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Macchi Nieuport Ni11 Bébé - Enrico Calanchini




Impiegato specialmente per contrastare i Fokker E. III, il Nieuport Type 11 si dimostrava particolarmente efficace, grazie alle ottime prestazioni di ascesa rapida, mentre il suo principale punto debole consisteva nei problemi di aeroelasticità alle alte velocità, meglio note come flutter, che comportavano forti vibrazioni, crescenti proporzionalmente alla velocità, fino a provocare il collasso strutturale.
Le cronache del tempo registrarono parecchi incidenti, dovuti principalmente al cedimento della struttura alare nel corso delle manovre di picchiata, con epiloghi spesso tragici.
Al fine di ovviare al problema, la Nieuport provvide ad allestire il "Type 17" (nel 1917), un modello modificato e rinforzato strutturalmente, che venne parimenti soprannominato "Bébé".




I "Type 11" e "Type 17" furono certamente i velivoli più amati dai piloti alleati in generale e dagli "assi" in particolare. A bordo di questi Nieuport raggiunsero la fama i piloti francesi Guynemer, Navarre e Nungesser, l'inglese Ball, il canadese Bishop, oltre agli italiani Ruffo e Baracca, solo per citare i più conosciuti.
Il "Bébé" venne costruito anche in altri paesi, come Russia e Paesi Bassi, sia durante che dopo il conflitto. Oltre 400 esemplari vennero prodotti in Italia, su licenza, dalla Macchi che costruì la variante Nieuport Ni.11.







Dimensioni e pesi:
    Lunghezza 5,80 m
    Apertura alare 7,55 m
    Altezza 2,45 m
    Superficie alare 13 m²
    Peso a vuoto 320 kg
    Peso max al decollo 480 kg

Propulsione:
    Motore un rotativo Le Rhône 9C
    Potenza 80 hp (59,7 kW)

Prestazioni:
    Velocità max 156 km/h
    Autonomia oltre 2 h
    Tangenza4600 mt.

Armamento:
    Mitragliatrici una Lewis calibro 7,7 mm

(Dati tratti da Wikipedia)




Il modello
C’è poco da descrivere, non è da concorso; è quello "Neolitico" della defunta italica Artiplast in scala anti anglosassone 1:50, un onesto kit iniettato anni ’70 senza pretese che se assemblato con qualche attenzione può risultare gradevole alla vista.
Lo realizzai molto tempo fa senza controllarne le misure e con una documentazione scarsa, apportando solo pochi ritocchi qua e là, neanche ricordo quali e quanti, l’unica certezza è che lo colorai a pennello con smalti Humbrol.




L’ho fotografato per la prima volta recentemente insieme ad altri modelli della stessa ditta riesumati dalle mie segrete per poterli mostrare su Kitshow, sempreché siano a voi graditi ovviamente...




Enrico Calanchini

[Gallery]

10.01.2016



Commento di Giampaolo Bianchi [17/01/2016]:
Bellissimo Enrico. Complimenti per la realizzazione. Colorazione ben eseguita e tiranti perfetti..che rappresentano il vero problema in questi modelli.sto per presentare anch'io un diorama con aerei della 1 guerra mondiale. .ma sicuramente non a tale altezza. Giampaolo.

Commento di Lauro Bonfa' [17/01/2016]:
Complimenti Enrico per questo Italico Putto della Nieuport. Costruito e dipinto molto bene anche senza l'uso dell'aerografo. Questo sta' ad indicare che cio' che conta e' sempre la mano dell'artista, la sua passione e il suo impegno. Esaustivo e interessante il tuo report storico. Bravo.
Lauro

Commento di ezio bottasini [18/01/2016]:
Ciao Enrico, sul fatto di gradire un gioiellono così, non devi neanche dirlo, poi la realizzazione mi sembra più che buona, visto che anch'io anni fa mi cimentai con un MC200 della Artiplast in 1/50, quindi conosco la fattura di tali kit, perciò sinceri complimenti per la tua realizzazione, per quanto riguarda la verniciatura mi associo a quanto detto la Lauro.
Complimentoni Ezio

Commento di Vito [18/01/2016]:
Ciao Enrico
Complimenti per questo splendido gioiellino
Come sempre realizzato in maniera impeccabile
Dato che Non so quasi nulla di aerei della grande guerra anche se il soggetto è "famoso" vorrei farti una domanda :
Il velivolo è in legno o è dipinto color legno?
Grazie complimenti ancora Vito

Commento di Francesco Sasso [18/01/2016]:
Ciao Enrico, ottima realizzazione, ci delizi sempre con splendidi modelli accompagnati da un'esaustiva spiegazione storica.. complimenti!
Francesco

Commento di giuseppe giovenco [19/01/2016]:
..... insomma, un bel nonnetto!!!!
Enri!!! spazi anche nel 1° conflitto mondiale? ... ma sei proprio incallito! pensa che visto così sembrerebbe quasi un modello per bambini : tipo automobilina - ebbene nel ventennio, oltre che fabbricare le famose automobiline a pedali, vennero prodotti anche degli aeroplani, ma per bimbi facoltosi, per cui quei pochi esemplari che potevano esserci, sono andati perduti e ne restano solo delle fotografie che ho avuto il privilegio di vedere - ma tutto questo nulla toglie al presente pezzo che sebbene realizzato agli albori dellA tua carriera, resta una testimonianza quasi poetica - grazie, Enrico - sorvolando con il permesso dell'ENAC - GIUSEPPE

Commento di maurizio ugo [19/01/2016]:
...ciao Enrico, sempre graditissimi i tuoi lavori nuovi o vecchi che siano, e questo non sfugge al mio piacere nel vederlo, sia perché italiano di marchi che perché costruito in Italia, dalla Macchi, azienda che ha dato molto all'Italia aeronautica,
mi piace!!!! bravo come sempre....
un salutone.... maurizio

Commento di Roberto [20/01/2016]:
Be direi che considerato il modello di partenza, il non uso dell' aerografo, è davvero un lavoro notevole!!!!

Commento di Mario Bentivoglio [21/01/2016]:
ciaooo Enrico
altro 'piccolo' capolavoro dei tuoi !!!
Vista l'età del kit...hai realizzato un ottimo lavoro !!!!
:-) complimenti!
un salutone
ciaoo
mario

Commento di Dino Dall'Asta [21/01/2016]:
Un'ottima realizzazione, del resto come sempre... Complimenti!
Dino

Commento di Enrico Calanchini [26/01/2016]:
Ringrazio tutti per i gratificanti commenti,non mancherò di mostrarvi altre di queste cariatidi della gloriosa ditta nazionale.
@ Vito il colore non è legno, bensì il Clear Doped Linen HB16 Humbrol un pò imbrunito.



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