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Marcomanno - Paolo Solvi




Oggi presenterò un modello che mi ha fatto cambiare il modo di dipingere i figurini: si tratta esattamente del Marcomanno in 75 mm della Pegaso.
Che dire, gran pezzo, complesso nel suo insieme, ma veramente bello anche per chi non ama prevalentemente il periodo Antico.
Parlavo della svolta pittorica: con questo figurino ho seguito il corso del grande Pietro Balloni, il quale, naturalmente, ci ha spiegato la sua tecnica pittorica ossia gli oli.
Io ho sposato favorevolmente questa tecnica anche se nessuno è stato obbligato ad adottarla, il corso comunque verteva principalmente sullo studio delle luci e la loro giusta distribuzione sul pezzo.
Questo kit è stato scelto per la varietà dei materiali usati, dai metalli alle pelli, cuoi e incarnati, e per finire i tessuti.






Unica pecca se posso dire, ammessa per altro anche da Pietro è il mantello, il quale essendo coperto dallo scudo separato per esigenze di fusione) andrà stuccato e di conseguenza tale inconveniente ci obbligherà dipingere lo stesso per ultimo dopo aver pitturato quasi totalmente il pezzo.




Per prima cosa studieremo il pezzo a secco premontando le varie parti, stabilendo quali sono le parti da inperniare, sicuramente i piedi verranno inperniati per essere fissati alla base, braccio che si appoggia al fianco, mano che sorregge l’elmo e anche il braccio che sorregge l’elmo deve essere incollato al resto del corpo.
Ho fatto i vari fori con un trapanino a mano: uno preciso quanto il perno, l’altro piu’ grande di modo da avere un po di gioco nell’incollaggio.




Ho riprovato il tutto nuovamente a secco e poi sono passato alla colla.
Nel frattempo anche la base è stata incollata al suo posto, e riprovato il pezzo nei fori di alloggiamento.
Verificato ed incollato il tutto, sono passato a primerizzare tutto il kit compresi i pezzi separati tipo armi, elmo, scudo e mantello.




A questo punto è iniziata la lezione del maestro, spiegandoci che per prima cosa bisogna creare una base con acrilico; non tutti i puristi dell’olio usano questo metodo; alcuni partono direttamente con gli oli stessi, scegliendo il colore medio del risultato da ottenere.
Noi abbiamo cominciato con gli oli definendo in prima sede le luci ed ombre sommarie, le quali potranno essere modificate in corso d’opera.
Le quantità di oli da usare devono essere minime e vengono tirate con un pennello piatto sintetico, da luci ad ombre e viceversa tentando una fusione tra le stesse.
Il viso è da trattare con le molle, come dice il mio amico Pietro “se per tutto il resto ne usiamo poco per il viso meno di quello che pensiamo sia poco“.




Per i metalli daremo una base nera e poi in questo caso abbiamo utilizzato dei colori per tipografia i quali possono essere mescolati con gli oli stessi; potremmo utilizzare del terra di Cassel da mescolare con la base argento scurendo con piu’ terra di Cassel schiarendo con argento puro.
Vero impegno è stato il creare il disegno sullo scudo, che invita sicuramente ad essere decorato.




Dopo aver controllato diversi libri sui celti abbiamo scelto il disegno che piu’ ci ispirava e ci siamo applicati, dietro la guida del maestro, al disegno che, dopo molta fatica, è divenuto quasi accettabile (anche se ha nulla a che vedere con la sua interpretazione).
Avrete forse notato in giro nelle mostre d’Italia (e non solo) alcuni Marcommanni con lo stesso disegno sullo scudo, bene, ora sapete il motivo.
Lascio alle foto la sentenza e ci rivediamo presto con un’altro intervento.





Paolo Solvi
[Gallery]
[Non solo figurini militari]
Gruppo Modellistico GPF Firenze
14.03.2007

Nota: questo articolo è stato originariamente pubblicato nel sito superEva



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