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Fort Arcot 1751
Fort Arcot 1751

North American P.51 D - Giuseppe Penna




Ricerca e storia
Il mustang appartiene al 15° Fighter Group, 45° Fighter Squadron, 7th Air Force, volato dal colonnello W. Toliver a Iwo Jima (Japan) nell'estate del 1945.
Tipo un pò originale, questo colonnello dell’Air Force, che ha combattuto nel Pacifico sul finire del 1945.
Esiste, in un mio vecchio libro della Osprey, solo una foto, per giunta non chiara, del suo P.51 con il tipo d’araldica che poi, ho voluto riprodurre.
Da lì, ho attinto sia la colorazione, sia quelle poche notizie sull’originale livrea del suo velivolo.
Evidentemente, il Col. Toliver aveva qualche parente taxista in New York city per colorare, dipingere, e dare l’appellativo di YELLOW CAB sul suo aereo.
Poi, in fusoliera si evidenziano le seguenti lettere: N (new) Y (York) C (City), infine, sulla deriva Q come Queens il quartiere newyorchese dove si presuppone sia nato o vissuto il pilota, o qualche suo stretto parente.




Ma come possiamo verificare che l’araldica di questo aereo sia esatta o frutto della fantasia di qualcuno? - Chissà, se poi troviamo uno più bravo di me nelle ricerche, ben venga. – Infatti, a 60 anni dalla fine della IIWW al sottoscritto risulta difficile avere notizie o altre foto di questo originalissimo velivolo.
Ma poi, infine, perché non crederci?




Costruzione
Credo che qualsiasi modellista, dai 12 ai novantanni, sappia che cosa è un Mustang, montarlo, non è poi così difficile; se poi, lo si vuole dipingere in Alluminio ALCLAD si deve avere più cura nel preparare il fondo per questo tipo di vernice metallica, basta un graffio e salta subito all’occhio.
Di certo, l’Hasegawa 1/32 è un po’ datato come stampate.
Vecchio discorso di queste case alle quali basta cambiare le decals di una scatola per prendere in giro noi modellisti.
Se le stampate del Mustang appartenessero alla Tamiya (e, mi riferisco al kit in scala 1/48) questo discorso nemmeno si porrebbe.
Ma oggigiorno la realtà modellistica è questa.
Purtroppo, kit con stampate simili a quelli della Accurate Miniature o Tamiya, ne esce uno ogni due o tre anni... forse.




Verniciatura
Da quando sono state messe in commercio, le vernici metallizzate ALCLAD sono senz’altro da preferire, non solo per la qualità, ma anche per la loro resa sulla plastica, a patto (e scommetto che tutti ne sono già a conoscenza), che venga applicato (per l’alluminio) il fondo nero lucido sempre della stessa marca.
La peculiarità di queste vernici, consiste che una volta stese ad aerografo, (assolutamente) e con tanto di maschera da carrozzieri, per l’alta tossicità del prodotto, dopo pochissimo tempo si possono maneggiare senza che si notino, a lavoro finito, le classiche “impronte” delle dita, che altrimenti risulterebbero evidenti con gli altri metalizzati di tipo classico, una volta applicati.
Poi, per carità, ognuno faccia di testa sua.




Fotografia
Quando costruiamo un modello, sia d’aereo, carro, figurino o nave che sia, tutti noi sappiamo che, il modellista, lo vuole far apparire il più possibile aderente alla realtà in tutto e per tutto, dalle sfumature, alla lumeggiatura, nell’araldica, e così via; altre volte viene pure “sporcato” per farlo sembrare più vissuto.
Sovente, vedo modelli o figurini fotografati col solito sfondo colorato, oppure collocati davanti a orribili poster tipo campagna Bavarese a mo’ di sfondo, o con apocalittiche visioni di scoppi e fumo, sul tipo bombardamento su Pearl Harbour.




Per queste ragioni, ho sempre cercato di fotografare i miei modelli nel loro ambiente naturale, davanti a un bel tramonto oppure con lo sfondo del mare (se il soggetto è un caccia imbarcato), una foresta, oppure semplice sabbia se si tratta di un carro.
Secondo me, le varie mimetiche, le colorazioni, l’insieme delle varie sfumature procurate in fase di rifinitura, con la luce naturale, assumeranno toni assai più corrispondenti al vero.
Va da se’, che non è mia intenzione insegnare l’arte della fotografia a chicchessia, esprimo solo il mio punto di vista, anche se,presumo, per alcuni di voi, sicuramente apparirà discutibile.
Comunque insisto, perché non provare almeno una volta?
Non dimentichiamo che oggi, con le moderne macchine fotografiche digitali si fanno miracoli.


Nota: questo articolo è stato stato originariamente pubblicato nel sito superEva




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