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MiG 25 BM - Enrico Bianchi

Modifica Kit Revell MiG 25 RBT, scala 1/48




Cenno storico
Insieme alle versioni da intercettore e ricognizione i sovietici svilupparono una variante del MiG-25 per la soppressione delle difese aeree nemiche (SEAD). All'idea, nota con la sigla Ye-155K, i tecnici lavorarono fino a produrre la denominazione definitiva di "MiG-25BM" (Bombardirovshchik Modifikattsirovanyy - NATO Foxbat-F).




Il BM era equipaggiato con un sofisticato sistema di avviso radar che veniva alloggiato nel muso appositamente allungato di 8 pollici.




Il suo armamento base era costituito da quattro missili anti-radar Kh-58 (NATO AS-11 Kilter) che avevano una gittata di oltre 48 chilometri (30 miglia).






Anche il grande serbatoio ventrale da 5.300 litri era elemento fisso nella configurazione operativa dell’aereo.




Il prototipo fu costruito modificando un MiG-25RBV ed eseguì il suo volo inaugurale nel 1976 mentre la produzione iniziò nel 1982 fino al 1985 con circa cento esemplari costruiti. La maggior parte dei Foxbat-F hanno la caratteristica del radome dipinto di nero per confondere le linee agli occhi dei primi satelliti spia e farli apparire come i già noti intercettori.

Il montaggio
Ho già costruito un Foxbat una decina di anni fa ed a quei tempi la scelta per la 1/48 era obbligatoriamente il pessimo Revell mentre a tutt’ oggi possiamo disporre di ben 3 kit di altissimo livello: quello ICM, il Kitty Hawk e ancora il Revell con stampi però completamente rinnovati.
Per fare il mio BM sono partito da un RBT Revell (che ha stampate identiche alla pari versione ICM ma un migliore dettaglio del canopy) aggiungendo il fondamentale set di conversione della Cold War Studio che comprende il radome con le pannellature corrette i piloni con i 4 missili Kh 58 e le fotoincisioni della strumentazione. Ma l’accessorio principe è sicuramente il set AM che riproduce i motori, pezzi straordinari per dettaglio e facilità di inserimento nel modello...veri capolavori di resina!
Il lavoro sul modello inizia con l'assemblaggio del posto di guida:




costituito da un mix di 3 set: Neomega per la vasca e la palpebra, Pavla per il sedile e CWS per il pannello strumenti.
Per niente facile far dialogare questi pezzi tra di loro e men che meno con la rispettiva sede nel modello ma alla fine li ho posizionati senza particolari drammi.
Per la colorazione mi sono orientato verso il Russian Cockpit Turquoise della MRP che mi ha soddisfatto molto mentre la caratteristica riga bianca che attraversa il quadro strumenti è ottenuta con una sottilissima strisciolina di decal.




Il cockpit è finito e si possono unire le semi fusoliere, il prossimo passo sarà attaccare il radome in resina del set CWS. Un'impresa non facile: tra i due pezzi c'è un divario notevole.




e la cosa è resa ancor più complicata dal fatto che il parabrezza, delimitato da una cornice ed incassato per metà nella fusoliera e per l'altra nel radome, non concede la minima "libertà di manovra".
La soluzione è stata quella di riempire tutti i gap laterali con plasticard e cianoacrilica, carteggiare fino a livellare tutto e, sempre col plasticard, rifare la sede del parabrezza.










Per staccare un po' la mente dopo questo impegnativo lavoro ho iniziato a lavorare sui carrelli aggiungendo i tubi idraulici e le fotoincisioni della Eduard.




Poi sono passato all'interno del canopy mettendo l'imbottitura posteriore (sfoglia di milliput zigrinato rullandoci sopra il manico di un cutter) e la tendina parasole fatta con una cartina di sigaretta bagnata in acqua e Vinavil.




Anche i Kilter hanno preso forma dopo un lungo lavoro di carteggiatura per ripulirli dalle sbavature degli stampi.




Ed eccoci arrivare ai motori, una zona ricca di elementi meccanici e cromatici che contraddistinguono in maniera inconfondibile il foxbat. Per i dettagli meccanici il set AM toglie ogni rischio di errore: i particolari sono perfetti, precisi e combaciano esattamente, per la parte cromatica il problema sta nel trovare le giuste tonalità dei colori e realizzarle sui pezzi.
Seguendo l'ordine di montaggio ecco come ho colorato le parti:
Griglia post bruciatore: Alclad Burn Iron + dry brusch con Hu 80




Condotto scarico: Alclad burn Iron + dry brusch con Tamya XF 57 + lavaggio con marrone scurissimo


MiG 25 BM © Enrico Bianchi

Flabelli terminali al condotto: Verde Hu 80 + filtri ad olio con bianco e giallo




Flabelli esterni: Verde Hu 80 (10 parti) + Verde Hu 2 (6 parti) + filtri ad olio con bianco, giallo e striature marrone/nero




Ugelli di scarico: base in Alclad Magnesium, zone colorate in Metallic Blu e Purple della AK + lavaggio con terra d’ombra bruciata






Già che avevo i metallici tra le mani ho colorato la zona posteriore della fusoliera, la foto mostra le variazioni cromatiche tra le sezioni che ho associato a questi colori:




ed il risultato complessivo è stato questo:










Bene il difficile è fatto, ho pensato, si può mascherare i motori e lavorare sulla livrea. Il grigio è dominante e pensavo fosse una passeggiata ricreare le variazioni cromatiche utili a dare profondità…niente di più sbagliato. Ma andiamo per gradi.
La documentazione riguardo il grigio da usare dava come corretto il Gunze H308... introvabile! Così consultando altre fonti sono riuscito a trovare una buona corrispondenza mescolando 2 colori Humbrol: Hu127 (8 parti) + Hu144 (2 parti).








mentre i dielettrici sono in Gunze H339 e il falso radome in Hu 106.




Le foto mostrano già un primo invecchiamento fatto con leggere pennelate di polvere di carboncino lungo le linee dei pannelli.




ma l’effetto è un po’ troppo schematico e poco veritiero. Volevo migliorare la resa usurando le superfici più esposte, come ali e dorso, quindi ho provato ancora ad affidarmi ai pigmenti grattugiando un gessetto bianco e picchiettando le polveri con un pennello a setole dure, l’effetto immediato è molto buono perchè è simile alla "tecnica del sale".






le variazioni di colore sono gradevoli, facili da dosare e realizzare ma... l’imprevedibile era in agguato: infatti la successiva mano di trasparente ha cancellato quasi del tutto questi effetti, mi hanno detto che i pigmenti sono solubili nel diluente contenuto nella vernice, o acrilico o smalto il risultato è praticamente lo stesso….che delusione!
Dopo la colorazione dei carrelli e dei relativi vani con l’Humbrol 126 e col posizionamento di alcune antenne e sensori esterni il modello è appoggiato su una basetta che simula le vecchie piste russe a esagoni di cemento chiudendo così i lavori.




























Spero che il modello sia piaciuto.

Un caro saluto e alla prossima.

Enrico Bianchi

[Gallery]

06.01.2020





Commento di Gianni [06/01/2020]:

Questo caccia non mi piace ma come estetica, mentre il tuo lavoro e spettacolare, quando vedo queste migliorie mi viene male solo a pensarle, grande forza di volontà.
Complimenti anche per la verniciatura e le dettaglature.
Gianni


Commento di ezio bottasini [07/01/2020]:

Ciao Enrico, ormai ci hai abituato a modelli sopraffini. Molto Molto Bello. Ricerca e realizzazione ottima.

Colgo l'occasione per augurare a tutti Buon 2020 .

Un cario saluto

Ezio


Commento di Valter vaudagna [07/01/2020]:

Bellissimo....complimentoni 💪💪💪👍👍


Commento di Alby Starkiller [08/01/2020]:

Davvero molto molto bello!
Complimentissimi
Un salutone da Alby
E buon 2020! :)


Commento di giovenco giuseppe [08/01/2020]:

Ottimo l'abitacolo e superlative le "sporcature"
Giuseppe


Commento di Enrico Calanchini [08/01/2020]:

Splendido lavoro, soluzioni cromatiche interessanti e risultato di tutto rispetto, complimenti bel pezzo!

Ciao Enrico



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