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Messerschmitt Bf 109 - Ezio Bottasini

Il Messerschmitt Bf 109, più comunemente conosciuto come Me 109, non ha bisogno di tante parole per essere presentato.
Tra i tanti primati di cui gode, uno tra tutti immortala la sua fama: nei nove anni di vita operativa dal 1936 al 1945, nelle due guerre in cui fu utilizzato, la Guerra Civile Spagnola e le 2° Guerra Mondiale, ne furono costruiti circa 35.000, è stato l’aereo costruito nel maggior numero di unità nelle sue varie versioni, migliorate e potenziate, di tutta la storia dell’aviazione.




Anche il nostro paese ha avuto la sua parte di Me 109, soprattutto nelle versioni della serie G. Militarono sia nella Regia Aeronautica sia nell’Aeronautica Repubblicana (ANR); su di esso volarono piloti del calibro di Visconti, Bellagambi, Sanson, Drago, ed altri.




La Regia Aeronautica ne utilizzò circa 80 esemplari che, nel 1943 andarono ad equipaggiare i seguenti reparti:

  • 3° Gruppo Autonomo composto dalla 153ma e 154ma squadriglia avente come insegna il diavoletto rosso, che divenne poi l’insegna della 2° Sq (poi 5°), del 2° Gr dell’ANR.
  • 150mo Gruppo Autonomo composta dalla 363ma (comandante Cap. Ugo Drago), 364ma (comandante Cap. Mario Bellagambi) e 365ma squadriglia, avente come insegna il “Gigi tre osei”, che divenne poi l’insegna della 4° Sq del 2° Gr. dell’ANR, entrambi gli ufficiali citati furono assi della nostra aeronautica e poi dell’ANR.
  • 70ma Sq. 23° Gr. 3° St. CT con insegna la “Vespa arrabbiata”, quella di Gorrini tanto per intenderci, anche se lui non volò mai con il 109.
Furono impiegati con successo nella difesa della Sicilia e sul continente fino all’armistizio.
Non si sa con certezza se a tutti i Me 109 utilizzati dalla R.A. fossero stati applicati le insegne di nazionalità italiane dell’epoca. Dalle fotografie giunte a sino a noi, su alcuni esemplari si nota che nella parte inferiore dell’ala l’insegna non era presente, inoltre vi erano differenti tipi di insegne alari, dove il cerchio che racchiude i tre fasci poteva avere linea continua o intervallata a seconda della maschera usata per dipingerli.




Tutti, comunque, non recavano l’insegna sulla fusoliera, la croce sabauda sul timone era di diversa misura e non recava lo stemma di casa Savoia al centro.
La mimetizzazione era quella della Luftwaffe, desertica o continentale, dipendentemente dal teatro operativo da cui proveniva la macchina; le insegne tedesche venivano generalmente mascherate sommariamente e venivano apposti i numeri di squadriglia e individuali, con l’aggiunta dell’insegna di reparto.
La fascia bianca di fusoliera era presente, anche se di dimensioni ridotta rispetto agli aerei italiani, l’ogiva in un primo tempi bianca, si andò poi ad ornare di una spirale nera alla moda tedesca.




Dopo l’armistizio, il I e II gruppo caccia dell’ANR, ricevettero anch’essi dei 109 già appartenuti alla Luftwaffe, si videro perciò aerei con le doppie insegne (ad eccezione della svastica, sostituita dalla bandierina tricolore sul timone).




Dal punto di vista modellistico, anche il Me 109, è un aereo per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta per come realizzarlo, sia in termini di versioni, dalla B alla K, passando per tutte le versioni intermedie, E-F-G-T; sia per schema mimetico ed insegne di nazionalità.
Infatti oltre alle quasi infinite possibilità di versioni tedesche (anche solo di scatola si potrebbero fare almeno due esemplari tedeschi diversi per ogni kit!!), si possono trovare decal per esemplari rumeni, croati, ungheresi, bulgari, finlandesi, svizzeri; per i 109 italiani, esistono fogli interi di decal che danno la possibilità di tantissimi profili di reparti, assi e versioni sia della Regia che della ANR.




Personalmente, al momento attuale ho realizzato 30 modelli del 109 in quasi tutte le sue versioni (sob mi manca la D, se qualcuno mi può aiutare), ne ho:

  • 14 tedeschi nelle versioni A, B, E, F, G, K, T
  • 8 italiani tre della Regia e cinque dell’ANR tra cui un biposto G-12
  • 1 per nazione: rumeno, finlandese, croato, svizzero, bulgaro e ungherese.
  • 1 in scala 1/48 della Hasegawa
  • 1 in scala 1/32 della Revell
Penso di non aver ancora finito, perché di profili italiani che mi attirano ce ne sono molti ancora sul foglio di decal Skymodel.




Molto interessanti sono la versione T, quella che avrebbe dovuto equipaggiare la portaerei “Graf Zeppelin” della cecoslovacca MN, ed il biposto G-12 della polacca INTECH, quest’ultimo con all’interno due versioni, una tedesca e la seconda per un aereo italiano dell’ANR.




Le foto si riferiscono ai seguenti modelli:

  • Me 109 F scala 1/48 della Hasegawa raffigurante l’aereo dell’asso capitano Hans Philipp (Gallone e due barre verticali).
  • Me 109 G-6 scala 1/32 della Revell, raffigurate l’aereo dell’asso maggiore Hermann Graf (Rosso uno).
  • Me 109 G-6 scala 1/72 della Italeri, raffigurante l’aereo dell’asso capitano Ugo Drago (Nero sette).




Ezio Bottasini

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13.03.2011



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