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Carro demolitore Sd.Kfz. 302/303 'Goliath'

Dino Dall'Asta




In anticipo sui tempi per quanto riguarda la sua concezione, come un moderno drone terrestre, il Goliath (Sonderkraftfahrzeug veicolo per impieghi speciali) era un piccolo carro armato, leggermente corazzato e filo guidato.
Un operatore lo manovrava a distanza, avvicinandolo all'obiettivo nemico e una volta in posizione faceva detonare la carica esplosiva che conteneva al suo interno, provocandone la distruzione: in sostanza, si trattava di una bomba filoguidata progettata come mezzo da demolizione di bunker, postazioni e controcarri.
Lo scafo a forma rettangolare con i cingoli ai lati, dalle dimensioni di circa 1,50x0,85xH.0,56 ml, era costituito da tre scomparti: quello anteriore conteneva una carica esplosiva, quello centrale era occupato dal motore e l'ultimo conteneva una bobina con avvolto 700 ml di cavo che faceva capo ad un apparato di comando.
Quest'ultimo consentiva di dirigere il veicolo in avanti o in retro, girarlo frenando alternativamente uno dei due cingoli e infine farlo esplodere con un apposito impulso.


Goliath

L'interno di un Goliath con motore a benzina


La versione 302, che entrò in servizio a partire dall'Aprile 1942, era azionata da due motori elettrici ma, a causa degli alti costi di produzione di quest'ultimi e considerando la natura sacrificabile del mezzo, fu realizzata dall'Aprile 1943 la più economica versione 303, nelle due varianti a e b, azionata da un motore a benzina bicilindrico da 703 cc prodotto da Zundapp, con un incremento delle dimensioni e con un aumento della relativa carica esplosiva da 60 a 100 kg.




Il Goliath ebbe il battesimo del fuoco il 4 luglio 1943, durante la battaglia di Kursk dove fu impiegato per aprire varchi negli estesi campi minati sovietici: la sua esplosione rendeva sicura un'area del diametro di circa 45 metri.




Successivamente furono impiegati in Italia, per contrastare lo sbarco degli Alleati ad Anzio, dove furono battezzati da quest'ultimi 'beetle tank' (carro scarafaggio), poi in Francia durante il più massiccio sbarco in Normandia, dando però dei risultati deludenti.




Furono anche utilizzati in Polonia durante la rivolta di Varsavia per demolire gli edifici occupati dagli insorti, questa volta con effetti devastanti e negli ultimi mesi di guerra durante la battaglia di Berlino.
In realtà, questa 'nuova arma contro carri armati e bunker', definita così dalla propaganda nazista, non fu un gran successo: errori di manovra, malfunzionamenti, il cavo di guida che veniva strappato o danneggiato dalle esplosioni contribuivano a mandarli fuori controllo o venivano fatti saltare dal fuoco nemico.
Quando riuscivano ad arrivare in prossimità dell'obiettivo, gli operatori, a causa della distanza, avevano difficoltà a stimare la loro posizione, innescando quindi detonazioni premature.
Per ovviare a tale problema e renderli più visibili, vennero dipinte sulla parte posteriore due strisce di vernice bianca.
Trasportati in prima linea da autocarri appositamente attrezzati, venivano scaricati e movimentati a terra utilizzando uno speciale carrello tubolare ruotato a due ruote a forma di 'Y', che permetteva di sollevarli e di posizionarli il più vicino possibile alla zona operativa.
Alla fine del conflitto risultavano ancora disponibili ben 6.324 dei 7.569 Goliath costruiti nelle diverse versioni, per poi essere demoliti salvando solo una dozzina di esemplari che vennero dati in custodia a diversi musei.






Il modello in scala 1:35
La rivista Storia Militare di Gennaio 2026 ha presentato in copertina l'immagine di questo mezzo con all'interno il relativo articolo storico, veramente esaustivo, formato da 7 pagine con numerose fotografie e illustrazioni.




Da qui, sempre alla ricerca di modelli poco conosciuti e originali, mi sono procurato il relativo kit.
Prodotto dalla Tamiya in plastica color beige, è costituito da due mezzi e da tre figurini, unitamente a un filo metallico e a un pieghevole di istruzioni.
Parimenti, per come avevo ideato la realizzazione di questo diorama, ho provveduto ad acquistare anche i seguenti kits:

  • un carrello di trasporto, composto da 31 parti in poliuretano color grigio chiaro della ceca Special Hobby;

  • un bunker ottagonale in gesso con sovrastante una torretta del carro Renault FT-17 della tedesca RT Diorama.




Dopo averli assemblati senza alcun problema e previa stesura del primer nero della Vallejo, ho eseguito la verniciatura usando acrilici Tamiya, dando poi invecchiamento, lavaggio e usura.
Ho preferito sostituire il filo di comando metallico previsto nel kit con uno intrecciato di cotone nero, in quanto nella realtà erano tre i capi di un unico filo che venivano collegati alla scatola di comando e quindi ne ho dipanato un'estremità.




Il diorama
Da un pannello di polistirene estruso, ho ricavato una base da 40x16x3 cm sulla quale ho posizionato alcuni spezzoni di altezze diverse dello stesso polistirene, precedentemente sagomati e incollati tra loro.
Quindi ho spalmato sull'intera superficie della pasta acrilica AK, mescolando e testurizzando con pennello grezzo due prodotti di tonalità diversa.
Usando un colino a trama fine, ho cosparso a pioggia sulla parte 'collinare', dove ho fatto emergere delle rocce sempre in polistirene poi dipinte, dapprima della terra naturale già setacciata, poi dell'erba sintetica mescolata con frammenti vegetali fissandoli contemporaneamente con lacca spray per capelli.








Ho completato il diorama con l'aggiunta di questi elementi:

  • tronco d'albero spezzato e piccole quantità di sottobosco, del tutto naturali;

  • cratere provocato dallo scoppio di una granata con all'interno una pozza d'acqua realizzata con il prodotto specifico dell'AK;

  • rocce e del pietrisco naturali;

  • spezzoni di cavo metallico con relativo sostegno;

  • bossoli

  • gradini formati con listelli di legno.








Lungo i bordi verticali della base ho applicato un cartoncino color nero e incollato frontalmente una lastrina in ottone da 12x2,6 cm con inciso il nominativo.










Infine, un sentito ringraziamento all'amico Leonardo Petroli che ha realizzato le foto del diorama.










Dino Dall'Asta

[Gallery]

08.05.2026

Bibliografia e immagini utilizzate:






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