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Fort Arcot 1751
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Fieseler Fi 156 C-3 Trop (II) - Marco Vergani

Ho già costruito questo modello nel lontano gennaio 2008, e l'articolo è stato pubblicato su questo sito modellistico nel marzo dello stesso anno.
Ho deciso però di ricostruirlo in quanto, con il senno di poi, ho notato che il lavoro non era stato fatto nel migliore dei modi, chiaramente con migliorie al kit e modifiche dal punto di vista dell'ambientazione.
Naturalmente, per quanto riguarda le specifiche tecniche del velivolo, nonché le impressioni sul kit, vi rimando all'articolo precedente.




Il kit
Il kit Tamiya dello Storch era stato appositamente ideato per commemorare il 100° kit della ditta giapponese in scala 1/48.
Questo modello è stato costruito da scatola, però con l'aggiunta dell'acquisto di alcuni articoli, e precisamente:

  1. foglio mask della Montex MON-SM48288;
  2. fotoincisioni della Eduard n. 49404;
  3. apparato radio in resina della Quick Boost art. 48199.
Ho di nuovo optato per la costruzione del Fi. 156C-3 usato da Rommel in Nord Africa nel 1942, utilizzando ancora così i figurini inseriti nel kit stesso.
Come al solito si parte dall'abitacolo, dipinto in RLM 02, usando il colore acrilico della LifeColor UA071.

Volevo fare una parentesi e, spiegare brevemente, l'evoluzione della tonalità RLM 02.
Lo RLM 02 era un "primer", cioè una vernice di base con funzione anticorrosiva.
Nel 1936, alla sua introduzione, a causa di errate interpretazioni, venne identificato con lo RLM 63, tonalità ad esso molto simile ma un po' più chiaro, causando non poca confusione.
La direttiva che introdusse lo 02 stabilì che venisse utilizzato per la colorazione degli interni delle fusoliere, per le gambe dei carrelli e per i pozzetti degli stessi.
Per la sola colorazione del pannello strumenti veniva invece utilizzato lo RLM 66.
L'RLM 66, a differenza dello 02, era un colore vero e proprio dato sullo 02, e se inizialmente veniva usato solo per il cruscotto, nel corso del conflitto venne utilizzato per colorare l'intera area dell'abitacolo.
Nell'elenco sotto riportato sono indicati gli aerei i cui interni erano interamente verniciati con il primer RLM 02, mentre il pannello strumenti era in RLM 66:
Ar 196; BV 138; Do 17; Do 24; Do 217E; Fi 156; FW 189; FW190 A/F/G; FW 200; He 111; He 177; Hs 123; Hs 126; Hs 129; Ju 52; Ju 87B; Ju 88 A/D/C; Bf 108; Me109 B/C/D/E/T/F; Me 110 C/D/E.
In quest'altro elenco, invece, sono riportati gli aerei i cui interni erano interamente verniciati con il 66:
Ar 234; Do 217 J/K/M/N; FW 190 A/F/G; FW 190D; Ta 152; He 162; He 177; He 219; Ju 87 D/G; Ju 88 G/H/P/R/S/T; Ju 188; Me 109F/G/K; Me 110 F/G; Me 163; Me 210/410; Me 262.




Per dare poi profondità e risalto allo stesso ho eseguito poi un lavaggio con del marrone opaco molto diluito, al fine di dare a tutto l'interno dell'abitacolo stesso un aspetto vissuto e alluminio per evidenziare le parti più sporgenti con la tecnica del Dry Brush (pennello asciutto).
Per il cockpit sono state invece usate le fotoincisioni Eduard, e poi “ripassati” con del nero opaco molto fluido Considerata l'altissima qualità del kit, l'uso dello stucco è stato veramente modesto.
Dove comunque lo si è usato, insieme alla carta vetrata finissima, le linee delle pannellature perse sono state re-incise.




La mimetica del modello
L'intervento tedesco nel Mediterraneo ed in Nord Africa colse impreparata la Luftwaffe, completamente priva di uno schema mimetico per questo nuovo fronte.
Inizialmente gli aerei vennero inviati con la mimetica del teatro europeo ed alcuni di essi (soprattutto gli Junkers Ju.87) non ricevettero mai una vera mimetica desertica.
Nell'attesa che il ministero dell'aria tedesco, il ReichsLuftfahrtMinisterium, imponesse nuove disposizioni sulla mimetica da adottare, il personale della Luftwaffe verniciò gli aerei, impegnati su tale fronte, con i colori mimetici usati dagli alleati italiani.
Questo portò, chiaramente, ad una eterogeneità di schemi mimetici, accomunate solo dalla fascia in fusoliera e dai terminali alari (inferiori e/o superiori) in RLM Weiss 21, aventi lo scopo di consentire una facile individuazione degli aerei dell'asse nei cieli del Mediterraneo.
I colori per il teatro africano emanati dall'RLM ed adottati dalla Luftwaffe furono:

  • RLM Hellblau 78 per le superfici inferiori;
  • RLM Sand Gelb 79 e RLM OlivGrun 80 per le superfici superiori.
Il camouflage venne applicato in fabbrica sugli aerei di nuova produzione, in particolare Me 109 F e G ed alcuni ME 110, e sul campo per convertire gli schemi mimetici degli aerei già operativi.
Il SandGelb RLM 79 copriva tutta la superficie superiore del velivolo e la separazione tra il colore superiore e quello inferiore era di solito posta a livello del bordo dell'abitacolo, anche se questa non era la regola soprattutto se il colore era applicato sul campo.
L'OlivGrun RLM 80 non era applicato su tutti i velivoli, alcuni ne erano sprovvisti.
Inoltre l'applicazione di tale tonalità non seguiva una logica uguale per tutti, infatti, su alcuni aerei era presente con delle macchie rade o fitte, su altri invece con piccole virgole o con Wave Mirror.
Bisogna inoltre tenere in conto che il 79 e l'80 potevano avere due sfumature, una tendente al giallo e l'altra tendente al marrone, il che permette di ipotizzare che qualche velivolo tedesco sia stato colorato con colori italiani quali il Nocciola Chiaro 4 o il Verde Oliva Scuro 2.




Il camouflage del Fi. 156 Trop preso in esame si discostava un pochino dalla livrea sopra descritta: superfici superiori delle ali ed intera fusoliera in RLM 79; superfici inferiori in RLM 78.
Per la colorazione di questo velivolo ho usato l'acrilico, dato a pennello, Lifecolor UA 081 ( FS 30257 ) come RLM 79, mentre lo spray Tamiya AS 26 come RLM 78.
In verità l'AS 26 è un light ghost grey che però imita molto bene il 78 che era un azzurro grigiastro, diverso dal 65, più azzurro per eccellenza.
Comunque c'è da tenere presente che a causa del prolungarsi della guerra, il reperimento delle materie prime per la fabbricazione dei colori si complicava sempre più, soprattutto per la Germania nazista che subiva i continui e devastanti raid dei bombardieri alleati.
Si iniziava pertanto ad usare pigmenti di bassa qualità, causando il deterioramento precoce del colore.
È impossibile, a mio parere, ottenere una colorazione precisa e pertanto sarà compito del modellista invecchiare e scolorire la mimetica, tenendo conto sempre della scala del modello, del grado di bravura di ognuno di noi ma, soprattutto, del buon senso...
Per cui, dopo il posizionamento delle decals ho voluto dare al modello un aspetto vissuto, dovuto all'usura, alle manutenzioni varie ma, soprattutto, alla polvere ed all'implacabile sole del deserto, cercando altresì di mettere in evidenza le linee delle pannellature, per poi sigillare il tutto con spray opaco trasparente.




Figurini e mezzo
Per quanto riguarda i figurini ho utilizzato quelli inseriti nel kit che riguardano il feldmaresciallo Rommel, la famosa “volpe del deserto” con due suoi ufficiali.
Per quanto riguarda invece il mezzo ho voluto inserire un articolo della Tamiya, lo Sd.Kfz.250/3 Greif ( art. 32550 ), molto molto bello.


Sd.Kfz.250/3 Greif

Questo semi-cingolato era usato soprattutto dai comandanti di alto livello, e lo Sd.Kfz.250/3 Greif in particolare è noto per essere stato il mezzo personale del feldmaresciallo Erwin Rommel nella campagna in Nord Africa.
È stato dipinto con il TS 3 Dark Yellow della Tamiya, subendo poi dei lavaggi in varie tonalità di marrone e nero opachi, in modo da accentuare l'usura della vettura stessa.
I figurini sono stati dipinti nei classici colori della mimetica tropicale, cioè in khaki, con diverse sfumature in marrone più o meno chiaro, per accentuare le pieghe dei vestiti, con smalti della Humbrol.
Solo la giacca del figurino di Rommel è stata dipinta in un yellow chiarissimo, praticamente quasi bianco.




Ambientazione
Per la base ho sempre utilizzato la solita cornice cm. 25x30, senza la lastra di vetro.
Ho ricoperto la base con uno strato di colla vinilica, cospargendola poi con un miscuglio di sabbia.
Una volta ben asciutta ho spalmato il prodotto Tamiya TAM87110 per diorami.
Si tratta di un pigmento che imita l'effetto sabbia del deserto, cercando di creare piccolissime dune ed avvallamenti.
Ho incollato poi dei piccoli ciuffetti di muschio a simulare la tipica bassa vegetazione del deserto.
Ho dato una spruzzata leggera di TS 46 Light sand per simulare la polvere depositata, indirizzandola soprattutto sulla vegetazione.
A parte ho spruzzato leggermente di TS46 anche il velivolo ed il mezzo per simulare sempre la moltissima polvere depositata.




Marking
Il modello rappresentato nel diorama è un Fi. 156C-3 Trop., codice di identificazione DL+AW, velivolo personale di Erwin Rommel, impiegato come aereo da collegamento e osservazione sul campo da battaglia, in Nord Africa nel 1942.

Il profilo del Sd.Kfz.250/3 Greif è stato recuperato da un sito web, mentre quello del Fi 156 è stato “scannerizzato” direttamente dalla scatola del kit.

Buon modellismo a tutti !!

Marco Vergani
[Gallery]
04.09.2011

Il mio prossimo lavoro riguarderà l'Arado 196 della Revell in scala 1/32.
Avevo definitivamente abbandonato questa scala ma, vedendo sul web le immagini di questo kit ho avuto una “folgorazione” e ho deciso di acquistarlo e costruirlo... vedremo!!

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