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Cameronians Rifles - Giuseppe Giovenco


Brevi cenni storici
Per più di trecento anni, da che furono formati, i Cameronians Rifles hanno rappresentato una particolare pagina della storia scozzese. Tracce della loro presenza si sono riscontrate nel periodo turbolento di lotte religiose e politiche della seconda metà del XVII secolo, mentre l’inizio della loro fine è coincisa con i tagli alla difesa degli anni ’60 del secolo scorso; praticamente nel ’68 decisero di sciogliersi, piuttosto che fondersi nuovamente con un’altra unità del British Army.
Al principio della loro storia, erano noti come i Covenanters, soprannominati così per la loro devozione sia al Patto Nazionale, redatto nel 1638, sia alla Solenne Lega e Alleanza, istituita nel 1643, in favore dei presbiteriani per l’unione delle chiese inglese e scozzese, ma Carlo II Stewart insediatosi sul trono nel 1660, pur riconoscendo tali trattati, non li rispettò e volle imporsi come capo della chiesa con la connivenza del suo entourage di vescovi: da qui il dissenso di molti prelati e civili che furono costretti a radunarsi all’aperto per celebrare le loro funzioni e sfuggire alle regole di tali vescovi.
Naturalmente tale comportamento venne sanzionato pesantemente con un’escalation di torture e morti, tristemente conosciuto come il killing time, che culminò nel 1688 con la fuga di Giacomo VII (succeduto al trono del fratello Carlo II) in Francia. Durante questo periodo molto oscuro e truce della storia scozzese, i Convenanters istituirono una sorta di milizia territoriale religiosa a difensa della libertà di culto. I territori originali nei quali si formarono erano nel sud ovest della Scozia, nelle due regioni dell’Ayrshire, e Clydesdale, mentre l’altra regione adiacente a nord (South Lanarkshire), tenne a battesimo la vera e propria formazione militare.




Quando la Corona inglese prese il provvedimento di espellere i ministri di culto dalle loro parrocchie per aver rifiutato di sottoporsi alle regole dei vescovi ad essa compiacenti, i Covenanters (inizialmente gruppi di intere famiglie) li seguirono verso le colline e si dedicarono alla protezione delle cerimonie a cielo aperto, le quali dettero origine al loro soprannome di "conventicole". Con la minaccia delle forze governative sul suolo scozzese, i gruppi di conventicole rinforzarono le loro fila di adepti ed iniziarono a portare armi ed a formare picchetti armati per mantenere il rispetto ed il dominio del territorio. Questa tradizione, in ricordo del triste periodo, è stata portata avanti attraverso i secoli, sia durante le guerre, sia durante i momenti di pace, fino ai giorni nostri in cui i Cameronians sono stati definitivamente sciolti.




L’originale reggimento fu formato in un solo giorno, ovvero il 14 maggio 1689; in quel giorno i Convenanters si radunarono su un isolotto interposto fra le sponde del Douglas Water, nel South Lanarkshire ed elessero il loro primo comandante nella figura di William Cleland, mentre il loro colonnello era il 19enne conte di Angus, figlio del marchese di Douglas.
Il Reggimento prese il nome da Richard Cameron, soprannominato "Il leone del patto". Egli nacque a Falkland nel Fifeshire (provincia scozzese centrorientale a nord dell’insenatura del Firth of Forth di fronte ad Edimburgo) attorno all’anno 1648. Figlio di un ricco mercante frequentò un college, laureandosi. Si appassionò al movimento dei Convenanters, fino al punto di ottenere licenza per la predicazione del Vangelo. Di carattere molto forte, rifiutò di sottomettersi ai vescovi di regime e migrò in Olanda dove ripararono molti esuli presbiteriani, ma al richiamo delle armi, da parte dei movimenti di Convenanters, rientrò in Scozia. Venne ucciso assieme al fratello nella battaglia di Airds Moss nel 1680.
William Cleland, invece, portò i Covenanters in battaglia a Drumclog e Bothwell Briga. Ancora oggi, nel museo del reggimento ad Hamilton, è visibile la sua spada, considerata uno dei tesori del Reggimento.




Furono anni di cruda repressione e scontri; non è facile capire quanta barbarie venne perpetrata, sia da una parte che dall’altra, a spese anche delle popolazioni locali, senza contare le minacce a carattere religioso che esasperavano psicologicamente i fedeli. Vi basti sapere che al cadavere di Richard Cameron, rinvenuto sul campo di battaglia, mozzarono le mani e decapitarono la testa per portarle a Edimburgo al fine di esporle come reliquie, in quanto erano "vissute pregando e predicando". Fu così che i Convenantres divennero i Cameronians.
Nel 1750, ormai entrati a far parte delle truppe regolari di Sua Maestà, ricevettero il numero progressivo 26, come reggimento di linea a piedi (nella foto il fregio di epoca Vittoriana ante fusione fra due reggimenti di fanteria, avvenuta verso la fine del 1800, come meglio specificato nel paragrafo successivo e le uniformi del 1751).




Mentre volgeva al termine il XVIII secolo, la Gran Bretagna si trovò di fronte alla minaccia di una guerra con i francesi. Per contrastare questo, l’allora governo autorizzò la formazione di una serie di nuovi reggimenti, tra i quali alcuni di chiara formazione scozzese, ovvero: il 90° (Perthshire fanteria leggera), il 91° (Argyll e Sutherland Highlanders) ed il 92° (The Gordon Highlanders).


Cameronians Rifles

La costituzione dei Cameronians Rifles, come noi li conosciamo oggi, avvenne un secolo dopo, più o meno nel 1881, in cui vi fu la fusione dei due reggimenti a piedi: il 26° ed il 90°, praticamente un reggimento di fanteria di linea con uno di fanteria leggera.
Fino ad allora, i Cameronians non portavano alcun tartan, ma vestivano l’uniforme normale della fanteria; contestualmente alla fusione dei due reggimenti nel 1881, invece, gli fu concesso di indossare temporaneamente i colori del tartan dei Black Watch (tipico dei reggimenti della pianura scozzese c.d. lowland), ma nel 1891, in base alle loro origini, il reggimento fu autorizzato ad indossare definitivamente il tartan dei Douglas.




Il fregio distintivo dei Cameronians Rifles incorpora uno delle più antiche insegne dell’araldica scozzese - la stella dei Douglas (se ne hanno tracce fin dall’anno 1350), la quale altri non è che la ruota di uno sperone di cavalleria (c.d. roundel); sotto questa stella vi è un corno appeso ad un nastro, a significare un’unità di fanteria leggera, appunto i Rifles. Il tutto incorniciato, ai due lati opposti, da una corona formata da due rami di cardo, tipica vegetazione delle pianure scozzesi.




Il figurino
Il soggetto rappresentato in questa tavola dal disegnatore Mike Chappell, al quale mi sono ispirato, rappresenta uno staff sergeant in alta uniforme alla fine del 1945 (o se preferite nel VE-DAY).




Inequivocabili i vari fregi ed insegne a sfondo verde scuro tipico delle unità Rifles, le quali, pur essendo di appartenenza alla fanteria, si distinguevano per il loro impiego celere (Ligth Infantry – il corrispettivo dei nostri Bersaglieri – non è un caso che i bottoni dell’uniforme Umbertina, dei nostri Bersaglieri, avessero lo stesso corno della fanteria leggera inglese, come quello degli chasseurs francesi); lo scudo blu con la croce bianca di sant’Andrea (altri non poteva essere, in quanto patrono della Scozia), ed il sottostante cartiglio Mountain, indicano la 52ª divisione di fanteria, la c.d. Lowland.


Cameronians Rifles

Le sottospalline verde scuro con la scritta Cameronians, hanno sostituito quelle che fino alla fine del secondo conflitto erano identificative con un rombo in cui era riportato il tartan dei Douglas; le due barrette orizzontali verde scuro indicano l’appartenenza alla brigata intermedia, mentre la stella, anch’essa dei colori dei Rifles, non lascia dubbi sull’appartenenza ai Cameronians Rifles.






La sequenza dei bottoni, sotto riportata, identifica le varie tipologie a partire con la prima dei Cameronians, la seconda degli Chasseurs francesi (7° reggimento) e la terza dei nostri Bersaglieri.






Infine, questo sottufficiale è uno Staff Sergeant Major dal momento che reca lo stemma della Gran Bretagna su entrambi gli avambracci della giubba ed è anche responsabile della banda del suo battaglione, con l’inseparabile "mace" (mazza) da tamburo maggiore.
I gradi della truppa e dei sottufficiali, del British Army, si differiscono per un numero maggiore rispetto a quelli dell’Esercito Italiano (parliamo sempre di gradi portati durante il secondo conflitto mondiale, oggi hanno subito una leggera scrematura).
Di seguito uno schema esemplificativo che potete controllare sul web.
Graduati di truppa




Sottufficiali




L’istantanea, in cui l’ho posizionato, è riferita alle prove prima della parata allo stadio olimpico di Berlino, nell’atto di incitare i musicanti a serrare le fila"... hey, guys, form your ranks!!!".
La mazza altri non è che un bastoncino in legno a sezione circolare per il modellismo navale, armato di puntale ricavato da una graffetta da ufficio e rivestita con milliput bianco; stesso trattamento per il pomolo, la cui sezione circolare massima di divisione tra la calotta e la sagoma sottostante a gola diritta, è un bottone metallico da jeans. Lo stemma applicato, dei Cameronians, proviene dalle officine Tony Barton, mentre la catenella al si trova in negozi di passamaneria. Ad opera costruttiva finita, passaggio con primer e successiva stesura di smalto acrilico cromato. Per favore non chiedetemi quante volte ho dovuto rifare la cromatura – sarebbe altamente indice di maleducazione.




Cameronians Rifles
Cameronians Rifles

Una mia precedente realizzazione (valsa l’argento a Varedo 2016) con evidenziato il tartan a rombo che per tutto il conflitto ha contraddistinto i Cameronians Rifles.





Giuseppe Giovenco

[Gallery]

Gruppo Herring Mantova

24.03.2017




Commento di giampaolo bianchi [25/03/2017]:
CARO GIUSEPPE PENSO CHE DOVREBBERO DARTI UNA LAUREA AD HONOREM IN STORIA MILITARE..ARTICOLO FANTASTICO..UNA MONOGRAFIA PERFETTA. RIGUARDO AL FIGURINO E' IMPRESSIONANTE IL REALISMO MA IL BASTONE DA PARATA E' QUALCOSA DI ECCEZIONALE. SENZA PAROLE PER LA MAESTRIA E PER LA RICERCA.
UN CARO SALUTO.
GIAMPAOLO

Commento di Enrico Calanchini [25/03/2017]:
Come sempre erudita ed eusastiva retrospettiva che precede ogni tua opera, che arricchisce con dovizia di informazioni e particolari uno studio approfondito e imprescindibile per apprezzare il tuo impegno nel realizzare con la maestria che ti è propria uniformi buffetterie e armamento delle Forze Armate di Sua Maestà Britannica con istantanee di un realismo molto efficace. Con ammirazione
Enrico

Commento di Dino Dall'Asta [26/03/2017]:
E bravo Giuseppe...una perfetta realizzazione unita ad una interessantissima ricerca storica!
Sinceri complimenti.
Dino

Commento di Lauro Bonfà [26/03/2017]:
Ma cosa aspetti a fare armi e bagagli e trasferirti a Buchingham Palace a dare lezioni di Storia Militare alla Famiglia Reale? Complimenti Carissimo, per questo ennesimo Capolavoro e per un Report di altissimo livello Storico e Didattico.

Commento di giuseppe giovenco [26/03/2017]:
grazie!!!! ma ho praticato la prima regola che ci contraddistingue nell'universo del modellismo : documentarsi!!! sapete tutti che nessuno in questo forum pratica dilettantismo dal neo assunto al veterano - dal più giovane al più vecchio .... e poi è un piacere condividere le proprie ricerche - come ha detto un noto ex segretario di partito " .... siam mica qui a macchiare la pelle di leopardo!!! " - buon modellismo a tutti - Giuseppe

Commento di ezio bottasini [27/03/2017]:
Ciao Giuseppe, tutti i complimenti che potevano essere espressi te li hanno già fatti gli amici che sono intervenuti prima di me. Un altro splendido esemplare che va ad arrichire il tuo "personale" Royal Army....."Dio salvi la Regina".....anche lei non macchia la pelle ai leopardi....
Che il modellismo continui a scorrere potente in noi.
Alla prossima Ezio

Commento di Francesco Sbarile [27/03/2017]:
Caspita, bellissimo ed interessantissimo articolo. Amo queste realizzazioni risultato di un'approfondita ricerca storica. Tutti i miei più sinceri complimenti Francesco

Commento di Luca Navoni [27/03/2017]:
Ciao Giuseppe.....!!!!

....mi hanno anticipato con i complimenti, comunque davvero bello, ricco di storia e particolari....

....ero presente al tuo argento a Varedo e posso confermare che dal vivo la tua scenetta merita molto di più a quello che si vede in foto....

....ancora complimenti, Luca

Commento di Stefano Deliperi [28/03/2017]:
Bravissimo Giuseppe! Grande ricerca storica e splendido esempio di modellismo, una simbiosi davvero di effetto!
Mi unisco ai complimenti di tutti.

Commento di giuseppe giovenco [28/03/2017]:
.... beh, ora mi state viziando!!! sono davvero contento che abbiate apprezzato la ricerca - grazie; Luca ... da un pluridecorato come te è davvero un bel complimento!!! ... ma ripeto, la cosa più bella è condividere con voi lo spazio di questo forum che di nicchie ne ha parecchie - direi che è un grande soffitto a cassettoni - ancora grazie e rinnovo il piacere di appartenere a questa comunità - Giuseppe

Commento di maurizio ugo [01/04/2017]:
....ciao grande Beppe, nel raccontare i 300 anni circa dei Cameronians Rifles, hai dato chiarito bene l'evolversi spazio temporale fino ai giorni nostri del reggimento, interessanti l'attenzione dei dettagli posta, cosa che fa guadagnare punti al "figurone", in finale, bravo, bravo...
un abbraccio maurizio



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