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Società Anonima Meccanica Lombarda SAML S.2

Enrico Calanchini




Ciao a tutti gli amici di Kitshow, dopo aver vagliato quale potesse essere il velivolo che per mia scelta doveva essere operante durante la 1^ GM, tra le diverse scatole sul tema che popolano la mia scorta, ho affrontato la riproduzione del ricognitore armato SAML (Società Anonima Meccanica Lombarda) S.2 in scala 1/72 proposto dalla ditta polacca Ardpol.




Il kit in resina in una bella box, si presenta bene essendo quasi privo di bave, finemente dettagliato comprende una lastrina fotoincisa e decals, la complessa architettura mi fa presagire che non sarà una passeggiata ma anche che il divertimento non mancherà avendo tempo addietro realizzato il Pomilio PE della stessa ditta.
Questo velivolo che derivava dall'austriaco Aviatik, andò dal 1916 ad equipaggiare diverse Squadriglie, nella versione S.1 e poi S.2, a partire dal 1917.
Il tipo S.2 (215 esemplari) differisce dal predecessore S.1 che lo affiancava, per una cellula a due campate anziché a tre e di minor apertura e superficie.
Le due ali conservando la stessa freccia dell'S.1, non sono più scalate fra di loro, e mentre l'ala superiore rimane priva di diedro, a quella inferiore è conferito un leggero diedro positivo. Anche la forma dell'impennaggio verticale è modificata con un timone completamente arrotondato. Viene anche adottata una seconda mitragliatrice Fiat cal. 6,5 piazzata sopra l'ala superiore e sparante obliquamente al di sopra dell'elica, gli ultimi esemplari montano il motore Fiat A.12 da 300 cv.
Alcuni velivoli portano apparecchiature fotografiche, e altri sono dotati di doppi comandi.
In due anni di guerra sono 16 le squadriglie equipaggiate con i SAML S.1 e S.2.
La produzione di entrambi ammonta complessivamente a 657 esemplari tra il 1916 e il 1918.
Queste note sono estrapolate dal fascicolo Storia Militare Dossier Nº 7 del 2013, del quale mi servirò insieme al Datafile 113 di Gregory Alegi, al volume Gli Assi dell'Aviazione Italiana di R. Gentilli A. Iozzi P. Varriale edito dall'Ufficio Storico dello S.M. Aeronautica e I colori degli aerei italiani della Grande Guerra di M. Gueli edito dal G.M.T.




Consultate le scartoffie inerenti al soggetto, sono passato all'inizio vero e proprio del lavoro con i preliminari, ovvero la pulitura degli elementi dalle bave e materozze e il controllo delle misure d'ingombro sui disegni quotati con esito soddisfacente.
Stabilito quale fosse la pianificazione d'assemblaggio, ho iniziato come da prassi consolidata, dall'abitacolo già sufficientemente dettagliato aggiungendovi alcune piccolezze, oltre al volante/cloche, il rifacimento del seggiolino, dello sgabello del mitragliere entrambi errati, i serbatoi del carburante assenti e i tubi di scarico ex novo, dopodiché mi sono dedicato al motore e all'elica.








Per concludere la sessione ho dotato gli otto montanti alari, e quelli della cabane di perni metallici, lavoro delicato e tedioso per forarne le teste con una punta da 0,06 dove inserire i pernetti incollandoli con la ciano in gel.
Una volta chiuse le valve della fusoliera, ho dovuto sostituire i montanti della cabane e del carrello con tubicini in rame che ho ovalizzato e dotato di perni saldandoli tra loro a stagno, e ho rifatto in scracth l'arma dorsale, poi montate le semiali inferiori e la timoneria il volatile inizia a prender forma.






Come spesso accade, per quanto riguarda la colorazione di questi arcaici velivoli, l'attribuzione delle tonalità dei colori vengono in una certa misura affidate a deduzioni intuitive facendo riferimento alle foto in bn d'epoca e a i profili anch'essi il più delle volte realizzati più o meno con gli stessi criteri interpretativi, per cui quanto ho realizzato può non essere della reale fedeltà.
In questo caso le tonalità le ho ottenute miscelando i colori fino al raggiungimento delle due tinte principali (tela di lino e verde) quindi niente sigle, codici, formule alchemiche e percentuali, l'occhio ha avuto libero arbitrio, servendomi di quello che ho disposizione.








Il telato è stato realizzato con colori Puravest ad aerografo, il resto a pennello sempre con i Puravest e Vallejo.
Le tiranterie le ho realizzate con sprue filato, un lavaggio con olii su una mano di Future e decals e a seguire opacizzante Vallejo a pennello.
Il percorso è stato un pò tortuoso ma mi ha lasciato abbastanza soddisfatto (stavolta).








L'ultima parola naturalmente spetta a voi.




Enrico Calanchini

[Gallery]

10.05.2021



Commento di PIETRO [10/05/2021]:

Molto molto bello!
complimenti Enrico
Pietro


Commento di Michelangelo [10/05/2021]:

gli aerei della 1 G.M. hanno un fascino cavalleresco unico... ho sempre ammirato chi riesce a districarsi con i tiranti. Bell'aereo e ben realizzato... Enrico si vede benissimo che sei un maestro in queste opere! BRAVO!


Commento di ezio bottasini [11/05/2021]:

Ciao Enrico, pur avendo nella mia collezione una cinquantina di velivoli della I GM, sia alleati che degli Imperi Centrali, per realtà storica e fascino cavalleresco, come ha detto Michelangelo, è un periodo che ho approfondito poco.
Ciò non toglie l'ammirazione che ho per chi riesce come te a realizzare ottimi modelli, soprattutto italiani e nella scala regina.
Molto bello al prossimo Ezio


Commento di giampaolo bianchi [11/05/2021]:

capolavoro.!!!
giampaolo


Commento di Massimo M De Luca [13/05/2021]:

Ciao Enrico
un altro di quei soggetti che oramai definisco alla "Enrico", cioè, poco conosciuti, poco visti e pieni di tiranti.
Realizzato magnificamente e con colori molto belli.
Massimo "Pitchup"


Commento di Valter [11/06/2021]:

Mi fa sempre immenso piacere vedere i tuoi lavori, visto che anche io coltivo interesse per i modelli R.A.e aviazione del R.E.
Inoltre parti da modelli non propriamente facili.
Sempre molto bravo



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