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King Tiger - Riccardo Casati




Ho scelto il modello della Takom in quanto mi affascinava il fatto che la ditta produttrice lo fornisse con tutti gli interni.
Dal momento che lo volevo realizzare sul campo di battaglia, dovevo trovare il modo di far vedere anche la parte interna senza farlo in sezione e nemmeno in cantiere o con i portelli motore aperti.
Così mi è venuta l'idea di creare un meccanismo da collocare nella basetta e che avrebbe dovuto aprire la torretta prima e successivamente tutta la parte superiore della scocca del King.
Ho iniziato dall'assemblaggio e dalla preparazione del carro come faccio di solito.










Per cominciare ho assemblato le ruote, dopo averle incollate ho limato e carteggiato per bene tutte le giunzioni per farle diventare un pezzo unico.
Tutti i componenti sono ben realizzati e con poche bave di stampaggio.
Di seguito ho infilato le barre di torsione nei loro alloggiamenti ricavati nella parte bassa della scocca inferiore, ma qui sono cominciati i primi problemi: i bracci vincolati alle barre da una parte e che ospitano l'attacco ruota dall'altra, una volta incollati non risultavano perfettamente in squadra con la fiancata del carro, perciò le ruote non risultavano parallele al carro.
Ho risolto il problema scaldando con il phon i bracci e forzandoli fino a portarli nella posizione corretta.






Proseguendo ho montato gli interni, sedili, pedaliere, leve cambio, e tutti i vari componenti che, secondo un esame preventivo delle istruzioni di montaggio, avrei potuto verniciare già assemblati o finiti a pennello senza particolari problemi anche in un secondo tempo.










Tutti i componenti più complessi ho preferito assemblarli e verniciarli separatamente per poi posizionarli all'interno del tank.












Una parte a cui ho prestato particolare attenzione è stato il motore, pur sapendo che nn si sarebbe poi visto molto una volta messo nel suo alloggiamento nella parte posteriore del carro.
Essendo la prima volta che mi ci cimentavo, mi divertiva e ci tenevo farlo al meglio.
L'assemblaggio è risultato abbastanza semplice, l'unica cosa a cui ho dovuto prestare attenzione era il posizionamento dei collettori di scarico e dei tubi di raffreddamento.
Per il resto tutto molto bene.






Una volta finito con i vari componenti, sono passato alla realizzazione dei cingoli.












L'assemblaggio dei cingoli è stato abbastanza complesso.
Ho utilizzato quelli forniti dal Kit Takom.
Sono partito con l'incollaggio di una maglia alla volta.
Ho deciso di realizzare il cingolo in due metà che poi avrei unito una volta verniciato, per posizionarlo definitivamente sul carro.
Dopo aver posizionato le ruote sul carro come sarebbero state collocate a carro ultimato, ho proceduto incollando le maglie, componendo il cingolo direttamente sopra, cercando di creare le anse tra una ruota e l'altra per dare l'effetto del peso.
Ho anche tracciato su di un foglio la sagoma del primo cingolo così è stato più facile e veloce assemblare il secondo, dando solo dei ritocchi di posizione prima che la colla si seccasse.










A questo punto sono passato alla colorazione dei cingoli e delle ruote.
Per i cingoli ho dato una mano di primer nero, poi gun metal e delle passate leggere color terra scura.
Successivamente ho applicato vari pigmenti di diverse tonalità terra dal più chiaro al più scuro fissandoli con whitespirit.
Non utilizzo quasi mai il fixer perchè preferisco non fissare definitivamente i pigmenti, così ho la possibilità di fare dei ritocchi.
Per le ruote, la colorazione scelta é tinta unita dunkelgelb.
Con la livrea camo che ho scelto per il king sarebbero state tutte uguali ma nelle livree dei carri tedeschi non sempre lo erano.
Dopo aver dato il colore di base e alcuni punti di luce con il colore di base schiarito con un po' di bianco, sono passato alla sporcatura con pigmenti di varie tonalità, facendoli cadere picchiettando un pennello precedentemente immerso nel barattolo di pigmento e poi fissato con whitespirit.














Passando alla colorazione della parte inferiore dello scafo del carro e degli interni in essa alloggiati, ho usato i colori bianco crema e il marrone rosso di Ammo by Mig contenuti nel Kit.
Ho eseguito questa operazione ad aerografo cercando di rispettare le zone di diverso colore, definendo meglio con l'aiuto di un pennellino le zone marroni e quelle bianche.
Successivamente sono passato alla profilatura utilizzando un colore terra bruciata a olio per dare risalto e tridimensionalità ad ogni particolare.
Per dare un aspetto vissuto e sporco alle pedane e le zone di passaggio ho usato dei lavaggi di pigmento.
L'ambientazione è nelle Ardenne nel dicembre 44, quindi i carristi avrebbero avuto gli stivali sporchi e di conseguenza avrebbero sporcato le zone di passaggio nel tank.
Una volta finito questo passaggio, ho proseguito dando il colore di base alla base posteriore che ho poi finito con la colorazione Camo.
Infine ho verniciato gli scarichi e poi li ho trattati con dei pigmenti.












Ho continuato poi a dipingere, profilare, rifinire e assemblare al carro tutti i vari particolari.












A questo punto mi sono dedicato alla colorazione del motore, facendo ben attenzione ai particolari bianchi, alle parti che volevo fossero nere, a quelle che sarebbero state color metallo e ai vari tubi di raffreddamento che dovevano sembrare di gomma.
Una volta finito, ho creato dei punti di scrostatura (graffi) con un pennellino fine, invecchiato il tutto con dei lavaggi per dare un effetto sporco e unto, e dei tocchi di ruggine nelle zone che risultavano di ferro non verniciate (collettori).








Ho posizionato e incollato i componenti realizzati e verniciati singolarmente nel mio carro cominciando a dargli vita: qualcosa si cominciava a vedere.








Ho preparato e verniciato tutti i proiettili che dovevano esser posizionati lungo le fiancate del mio King.
Dopo aver passato un primer nero, ho dato una mano con un grigio scuro.
Rifinendo tutti i particolari a pennello ho cercato di essere il più preciso possibile visto che i proiettili sarebbero stati in vista quando il carro si sarebbe aperto.














Ho infine aggiunto e posizionato con la massima cura, facendo molta attenzione all'incollaggio, i restanti particolari dell'interno della parte inferiore, aggiunto i proiettili verniciati e i pannelli che li dividono gli uni dagli altri.








Prima di mettere le ruote procedo texturizzando la parte sotto del carro e la zona laterale fino ai parafanghi.
In questo caso ho utilizzato un impasto composto da terra da vasi setacciata, pigmenti e un po' di gesso amalgamati con acquaragia.
Solitamente uso vari tipi di pigmento regolandomi con la quantità di gesso o di terra per renderlo più chiaro o più scuro.
Inizialmente stendo il fango più chiaro e secco poi a zone più ridotte aggiungo quello più umido e scuro tamponando con una spugnetta o con un pennello per rendere il tutto più credibile.
Facendo attenzione ad orientare le ruote in modo che la parte lumeggiata sia verso l'alto, le incollo ai bracci delle barre di torsione.
Solo quando la colla si è ben seccata procedo alla giunzione dei cingoli che avevo preparato in due metà per facilitare il posizionamento sul mezzo.








Quindi sono passato all'assemblaggio della parte interna della torretta, facendo molta attenzione in quanto ricca di particolari delicati.
La parte bassa della torretta di forma tondeggiante, dove sono posizionati i seggiolini del cannoniere e del servente, si va a collocare proprio nel centro del carro.
Per essere sicuro di non aver impedimenti all'apertura e alla chiusura di questa parte, dopo il montaggio ho dovuto assottigliarla e arrotondarla bene.
Secondo il mio progetto si sarebbe dovuta sollevare insieme alla scocca superiore del panzer e quindi doveva essere perfettamente libera, permettendole di sollevarsi e ridiscendere nella sua posizione senza incepparsi.
In seguito ho preparato sia la parte del cannone che sta interno alla torretta, sia la parte dove va alloggiato e dove vanno posizionati gli altri proiettili.


















Facendo bene attenzione alle zone bianche e a quelle del classico colore tedesco rotbraun, ho verniciato la torretta, cercando la massima precisione di colorazione.
Studiando il modello, ho fatto delle scrostature e dei graffi nei punti in cui secondo me l'usura sarebbe stata più evidente.
Ho eseguito le solite profilature con un marrone scuro per mettere in risalto i dettagli.
Sulle parti bianche in ombra ho usato un filtro leggero blu che, una volta asciutto, ho rifinito con un pennellino pulito e acquaragia.






Per quanto riguarda il cannone, ho sostituito la parte centrale con una canna in alluminio che ho realizzato personalmente con l'ausilio di un tornio e montato con la parte iniziale e finale dello spegnifiamma del kit.






Mentre per la scocca esterna del torretta, ho provveduto a ricostruire le saldature (che nel kit erano quasi invisibili) con del plasticard e poi picchiettato con il cutter ma solo dopo averlo ammorbidito con colla tappo verde Tamiya.






Per la verniciatura della torretta ho proceduto con una mano di primer nero e successivamente la base Dunkelgelb, che ho lumeggiato e ombreggiato.
Affrontare la parte della verniciatura a macchie camo marroni e verdi, in verità mi preoccupava abbastanza, in quanto non è molto facile farle bene e con uno schema soddisfacente.
Le avrei volute dipingere con un contorno ben definito quindi ho optato per utilizzare il pennello, precisamente un pennello tondo da 2 con la punta molto buona e appuntita.
In precedenza con una matita ed un tratto leggero appena visibile, ho disegnato le macchie per farmi da guida.
In questo modo ho potuto seguire il contorno con mano più decisa, quindi dopo aver fatto i bordi ho dipinto dando più mani, l'interno delle macchie stando attento che non si vedessero le pennellate.
Devo ammettere che a operazione ultimata sono molto soddisfatto del risultato che ho ottenuto.














Nel preparare la scocca esterna per la verniciatura, mi sono accorto che nel kit i parafanghi vengono forniti in un solo pezzo ed io invece li avrei voluti indipendenti in modo che rispecchiassero la realtà.
Molto spesso infatti, su questi carri difficilmente rimanevano intatti, a volte venivano tolti oppure persi in battaglia.
Per questo motivo ho deciso di ricostruirli.
Ho preso le misure, calcolato gli sviluppi da quelli del kit e li ho ricreati ritagliandoli da un lamierino di ottone, sagomandoli, piegandoli e ammaccandoli per renderli realistici.
Con la punzonatrice per esagoni ho ricavato dei bulloni molto piccoli da un foglio di plasticard e posizionati sui parafanghi nei punti in cui erano situate le viti di ancoraggio.
A lavoro ultimato mi restava solo da verniciare, ma usando la tecnica descritta in precedenza, ho ottenuto un ottimo risultato.




Dopo aver verniciato tutto, ho proceduto con la profilatura per mettere in evidenza graffi e scrostature.
Come ho fatto per il carro, sempre partendo dal più chiaro al più umido e scuro, ho creato gli spruzzi di fango.
Vista l'ambientazione invernale tipica delle Ardenne, ho ritenuto opportuno depositare della neve sui cingoli e in alcuni punti del carro ma senza esagerare.
Volevo coprire il meno possibile la livrea in modo che si vedesse bene.












Figurini
Il mio spirito di dioramista mi ha suggerito di posizionare insieme al King due figurini e, siccome la livrea del carro è riconducibile ad una divisione Wehrmacht dislocata nelle Ardenne nell'inverno del 1944, avrebbero dovuto essere vestiti con le divise dell'esercito e non delle SS.
Infatti uno ha i pantaloni e la giacca reversibili invernali, bianchi da una parte e camo Wehrmacht  dall'altra, mentre l'altro ha la giacca tipica nera da carrista ed i pantaloni a chiazze.




Parto sempre dalla testa dipingendo gli occhi, poi procedo con il colore base del viso ben diluito e dato a più mani perchè il risultato sia più omogeneo.
In seguito mi dedico alle ombre scurendo il colore base con un marrone scuro, poi aggiungo le luci schiarendo con un rosa quasi bianco.
È un procedimento da effettuare con calma aggiungendo pochissimo colore a quello di base, si procede a step prima su una superficie più ampia poi ritirandosi sempre di più fino ad arrivare a schiarire piccole zone, e a volte si arriva a fare solo dei punti.
Il viso va dipinto bene e con pazienza estrema.
Basta poco per vanificare tutto il lavoro fatto in precedenza.




Per le divise il procedimento è lo stesso del viso: colore di base ben diluito steso a più mani per evitare di coprire dettagli con un colore troppo denso, poi ombre e luci e infine le chiazze marroni e verdi che caratterizzano le divise mimetiche.
In seguito ho dipinto stivali e cappelli.




Basetta
Per costruire la basetta ho incollato tra di loro dei pezzi di compensato da 5 mm in modo da formare una scatola rettangolare aperta sul davanti e con la parte interna vuota.
Qui ho alloggiato il congegno di sollevamento meccanico (mio progetto e realizzazione rigorosamente Top Secret) che avrebbe spinto in alto la torretta e lo scafo per rendere visibili gli interni.
Ho utilizzato un bordino angolare nella parte bassa per abbellirla e un pannello scorrevole per chiudere l'apertura.
Rivestito il tutto con tela da quadri incollata con vinavil e invecchiata con lavaggi di the, e con la tecnica della serigrafia con il gel medium, sulla parte frontale, ho incollato una cartina delle Ardenne, una foto della foresta e l'Aquila della Wehrmacht.




Una volta asciutta e pronta la base, ho proseguito creando il terreno, usando del Das come base che ho improntato con i cingoli del King, poi cosparso di vinavil, sassi grossi e piccoli, e terriccio per vasi.












Quando il tutto si è asciugato, ho eliminato il terriccio in eccesso ribaltando la basetta e aiutandomi con un pennellino, dipinto con aerografo e colori terra scura le zone più scure, e marrone sabbia le zone che volevo più chiare.




Ho inserito dei cespugli ricavati dalle setole di pennello, che ho poi aerografato con colori marrone scuro e ruggine per dare un aspetto di arbusti seccati dal gelo.
Aiutandomi con il phon li ho asciugati dandogli una posizione inclinata per simulare il vento, visto che anche il figurino aveva il cappello con il paraorecchi svolazzante.














Dopo aver cosparso il terreno di foglie secche, mi sono dovuto cimentare con la neve.
Avevo già avuto un'esperienza precedente, ma stavolta ho optato per la neve della woodland scenic che non avevo mai utilizzato e come ogni volta che ho a che fare con un prodotto nuovo, i dubbi sul risultato mi assalgono.
Quindi sono partito stendendo uno strato di neve sulla basetta con l'aiuto di un colino e l'ho fissato con della lacca per capelli spruzzando in maniera obliqua cercando di ricreare il vento che soffiava la neve verso i cespugli.
Ho impresso delle impronte di passi nella zona dove ho posizionato i figurini ed infine, dopo aver posizionato il carro, aiutandomi con un pennello, ho liberato un po' la parte dietro dove vi erano le impronte del tank, spostando sui fianchi dei solchi dei cingoli i grumi di neve che si erano creati.
Questo passaggio va fatto con cautela per non sgretolarli in modo che si abbia l'impressione di neve smossa e schiacciata dal peso del possente mezzo tedesco.
Il risultato finale rispecchia molto l'idea del lavoro che avevo in mente.




Posso ritenermi molto soddisfatto ed auguro a tutti buon modellismo!




Riccardo Casati

[Gallery]

14.05.2018





Commento di Dino Dall'Asta [14/05/2018]:
Che dire, se non un lavoro unico ed eccezionale che grazie alla tua inventiva e capacità realizzativa hai saputo creare così magistralmente...
L'ho potuto ammirare dal vivo diverse volte e apprezzare quindi maggiormente!!
Dino

Commento di ezio bottasini [15/05/2018]:
Ciao Riccardo, spettacolare visto dal vero, ancor più spettacolare il WIP che ci hai fatto il piacere di condividere, veramente eccellente.
Al prossimo Ezio

Commento di Valter vaudagna [15/05/2018]:
Per quanto poco ne capisca io di carri, vedo un lavoro da maestro... di quelli che ti fa piacere vedere. bravo di modellisti come te ha bisogno il movimento, con lavori che possono attrarre il giovane appassionato.. veramente un lavoro accurato 👌👌👌👍👏👏👏👏👏

Commento di bruno [15/05/2018]:
Che dire...
Modello molto ben fatto, belle foto e spiegazione esauriente!
E' il modello che piace a me:Militare, civile, fantasy..Io vedo un modello ed un figurino in generale il più realistico possibile, senza esagerazione nelle lumeggiature o nelle ombre..
Una sola curiosità: i pezzi sono collegati da un filo di acciaio quando si sollevano (non chiedo che riveli il trucco!!)? comunque sia è geniale.

Commento di Riccardo Casati [15/05/2018]:
Grazie a tutti ragazzi sono lusingato dei vostri complimenti ...per Bruno ..il meccanismo di alzo da me autocostruito è Meccanico ed è situato nella basetta.... ecco il motivo perché e abbastanza alta .. quelle due astine sono da 1.5 mm e sono collegate alla biella motorizzata e ai due stantufi che le sollevano ....in oltre ho messo una scheda timer che gentisce l'apertura e la chiusura del carro ...in pratoca quando l attivo ...si apre e si chiude ogni 6 minuti da solo ...ciao e ancora grazie ....
Riccardo un abbtaccio a tutti

Commento di Marco Vergani [15/05/2018]:
Visto dal vero alla mostra concorso di Giussano domenica 11 marzo ...... non pensavo si potesse arrivare a tanto, le parole sono superflue !!
Fantastico!!
Marco V.

Commento di PIETRO [15/05/2018]:
Ciao Riccardo.
BRAVISSIMO, presentazione geniale!
Pietro

Commento di giampaolo bianchi [15/05/2018]:
dopo questa realizzazione definirti MAESTRO e' veramente riduttivo.
una grande lezione di tecnica ..sicuramente irragiungibile per i piuun grande applauso a scena aperta
giampaolo

Commento di Lauro Bonfà [15/05/2018]:
Caro Riccardo,è sempre un Piacere Ammirare i tuoi Capolavori.In questo caso definirlo modello o diorama è semplicemente riduttivo,qui siamo ben oltre,perciò da parte mia CHAPEAU!!!!!!!!!!!!! Complimenti e un Abbraccio.

Commento di giovenco giuseppe [15/05/2018]:
Riccardo Casati Production!!!!! .... ho capito, la prossima ci farai pagare il biglietto. Ti sei cimentato anche negli effetti speciali - hai allargato i confini del modellismo - bravo Riccardo, SONO FIERO DI TE!!! Giuseppe

Commento di Alby Starkiller [16/05/2018]:
...qui basta soltanto una parola:
MERAVIGLIOSO!!!

Un Salutone a te e a tutti i modellisti di kitshow.
Alby.

Commento di Enrico Calanchini [16/05/2018]:
Direi Modellismo di eccellenza, da Modellista di lignaggio e navigato, allo stato dell'arte insomma.
Soluzione espositiva da inventore, starebbe bene in un museo per essere ammirato, non in una bacheca personale. Anche il wip è da rotocalco blasonato del settore.
Bravissimo, complimenti.

Ciao Enrico

Commento di Francesco Sasso [18/05/2018]:
Visto e rivisto più volte dal vivo.. ed è sempre un piacere ammirare questo lavorone realizzato con grande manualità ma soprattutto tanto ingegno!
Complimenti grande Ricky!!



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