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Un po’ di storia
Noto come il terrore dei convogli, il Fw 200 Condor era nato come aereo passeggeri quadrimotore, interamente metallico.
In assenza di macchine specifiche, divenne un ricognitore marittimo a lungo raggio, con la missione di avvistare i convogli alleati che attraversavano l’Atlantico ed attaccarli con bombe, e più tardi con missili guidati, tipo l’Henschel Hs 293.
Le missioni del Condor divennero sempre più difficili a mano a mano che le difese aeree miglioravano, ma il Fw 200 rivestì in ogni caso un ruolo importante per la necessità della Kriegsmarine di segnalare i convogli alleati agli U-Boote tedeschi.
Winston Churchill lo definì “il flagello dell’Atlantico“, e gli Alleati idearono soluzioni estreme come trasportare su alcune navi dei convogli degli Hawker Hurricane che potevano decollare ma non atterrare, ed i cui piloti spesso morivano nell’acqua gelida prima di essere recuperati.
Alcuni Fw 200, come quello qui rappresentato, avevano installato sul muso le antenne del sistema radar FuG 200 Hohentwiel.

Il kit
Il Kit è un Revell in 1/72 che comprende oltre 200 pezzi in ottima plastica color grigio chiaro, decals ed istruzioni, contenute in una scatola dalle dimensioni generose, che non passa inosservata.
A mio parere i kit Revell sono di ottima fattura e ad un prezzo veramente formidabile.
Il modello da me rappresentato è la versione C-8/U10 dotato di antenne sul muso del sistema radar FuG 200 e missili guidati anti-nave Hs 293, in forza al KG40, dislocato in Norvegia nel 1944.
La costruzione si è svolta in maniera abbastanza tranquilla, senza incontrare particolari difficoltà, facendo solo attenzione alle parti degli interni che poi, ad aereo concluso, saranno in vista.
Il modello è stato costruito da scatola. Ho solo acquistato separatamente tre piccoli articoli Eduard riguardanti il Fw 200 (mask CX 181 e foto incisioni di interni SS 284), ed un kit di cinture sicurezza per bombardieri della Luftwaffe.

Il camouflage standard del Fw 200 era: superfici inferiori RLM 76, superfici superiori in RLM 72 e 73 ( grun ) con contorni precisi ed angolati.
Non disponendo di un aerografo, solitamente uso per le grandi superfici i colori autentici spray Tamiya AS e TS, mentre per quanto riguarda i colori dati a pennello uso gli smalti Humbrol e gli acrilici Lifecolor.
Per questo velivolo in particolare ho usato l’AS 5 come RLM 76 e gli AS3 e AS 21 come RLM 72 e 73.
A mio parere, per quanto riguarda l’utilizzo dei colori appropriati, non bisogna ne perdersi in un bicchiere d’acqua e nemmeno tribolare più di tanto.
Certamente se il camouflage richiede dei verdi non bisogna usare, per paradosso dei “rossi”, ma usare sempre il buon senso, senza però cimentarsi in miscugli e dosaggi strani.
Gli AS che ho utilizzato, sempre secondo il mio parere, possono benissimo essere paragonati ai colori RLM originali.
Ho solo usato l’accortezza di passare su tutto il modello, asciuttissimo, un bianco opaco molto diluito per dare al velivolo un aspetto vissuto, in considerazione del fatto che il tempo, l’usura, le condizioni climatiche soprattutto sopra il mare, rovinavano ed opacizzavano la vernice certamente molto velocemente.

Per quanto riguarda le linee serpeggianti sui fianchi della fusoliera e del timone di coda, ho usato il colore acrilico Lifecolor UA061 FS35526 RLM 65.
La particolarità è la stesura, visto sempre la mia mancanza di un aerografo, che è stata data utilizzando dei microbrush fini.
A qualcuno verrà da inorridire, ma devo ammettere che è venuto bene.
In quest’hobby a volte bisogna usare un po’ di fantasia.
Dopo il posizionamento delle decals ho sigillato il tutto con spray opaco trasparente.
I figurini sono Preiser artt. 72508 e 72509, la Kubelwagen e il side-car bmw dell’Hasegawa (a mio parere bellissimi), la vettura è una TatraT-57 dell’ATK (niente d’eccezionale), mentre l’Opel Blitz è un miscuglio tra i kit Italeri ed Academy.

Ambientazione
La base è una semplice cornice 30×40 a cui è stata rimossa la lastra di vetro. Con il bi-adesivo sono stati applicati due fogli di carta abrasiva fine color grigio scuro per simulare una pista aerea in asfalto.
E’ stata sfumata con del grigio chiaro opaco spray comprato in ferramenta e poi leggermente scartavetrata per darle una parvenza d’usato.
In un angolino è stata creata una macchia di verde, rialzata rispetto al piano della pista con del polistirolo sagomato, poi pennellato con vinavil e coperto con un miscuglio d’erbetta da modellismo e sabbia setacciata ed un paio di sassi che fungono da massi.
Infine è stato posto un paio di abeti acquistati all’Hobby Model Expo di Novegro ai quali è stato modificato un po’ il “look” con spruzzi di verdi diversi.

Sono pronto ad eventuali confronti, suggerimenti e perché no, anche critiche: scrivetemi!