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Terence Hill... da Trinità a Don Matteo - M. Rota


La carriera di Mario Girotti, alias Terence Hill, e’ costellata da una lunga serie di film che hanno rallegrato almeno tre generazioni di spettatori, con interpretazioni, a volte in coppia con l’altrettanto famoso e divertente Carlo Pedersoli alias Bud Spencer, che soprattutto nell’ambito poliziesco ma ancor di piu’ western, hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema.
Con la sua “faccia da schiaffi” sempre sorridente e gli occhi azzurri che tante donne hanno incantato, dall’interpretazione di Trinita’ fino ad oggi con Don Matteo, Terence Hill, e’ l’unico personaggio che avrei visto bene indossare i panni di questi soggetti.




La serie di Don Matteo, risulta essere veramente facile da seguire, divertente e di buon gusto, con un Terence Hill che pur vestendo i panni di un prete molto moderno e spigliato, non cade nella rissa tipica dei suoi passati western, ma risolve le situazioni con arguzia ed intelligenza, indirizzando le forze dell’ordine verso la soluzione dei casi che gli si presentano.
La mia passione per i personaggi da lui interpretati e’ nota a chi mi conosce, infatti ho gia’ realizzato Trinita’ e Lucky Luke in scala 54 mm ed ora ecco fatto anche Don Matteo... in bicicletta naturalmente.




Per realizzarlo, ho adoperato la scatola della Tamiya che contiene i due soldati tedeschi della seconda guerra mondiale in bicicletta.
Il grosso del lavoro si e’ concentrato sulla somiglianza del soggetto e sulla bici appunto; per il primo, utilizzando una delle teste nella scatola, ho dovuto lavorare non poco di stucco bicomponente per riuscire a dare i tratti somatici dell’attore, coadiuvato da numerose foto scaricate da Internet; ma alla fine mi sembra di avere dato l’idea giusta.
Alla bicicletta, ho invece dovuto togliere i raggi delle ruote, decisamente fuori scala e che, in movimento, non si vedrebbero, togliere la scatola delle munizioni appesa al telaio, ricostruire i supporti del portapacchi, la dinamo, il campanello, i freni a bacchetta, i sostegni dei parafanghi ed il carter catena completamente chiuso.
Per fortuna, almeno per il corpo ho potuto utilizzare come manichino quello del soldato tedesco; ho eliminato tutti i dettagli ricostruendo poi con lo stucco la tonaca svolazzante, il basco ed i lacci delle scarpe.




Per la pittura, ...ho usato molto nero!
La bicicletta e’ in smalto nero lucido, in argento le parti cromate come il manubrio, i cerchi e le pedivelle, debitamente scrostate e infangate come ogni buona bici usata che si rispetti, altrettanto vale, logicamente, per i copertoni.
Per il figurino ho usato gli acrilici con del nero schiarito con marrone dorato e rosa carne, fino ad una punta di bianco per le luci piu’ alte.
Grigio e bianco per colletto e polsini.
Per l’incarnato ho usato i canonici carne mate, carnicino opaco fino al bianco e marrone cubierta per le ombre, con un poco di rosso carminio per guance e labbra.
Gli occhi sono rigorosamente di un bel azzurro cielo!
Il terreno e’ molto semplice, stucco testurizzato con spazzolino da denti ed erba sintetica, il tutto dipinto con smalti ed acrilici.
Tocco finale qualche fiorellino qua e la.
Penso che il risultato renda l’idea e la somiglianza del personaggio, ed anche un certo senso di movimento.





Mauro Rota

[Gallery]

02.06.2002


[Questo intervento è liberamente tratto dall'originale pubblicato in guide.superEva.it]

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