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General Dynamics F111G - Massimo De Luca

Kit Hasegawa, scala 1/72




Dico sempre, anche a costo di essere preso per matto, che anche un aereo può essere definito "sexy"!!! Capisco che, magari, il termine sia un po’ al limite riferito ad un velivolo da combattimento, per i quali, usualmente, si preferisce usare aggettivi quali: elegante, potente, impressionante, agile... ecc




Ebbene (giudizio del tutto personale ovviamente) le linee sinuose dell’F111 hanno sempre creato in me come una sorta di trance visiva, tipo una sindrome di Stendhal modellistica, e questa sensazione mi fa dire, riferita all’F111: "questo aereo è sexy!!!".
Inoltre per tutti gli appassionati della "VietNam era" come me questo velivolo, la sua tecnologia fantascientifica per quei tempi, l’ impiego in quel teatro, non può non suscitare un interesse tutto particolare.
In scala 1/72 abbiamo, attualmente, fondamentalmente due scelte: Hasegawa o ESCI/Italeri (tralascio i vecchi Airfix e gli introvabili Monogram EF 111 "Raven").
Hasegawa ha esplorato davvero tutte le versioni riportandone fedelmente le differenze (prese d’aria Triple Plow ed apertura alare maggiorata per le versioni FB e C e G) mentre ESCI si è limitata alle versioni "A" e "EF" (similari per quanto riguarda le prese d’aria e l’apertura alare).
Direi subito che Hasegawa ha creato un kit davvero fantastico soprattutto per la possibilità di mostrare le superfici alari e diruttori estesi, ma anche l’opzione ESCI/Italeri non è da scartare specie se, alla fine, preferiamo la configurazione delle ali interamente retratte a freccia massima.

Montaggio
Il kit Hasegawa, malgrado a prima vista i pezzi facciano presagire una complessità notevole, si monta invece davvero con facilità, segno di un’ottima ingegnerizzazione (ehhhh…l’Hasegawa di una volta!!!).




I problemi me li sono creati io come al solito, sottolineati da un bel "crack" iniziale: infatti mi si è spezzato il tettuccio a pezzo unico!!!
In qualche modo però l’ho ripreso ma ho dovuto ricostruire i frame dello stesso in plasticard e parte della "battuta" anteriore per recuperare un paio di mm mancanti in quanto eliminati dopo il crack e, già che c’ero, ho tagliato anche le due parti apribili, dettagliando il montante centrale, per una rappresentazione "all open".


General Dynamics F111G

Passiamo alla fase più interessante: la verniciatura.
Innanzitutto parliamo del soggetto: F111G delle reali forze aeree australiane (RAAF). In pratica dopo l’ottima esperienza con la versione "C" l’Australia ha voluto continuare ad usare questa macchina. Non potendo aggiornare i vecchi "C" si è rivolta al mercato dell’usato! In pratica ha rilevato presso i depositi ed i reparti USAF un certo numero di FB111, li ha modernizzati, ridipinti e immessi in servizio con la sigla "G" usandoli proficuamente per almeno un altro decennio.
La scatola Hasegawa si riferisce appunto ad uno di questi esemplari in livrea completamente monogrigia.
Ed è proprio questo particolare che ha costituito la sfida: la mia costante ricerca sul come riuscire a creare un interesse cromatico e visivo affrontando livree monotone e, aggiungo io, tristi, nonché con pochissime insegne, ma allo stesso tempo "vestite" con eleganza dal soggetto? Diciamo subito che il rosso degli "scivoli" flaps e slats dà sicuramente una grossa mano spezzando la monotonia del grigio.
Ho quindi dato una base di colore tamiya XF24 puro (assimilabile all’Fs36118). Dopodiché ho cominciato con un lavoro di patchwork delle superfici, il quale costituirà il preshading (celeste, bianco e NATO black per il pannelli).






Successivamente ho cominciato la stesura della livrea vera e propria. Volevo però che questo colore assumesse una tonalità verso il celestino, come si nota in certe foto riprese con il Sole alto. Ho quindi fatto una mescola di XF24, bianco XF2 e blu X14 (no, per favore non chiedetemi le percentuali perché faccio tutto ad occhio…mea culpa).
Questa mescola, diluita al 80% con nitro è stata poi stesa a bassa pressione, con più passaggi successivi, sul patchwork di base.
L’importante è capire quando fermarsi per evitare che gli effetti in trasparenza spariscano oppure rimangano troppo evidenti. Io consiglio di dare un paio di passate alla volta e poi verificare alla luce del Sole il risultato.
Tenete conto però anche dello stato di usura praticamente nullo della livrea di questo soggetto nonché dei passaggi successivi di trasparenti e weathering.




Weathering (?)
Parlare di Weathering è un po’ fuori luogo su questi velivoli in quanto erano tenuti in maniera davvero eccellente dagli specialisti.
Niente scrostature o "pezze" di colori dunque!
E allora di cosa parliamo diranno i mie due lettori??? Ho cercato di "ingannare" l’occhio creando dei contrasti sulle superfici, tipo quello che si ha quando si forma una patina di sporco.
In pratica ho usato i filtri ad olio in modo leggermente diverso: normalmente si picchietta la superficie opaca con puntini di colore ad olio puri e poi questi si "tirano" via un po’ alla volta con un pennello. Nel mio caso, invece, prima ho dato una mano di "clear" Tamiya per avere le superfici semilucide, poi, dopo aver "puntinato" la superficie di colore ad olio (bianco titanio, bruno Van Dyke e celeste), ho picchiettato questi puntini con un pennello medio intriso di acquaragia continuando fino allo scioglimento completo degli olii.
NON ho passato poi alcun panno ma ho lasciato che l’acquaragia si asciugasse da se.
Nelle foto sottostanti si vede l’effetto ottenuto una volta asciugato il tutto. Discreto ma visibile che dona tridimensionalità alla monocromaticità del colore di base.








Decalizzazione e successiva desaturazione delle stesse.






















Conclusioni
Amici di kitshow come avrete ben capito la fase più importante anche in questa avventura è stata la verniciatura. Oramai penso che mi conosciate abbastanza per capire che tipo di modellista sono.
Nei miei modelli preferisco non perdermi in oceani di resina e fotoincisioni ma dedicarmi più all’aspetto visivo forzando molto la realtà immaginado il modello come fosse un quadro (sempre restando però un punto fermo la documentazione del soggetto mi raccomando!!!).




Ovviamente mi interessa sapere sempre il vostro parere su dove poter avere eventuali ulteriori margini nella rappresentazione dei velivoli, ma anche, perché no, consigli su soggetti da fare dopo di questo F111.
Ringrazio anche gli amici del forum di "Modeling Time". Il loro supporto (e anche qualche bonaria tiratina d’orecchie) virtuale, nonché, personale in varie occasioni di incontro, è per me un occasione fondamentale e stimolante di confronto.




Saluti a tutti... e, visto il periodo, buone ferie!




Commento di michelangelo Galli [06/08/2018]:
Egregiamente realizzato! lavoro pulito e meticolosamente dettagliato! bravissimo!

Commento di Gerry [06/08/2018]:
Sempre affascinante l'Oritteropo, aardvark, tipo di formichiere. Condivido con te l'opinione del "sexy", alcuni velivoli lo sono. Riguardo al modello, beh, hai fatto un bel lavoro, nulla da dire. Un solo consiglio: La prossima volta manda tutte le foto grandi al buon Giacomo, in modo che possiamo apprezzare meglio i tuoi lavori. ;-)

Commento di Valter vaudagna [06/08/2018]:
Bello....bravo ..che altro dire 👏👏👏

Commento di giampaolo bianchi [07/08/2018]:
Ma di cosa stiamo parlando? Siamo di fronte ad un capolavoro assoluto.. vista anche la scala. ti ringrazio tantissimo per le note di tecnica.
Grazie e complimenti.
Giampaolo.

Commento di ezio bottasini [07/08/2018]:
Grande Massimo, sempre lavori superbi...

non ci sono dante parole davanti a questi lavoro, le immagini parlano da sole.

Al prossimo Ezio

Commento di LAURO BONFA' [07/08/2018]:
Da un Carrarmataro incallito e Panzerdipendente ti porgo il mio più sentito CHAPEAU per il tuo Eccellente risultato. Complimenti Massimo.

Commento di Enrico Calanchini [10/08/2018]:
Pur essendo io "avioarcheologo" ho sempre considerato l'F111,uno dei più bei CB di sempre, e la tua magnifica realizzazione non le fa perdere affatto il suo fascino rispetto alle più note e sgargianti livree nordamericane. Complimenti strameritati.
Ciao Enrico



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