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2001 Odissea nello Spazio "Orion III Space Craft"

Ezio Bottasini

Kit Airfix Scala 1/144




Nel 1968 Stanley Kubrick, basandosi su un soggetto di Arthur C. Clarke da cui fu poi, dallo stesso Clarke, tratto l’omonimo romanzo, diresse il famosissimo film di fantascienza "2001 Space Odessy" (2001 Odissea nello spazio); fantasmagorico film che sulle note di grandi opere di musica classica, dalle note iniziali del "Così parlò Zarathustra" di Richard Strass, che fa da colonna sonora al prologo e all’epilogo del film, ad indicare una circolarità nella vicenda (dai pitecantropi al "bambino delle stelle"), al valzer "Sul bel Danubio blu" di Johann Strass.
Il film ci trasporta da milioni di anni nel passato all’epoca dei pitecantropi, con un volo pindarico, fino all’allora futuro 2001, con la costante presenza dell’enigmatico monolito.
Oggi, come per tanti film di fantascienza di quell’epoca, sorridiamo un po’ al pensiero che ciò che veniva previsto per gli anni 2000, cose che si sono avverate in minima parte e assolutamente non come lo si era pensato allora, teniamo presente che i mezzi spaziali raffigurati nel film: shuttle, stazioni orbitanti, astronavi; erano state ideate sulla base di progetti della NASA dell’epoca.




L’Orion III, il "Clipper spaziale" che compare in alcune immagini del film, avrebbe dovuto essere, secondo le idee di allora, uno space shuttle commerciale per trasporto di merci e passeggeri dalla Terra alle stazioni spaziali orbitanti, punto di partenza per proseguire il viaggio verso le basi lunari permanenti; tutte cose rimaste per ora in gran parte allo stato di progetto, o comunque ben diverse da come erano state pensate all’ora, sia lo Shuttle, andato ormai in pensione, che la Stazione Spaziale Internazionale; sono ben diversi da quelli del film e senza quegli accorgimenti gravitazionali visti in "2001", suole magnetiche, piuttosto che rotazione gravitazionale sia della stazione spaziale che dell’astronave diretta verso Giove.




Il kit Airfix di questo soggetto è disarmante nella sua semplicità ma, soprattutto, manca assolutamente di particolari interni (che onestamente si vedrebbero ben poco), ma soprattutto manca quasi del tutto di pannellature e particolari di superficie.
Di questo velivolo ne esistono due versioni, quella prodotta dalla Aurora, con interni ed esterni degni di tale nome, purtroppo introvabile e questo Airfix.




Il kit Airfix si compone di "ben" 17 pezzi in plastica, compresi i due che compongono il classico supporto Airfix e i tre trasparenti (peraltro di forma errata).
Il montaggio non è particolarmente difficoltoso, una volta preparati i pezzi ma, richiederà, una volta montato, una discreta quantità di stucco, soprattutto nella parte inferiore, per raccordare gli scarichi del propulsore principale alla fusoliera e per pareggiare le semi fusoliere nella parte superiore.
Il raccordo delle ali, l’ho riempito con del vinavil per non rovinare i già scarsi dettagli in positivo presenti sulle ali.




Una volta montato e pareggiato con lo stucco, personalmente ho aggiunto qualche pannellatura tramite pezzetti di plasticard da 0,25 mm, rifacendomi a foto tratte dal film e da foto del kit Aurora; inoltre vista la mancanza di incisioni delimitanti i pannelli sono ricorso alla creazione degli stessi in modo virtuale (un po’ come ho fatto per le piastrelle del rivestimento dello Shuttle Atlantis).
Dopo una passata di primer bianco Tamiya, ho dato un pesante preshading nero sugli accenni di pannelli in positivo presenti su ali e fusoliera, creando inoltre altre linee nere dove pensavo di posizionare dei pannelli non presenti sul kit.
Ad asciugatura avvenuta ho steso una strato di cera e posizionato il nastro Jammidog da 0,5 mm, già usato per l’Atlantis.
Fatto questo ho verniciato il tutto in bianco opaco, poi altra passata di cera.




Il passaggio successivo è stato quello di mascherare i pannelli che dovevano rimanere bianchi, quindi ad aerografo ho verniciato i rimanenti con del grigio chiaro H147.
Ad asciugatura avvenuta ho tolto le mascherature e ho dato due mani di cera.
La versione scelta delle due proposte dalla scatola è quella del clipper PAN AM (compagnia aerea USA che non esiste ormai più); altra passata di cera e stesura finale ad aerografo di trasparente satinato a completare il tutto.
Il parabrezza anteriore, è stato verniciato in nero lucido a simulare filtri e protezione, ho aggiunti quattro montanti, come appare dalle foto degli interni dell’abitacolo tratte dal film.




Come ho detto il supporto Airfix non era da tenere in considerazione, quindi per la basetta ho recuperato una sezione circolare di 18mm di spessore da un’assetta di legno, debitamente levigata, verniciata di nero opaco su cui ho disegnato, con pastelli colorati, uno spicchio di Terra, la luna e delle stelle in uno stile volutamente "naif", giusto per dare un tocco retrò, ad un modello che avrebbe dovuto rappresentare il futuro (siamo nel 1968), con delle sfumature bianche ad aerografo; il tutto è stato spruzzato infine di trasparente satinato.
Il supporto è stato ricavato da una struttura tubolare trasparente a cui è stata piegata e appiattita a caldo l’estremità superiore, questa è stata fissata nella parte inferiore della fusoliera, che è stata rinforzata con un inserto di plasticard di 2mm di spessore di adeguata misura, con due viti di piccole dimensioni.




Per lo sfondo i ringraziamenti vanno all’amico Marco che mi ha stampato in formato A3 una foto tratta dal Web.
Le foto sono state realizzate, come per gli altri modelli, da mia figlia Sara.
Buon modellismo a tutti


Ezio Bottasini

[Gallery]

12.11.2013




Commento di Dino Dall'Asta [19/11/2013]:
Ottimo lavoro e perfetta composizione, come sempre...
Complimenti.
Dino

Commento di Alby Starkiller [24/11/2013]:
caro Ezio, che dire... sei riuscito ancora una volta a creare un kit davvero sorprendente. Ben fatto il modello e bellissima la rappresentazione dell'insieme. I complimenti vanno a te ed anche a tua figlia Sara che riesce sempre con le sue foto a dare un tocco di classe in più alle tue opere!
un abbraccio.
A presto.
Alby.



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