra gente forte e dura, una bella lettura ed una sorpresa, perchè mai avrei pensato che Stefano Deliperi, noto come ecologista e persona di legge, potesse anche scrivere racconti storici e di evasione. Vania.



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