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Fort Arcot 1751
Fort Arcot 1751

M2A1 Half-Track - M3 Gun 37 mm

Riccardo Casati




Desideravo realizzare un Half-track US anche se sapevo non sarebbe stato facile trovare in commercio il modello che volevo io.
Poi come per miracolo su ebay ho trovato un modello M2A1 Dragon.
Attualmente non si trovano Half-track in commercio perché la casa produttrice dispone solo di M3 della guerra dei sei giorni e nessun altro modello WW2.
Appena aperta la scatola ed esaminato il semicingolato, ho sentito forte la voglia di assemblarlo sostituendo ai pezzi del kit delle parti fotoincise.
Immediatamente ho iniziato la ricerca su internet di un set che potesse fare al caso mio; quello della Voyager mi ha attirato subito, ricco di particolari.
Mi sembrava una pazzia per la quantità di pezzi e la difficoltà di assemblaggio, ma mi sono fatto forza e l'ho ordinato.
Il kit è molto buono, ben fatto e le istruzioni chiare e complete.
Ho iniziato montando l'assale delle ruote dove vi ho posizionato il motore, il radiatore, i semiassi, il differenziale e la marmitta.








In questa parte ho inserito pochi particolari fotoincisi, tipo la ventola di raffreddamento.




Il terrore è arrivato quando mi sono trovato a tu per tu con la cabina dell'M2: il lavoro più grosso delle modifiche al kit Dragon erano concentrate qui; non mi sono perso d'animo e ho deciso di provarci.
Il primo problema da affrontare erano i rivetti. Modificando e sostituendo delle parti con quelle del set, inevitabilmente si sarebbero danneggiati dei punti dove c'era la rivettatura dei pannelli del mezzo.
Inoltre i rivetti originali, secondo i miei gusti non si notavano abbastanza, e quindi mi sono attrezzato per sostituirli tutti.
Ho acquistato una punzonatrice della RZ Toolz. Con il punzone da 6 decimi e il plasticard da 0,5 ho ricreato tutti i rivetti e dopo avere rimosso con attenzione quelli originali, li ho sostituiti con quelli nuovi aiutandomi con una pinzetta ed utilizzando la colla Tamya con il tappo verde.
Piegare ed assemblare le parti fotoincise si è rivelato un lavoro lungo e di grande pazienza.




La concentrazione necessaria era tale per cui non riuscivo a lavorare per più di un'ora alla volta, ma piano piano, utizzando piegatrice, colla cianoacrilica, pinzette, tronchesino, stuzzicadenti e spilli da cucito, ho proseguito nella costruzione.
Gli spilli da cucito sono ottimi per piegare le cerniere dei portelli e delle portiere.








Ho dovuto studiare una soluzione per lavorare le tante parti molto piccole, in quanto afferrarle con le pinzette è stato veramente difficile perché scappavano via molto facilmente.
Ho risolto lavorando una pallina di patafix UHU fino ad appuntirla per poi applicarla al pezzetto fotoinciso.
Così potevo sollevare il pezzo, mettere un po' di colla e posizionarlo sul modello senza rischiare di farlo cadere.
A seconda delle esigenze di montaggio, incollare direttamente o riempire le fessure per rinforzare i punti, alternavo cianoacrilica in gel Attack o colla 21 liquida.




La tecnica di usare la colla per riempire i punti mi è stata molto utile per il baldacchino sopra la cabina sul quale andava poi posizionata la Browning M2 (.50). è stato veramente impegnativo realizzarlo, far si che tutto combaciasse perfettamente. Era composto da più parti che dovevano coincidere al millimetro e doveva risultare ben dritto.
Sarebbe stato troppo evidente e avrebbe rovinato il lavoro se fosse venuto storto o fuori posizione.
Ho assemblato la parte anteriore e quella cassonata separatamente per poter raggiungere facilmente l'interno della scocca da verniciare.
I sedili, il cruscotto e gli altri interni, sono stati incollati già verniciati.
Come per la parte anteriore, anche nel retro ho sostituito alcune parti con quelle fotoincise.
I portelli dei vani laterali sono autocostruiti con del lamierino di ottone.






Alla fine è andato tutto bene e vista la difficoltà di realizzazione, la soddisfazione è davvero tanta.






Sono stato conquistato da un altro set in ottone per la Browning .50 veramente spettacolare che comprendeva alcuni particolari tra cui la canna e la parte forata di raffreddamento per la base; l'ho acquistato e ho usato i pezzi per modificarla e renderla molto simile a quella vera.








Una volta preparate le due parti ho proceduto alla verniciatura.
Ho optato anche questa volta per la tecnica del bianco e nero per creare l'ombreggiatura.
La tecnica consiste nel passare per prima cosa il grigio medio, proseguendo con un grigio molto scuro ed arrivando infine al nero per la parte inferiore del mezzo e le zone in ombra.
Dopo aver tracciato tutte le zone rivettate sulle fiancate del semicingolato, ho dipinto i punti luce con un grigio chiarissimo e con il bianco gli ho dato ancora più risalto.






A questo punto, ho dipinto la parte inferiore del mezzo usando il colore olive drab A.MIG 928 della Ammo lasciando apposta trasparire il nero.
Per la parte superiore invece, ho proceduto, attraverso le velature, a dipingere le parti su cui avevo precedentemente dato il nero e poi via via sfumando sulle zone di luce dal fondo bianco e lasciandolo trasparire nelle zone molto in luce.
Tutti gli interni sono stati dipinti a parte, sedili, ruote, cingoli, ecc.








Dopo aver applicato le decal, alcune abbastanza complicate per dimensione e posizione, con calma ho creato graffi e scrostature utilizzando il colore nero, una spugnetta e un pennellino piccolo.
Per finire ho fatto un passaggio di trasparente satinato e profilato tutte le parti da mettere in evidenza (maniglie, rivetti ecc.) con un marrone scuro ad olio diluito con ragia.
Per simulare la ruggine che inizia ad intaccare la vernice del mezzo, ho creato delle scrostature ed ho poi applicato un po' di smalto color ruggine Rust A.MIG - 1204 sfumandolo infine con white spirit.










La sporcatura dell'M2 é iniziata dalla parte inferiore: assale, parafanghi e la zona delle sospensioni e leveraggi ruote.
Ho utilizzato un composto di pigmenti e terriccio diluito con white spirit.
La sua densità dev'essere abbastanza densa in modo che non coli, ma non dev'essere nemmeno troppo asciutta altrimenti non rimane attaccata al mezzo.
Questo composto va applicato con un pennello vecchio a setole dure.
Questo lavoro va fatto a step: si inizia dove è più probabile che il fango secco si sia depositato.
Si applica uno strato lasciandolo asciugare e si prosegue in questo modo finché il materiale accumulato non sia della quantità desiderata.
Tra uno strato e l'altro, quando il fango si è asciugato, va texturizzato con il pennello oppure con una spugnetta per ottenere un effetto "crestato".
Volendo si possono aggiungere dei ciuffetti di posidonia per simulare l'erba strappata dal mezzo al suo passaggio.
Per simulare gli schizzi di fango sui parafanghi, ho soffiato con l'aerografo sulle setole lunghe di un pennello intriso di composto più liquido.
Con l'aerografo tarato indicativamente su 1,5 bar, ho spruzzato negli angoli dei parafanghi, sulla parte dietro e su quella davanti, creando degli schizzi di fango, stirandone alcuni con white spirit.
Ho optato per il fango secco perché l'ambientazione che avevo in mente lo richiedeva.










La basetta sarebbe stata una strada sterrata asciutta e di conseguenza abbastanza polverosa.






Sicuramente la parte sopra e l'interno del mezzo doveva risultare impolverata, quindi per ottenere tale effetto ho scelto un pigmento Mig.
Ho iniziato depositando il pigmento tramite un pennello morbido cercando di riempire con una dose maggiore i recessi e gli angoli.
Inumidendo un pennello tondo a punta con white spirit, ho toccato leggermente la superficie bagnando il pigmento che diventa subito molto più scuro e in alcune zone invece invisibile.
Quando sarà completamente asciutto, ritornerà del colore iniziale e le zone impolverate si vedranno perfettamente.
A questo punto, siccome il fissaggio è stato eseguito con white spirit e non con il fixer, si potrà correggere e ripulire molto leggermente, aiutandosi con una spugnetta o un pennellino da makeup, le zone che non devono essere impolverate.
Così facendo si otterranno degli effetti di polvere depositata molto realistici.
Il mezzo era pronto ed anche tutti i particolari: i sedili e le mitragliatrici, i tergicristalli (anch'essi del set voyager e veramente piccoli), alcune casse di munizioni per il cannone, degli elmetti M1 da appendere, alcuni fucili, una cartina nella tasca della portiera, e due foto di pin-up anni 40 sul cruscotto.


















A rimorchio dell'half-track, ho posizionato un cannone M3 anticarro da 37mm della bronco.
Ho seguito lo stesso metodo di realizzazione del mezzo.
Il kit è veramente ben fatto e completo.
Forse un po' difficile da montare perché ci sono dei particolari fotoincisi molto piccoli, ma che vale la pena di utilizzare perché a mio parere la resa finale è veramente ottima.










La scena nella quale ho deciso di ambientare il mio mezzo, come piace a me, è rialzata.
Io prediligo le basi alte e per realizzarla ho creato una strada con il bordo scosceso.
Ho costruito la strada secondo la larghezza del mezzo e del cannone.
Ho tracciato le impronte dei cingoli e delle ruote, passando poi del colore ad aerografo, finendo con del pigmento chiaro Light Dust A.MIG - 3002 per dare un aspetto asciutto e polveroso.
Sullo sfondo ho aggiunto una pianta per completare un po' il paesaggio e, per rifinire il tutto ho sparso dell'erba e inserito delle felci prestando molta attenzione a far sembrare la natura il più possibile simile alla realtà.








Dopo aver piazzato il mezzo con il cannone agganciato, ho aggiunto i due figurini che avevo preparato.
Ho scelto quelli che mi sembravano più adatti a completare la scena, entrambi in posizione di riposo.
Il conducente appena sceso ed appoggiato all'Half-Track con la portiera di guida aperta e l'altro con una sigaretta tra le dita e il suo Thompson in spalla dando proprio l'impressione di godersi un attimo di pausa proprio davanti al mezzo.






Sono molto soddisfatto di questo lavoro. Ho superato i dubbi e le paure di non farcela, visto la quantità di fotoincisioni applicate, e spero vivamente che il mio Half-track sia di vostro gradimento.
Io ci ho messo il cuore come sempre.




























Buon modellismo a tutti.
Alla prossima. 


Riccardo Casati

[Gallery]

04.03.2019



Commento di giampaolo bianchi [11/03/2019]:

CARO RICCARDO HO AVUTO LA FORTUNA DI POTER VEDERE LE FOTO A NOVEMBRE AL ROME MODEL SHOW... MA MAI AVREI PENSATO CHE AVRESTI RAGGIUNTO TALI LIVELLI DI PRECISIONE... QUESTO LAVORO TI FARA' VINCERE TANTI CONCORSI... E TE LO MERITI PERCHE' OLTRE AD ESSERE UN GRANDE MAESTRO DI MODELLISMO SEI UNA GRAN BRAVA PERSONA
UN ABBRACCIO
GIAMPAOLO


Commento di Riccardo Casati [11/03/2019]:

Carissimo Giampaolo mi hai commosso ...grazie dei complimenti ...in questi anni ho avuto tanti riconoscimenti ...ma la soddisfazione più grande è aver conosciuto persone come te ...se sarai a Euroma 2019 il 30/31 di questo mese sarò felicissimo di stringerti ancora la mano ..da modellista a modellista ..un grande abbraccio Riccardo ..


Commento di PIETRO [11/03/2019]:

Complimenti..
Mastro Modellista.


Commento di giovenco giuseppe [11/03/2019]:

di indubbia bellezza!!! bravo Riccardo


Commento di Alby Starkiller [11/03/2019]:

... Sono davvero pochi i modellisti che riescono a raggiungere un tale livello...
Tu a mio parere sei tra quei pochi.
Davvero tanti tanti complimenti Riccardo!
Un salutone da Alby.


Commento di ivan [11/03/2019]:

Gentile Riccardo,
non posso che ammirare i tuoi capolavori.
Sei un grande artista, e aggiungere altro sarebbe riduttivo.
Per la prima volta, mi sono avvicinato alla scala 1/35, e per la prima volta devo realizzare un diorama curando i particolari, arrivando dal 1/72.

Avrei bisogno di chiederti alcuni consigli a voce.

E' possibile sentirci per fare due chiacchiere?

Se sì, dimmi se posso contattarti.

Grazie

Ivan


Commento di ezio bottasini [12/03/2019]:

Ciao Riccardo, ormai ci hai abituato a lavori di altissimo modellismo, ho visto questo lavoro domenica scorsa a Giussano e sinceramente il bronzo che ti hanno assegnato mi è sembrato, visto il WIP del lavoro, piuttosto riduttivo.
Bellissimo e curato nei minimi particolari.
Complimentoni, al prossimo
Ezio


Commento di Enrico Calanchini [12/03/2019]:

Concordo con quanto espresso da chi mi ha preceduto e aggiungo i miei complimenti, è un'opera di rilievo assoluto e di molto impegno.
Chapeau! Bravissimo!
Ciao Enrico


Commento di Massimo M. De Luca [12/03/2019]:

Ciao Riccardo
Impressionante realismo... quando il modellismo è arte!
salutoni e complimenti
Massimo "Pitchup"


Commento di Alessandro [12/03/2019]:

Spettacolo Riccardo...


Commento di Riccardo casati [13/03/2019]:

Ciao Ragazzi vi ringrazio tantissimo per i vostri commenti... sono per me un grande stimolo per continuare a modellare e per cercare di migliorarmi ..chi fosse a Euroma 2019 a fine mese si faccia riconoscere che facciamo 4 chiacchiere... per Ivan scrivimi via mail riccardocasati.rc2@gmail.com ...un abbraccio a tutti


Commento di Francesco Sasso [13/03/2019]:

Ciao Ricky, che dire, un lavoro eccezzionale sotto ogni aspetto.
Ogni altro mio commento sarebbe superfluo..
Ci vediamo a breve nelle prossime mostre..un abbraccio!


Commento di Luca Navoni [17/03/2019]:

Arrivo per ultimo ma..........
.......tanto di cappello......!!!!! ....e penso di aver detto tutto.....!!!

un abbraccione e a vederci presto.....!!!!

LUCA


Commento di Gianni [18/03/2019]:

Un lavoro di un realismo assoluto, particolari dettagliati e realizzati da rimanere a bocca aperta, i figurini mi piacciono moltissimo e che invidia sapendo che sono di dimensioni così ridotte ma non sembra per te essere un problema.
Bravissimo
Gianni




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