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General Dynamics F-16 - E. Bottasini

Questo aereo è stato considerato come l’equivalente moderno dei grandi caccia del passato, come lo Spitfire o lo Zero: così è stato definito il General Dynamics F-16 Fighting Falcon, agilissimo, sofisticato e potente multiruolo, sicuramente uno dei migliori in assoluto della sua categoria.




Il progetto dell’F-16 risale all’inizio degli anni ’70, con l’avvio di un programma USAF per lo sviluppo dio un caccia leggero ed estremamente manovrabile, esigenza questa che si era evidenziata durante la guerra del Vietnam, dove i grossi e potenti caccia USA (Phantom II, Thunderchief, ecc.), malgrado la loro elevata capacità di attacco e potenza di fuoco, erano penalizzati dalla manovrabilità dei MiG vietnamiti nel combattimento manovrato. Serviva perciò un aereo con elevate doti di accelerazione, maneggevolezza e salita.




Dei cinque canditati presentati dalle varie industrie aeronautiche americane ne furono scelti due per le valutazioni: il General Dynamics YF-16 e il Northrop YF-17 (che in seguito divenne con la denominazione F/A 18 Hornet quello che oggi è la spina dorsale della difesa e attacco della Navy statunitense).

Il vincitore finale di tale concorso risultò essere l’F-16, il primo caccia al mondo dotato di tecnologia fly-by-wire per il controllo delle superfici aerodinamiche, il controllo del velivolo viene di fatto gestito dal computer di bordo al quale il pilota comunica le sue “intenzioni” tramite un piccolo joistick che dialoga con il sistema.




Il primo volo di un F-16 in configurazione definitiva avvenne l’8 dicembre 1976, da allora questo ottimo caccia ha equipaggiato oltre che l’aviazione americana (USAF), anche le aviazioni di diversi stati della NATO (Belgio, Olanda, Norvegia, Danimarca, Turchia, Grecia, Polonia, Portogallo) e di diversi altri stati (Israele, Egitto, Corea del Sud, Thailandia, Taiwan, Indonesia).

L’F-16 viene spesso “amichevolmente” chiamato dai suoi piloti, anche “Viper” nomignolo tratto dai caccia stellari della serie fantascientifica “Battlestar Galactica”, del quale l’F-16 assomiglia per agilità e potenza di fuoco.




In Italia l’F-16 è arrivato solo nel 2003, quando per garantire un adeguato livello di capacità della difesa aerea da parte dell’Aeronautica Militare, tra il termine della vita operativa dell’F-104, la restituzione dei Tornado ADV e l’entrata in servizio ed il raggiungimento della piena capacità operativa dell’Eurofighter Typhoon, vennero acquisite in leasing 45 mila ore di volo da effettuare tra il 2003 e il 2010 , con 30 F-16 ADF Bloch 15 e 4 F-16B Bloch 5/10, ex USAF, questi aerei divennero operativi nel 2004 presso il 5° Stormo “Giuseppe Cenni” di Cervia-Pisignano e il 37° Stormo “Cesare Toschi” di Trapani-Birgi. Recentemente l’accordo è stato esteso per 14 aerei fino al 2010 che rimarranno operativi con il 37° Stormo.




L’Aeronautica statunitense prevede di mantenere in prima linea, con i dovuti aggiornamenti, i suoi F-16 fino al 2025, quando verranno sostituiti dall’F-35 Lightning II, che dovrebbe essere acquisito anche dalla nostra aeronautica in sostituzione di Tornado, Harrier ecc., ma questa è un’altra storia.

Le foto allegate a questo articolo sono di un General Dynamics F-16 ADF con insegne del 37° Stormo in scala 1/48 della ACCADEMY/MINICRAFT datato al 1993, ricondizionato, e portato allo standard Bloch 15 con l’aggiunta delle antennine IFF ed altri particolari autocostruiti.
Le decalcomanie sono del foglio dedicato all’F-16 della “Italian Kits”, l’armamento è Hasegawa.


Ezio Bottasini
[Gallery]
26.07.2011

Questo modello ha meritato l’Oro nella categoria aerei amatoriali al Monza Model 2011.





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