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Bell P-39 Airacobra - Ezio Bottasini

Virtualmente ogni teatro di operazioni ha visto le capacità operative dei circa 10.000 Airacobra che sono stati prodotti durante la II G.M.
Armato con un cannone che sparava attraverso il mozzo dell’elica e con ulteriori sei mitragliatrici, questo “pestifero” piccolo caccia produceva un volume di fuoco superiore ad ogni altro monomotore della sua categoria.




Il P-39, il cui progetto risale al 1936, risultava essere poco ortodosso nella sua configurazione per quell’epoca; agli ingegneri a cui la Bell Aircraft assegnò il progetto, venne chiesto di concepire un aereo che essi stessi considerarono fondamentale in una guerra aerea, cosa che, comunque, come avviene per la maggior parte delle “macchine aeree”, non si avverò, tantè che appena si rivelarono le lacune della macchina, nata come intervettore, fu impiegato in altri compiti.




Il primo volo del prototipo XP-39, fu effettuato nell’aprile del 1939, l’Airacobra fu continuamente prodotto fino all’agosto del 1944; durante questo periodo il P-39 si evolse attraverso 21 differenti versioni che terminarono con il P-39 Q-30.




Originariamente nato come caccia intercettore, l’Airacobra dimostrò la sua versatilità adempiendo ogni compito a lui affidato.
La robusta architettura ed il devastante volume di fuoco, furono di grande vantaggio in missioni di supporta ravvicinato.
Fu anche usato in missioni di bombardamento in picchiata e i Russi lo usarono ampiamente sul Fronte Orientale come formidabile “caccia carri”.




Alla nostra aeronautica furono assegnati nell’estate del 1944 circa 150 esemplari di P-39 N/Q provenienti dalla 12° T.A.F. statunitense.
Furono questi i primi aerei di costruzione straniera urati dalla R.A. dopo l’8 settembre.
Andarono in carico ai tre gruppi (X, XI, XII), del 4° Stormo.
Malgrado le condizioni non eccellenti di questi velivoli, reduci da logoranti attività di combattimento, l’impiego con le insegne del 4° Stormo fu lungo e intenso, furono effettuate quasi 6500 ore di volo di cui 2970 in operazioni belliche.v L’impiego del P-39 continuò nel dopoguerra, in seno alla neo costituita A.M.I., fino all’inizio degli anni Cinquanta, dove venne usato alla Scuola Addestramento Bombardamento e Caccia di Frosinone.




Le foto che fanno da contorno a questa poche righe sono di un modello in scala 1/48, di una vecchia scatola della Monogram risalente al 1969; è stato costruito come da istruzioni senza modifiche né re incisioni (la maggior parte dei pannelli sono in positivo), l’unico cambiamento sta nelle decalcomanie, vista la mia (e non solo mia), passione per le macchine che sono state fregiate con il tricolore.




Questo esemplare del 12° Gruppo del 4° Stormo, veste orgogliosamente quelle insegne miste, formate dalla sovrapposizione della coccarda tricolore alle insegne statunitensi, apparse su diversi esemplari di P-39 ceduti dopo l’8 settembre 1943.
La colorazione è stata effettuata con smalti Humbroll, le superfici superiori con “verde oliva” 155, mentre le inferiori con “grigio mimetico scuro” 156; i lavaggi a olio sulle pannellature sono stati eseguiti con “marrone ombra” abt015 della Abteilung 502.
Le decalcomanie provengono dal foglio Tauro Model n° 48-538 Aeronautica Cobelligerante.

Ezio Bottasini

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11.11.2011



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