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Fase 3 - Edificio e selciato
Fase 4 - Frontone casa
Fase 5 - Retro facciata
Fase 6 - Nuovo portico
Fase 7 - I personaggi del diorama
Fase 8 - Ultimi Soggetti
Fase 1 - Preparazione dei pezzi
Fase 2 - Incollaggio
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Modellismo che passione 2011
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I fratelli Horten erano convinti assertori delle ali volanti e degli aeroplani senza piani di coda e in questo senso si erano creati una solida esperienza, realizzando prima della guerra una serie di alianti sperimentali.
Dei vari progetti e modelli sperimentali quello che si avvicinò maggiormente alla realizzazione, non avvenuta per sopraggiunte cause belliche, fu l’Horten Ho IX; i cui progetti vennero presentati all’inizio del 1944 dai fratelli Horten al Rechmarschall Hermann Göring.
Si trattava di un caccia-bombardiere in grado rispondere, almeno in parte, alla specifica 1000x1000x1000, cioè trasportare un carico di 1000Kg a 1000 Km di distanza ad una velocità di 1000Km/h; basato sulla formula dell’ala volante e spinto da due turboreattori annegati nello spessore dell’ala-fusoliera stessa (precorrendo anche alcuni concetti stealth).
Gli Horten non dissero che un prototipo HO IX V-1 senza motori, per prove aerodinamiche, era già in costruzione.
Göring, da vecchio aviatore quale era, ne fu entusiasta ed affascinato da un disegno così avanzato e richiese che la costruzione fosse avviata nel più breve tempo possibile.
La motorizzazione prevedeva due turboreattori BMW 003 Sturm ma visti i ritardi e le difficoltà della messa a punto di questi motori, si ripiegò per il prototipo HO IX V-1 sui collaudati Jumo 004 Orkan.

Mentre il secondo prototipo era in costruzione a Gottinga, il primo iniziava i voli rimorchiati a Oranienburg il 1° marzo 1944, pilotato da Heinz Scheihauer, con buoni risultati, a parte un atterraggio di emergenza, in quanto il pilota aveva dimenticato di far rientrare un’asta con un misuratore di assetto.
La preparazione per la produzione in serie venne assegnata alla Gotha e una delle conseguenze fu che il progetto ebbe la nuova designazione Go 229 A.
Nell’estate 1944 venne siglato un contratto per altri sette prototipi e venti esemplari di preserie.
L’ala volante Horten-Gotha era un caccia-bombardiere monoposto, bireattore di disegno incredibilmente moderno.
L’armamento prevedeva quattro cannoni MK 108 da 30 mm e due bombe da 1000 Kg sotto la sezione centrale sostituibili da due serbatoi supplementari.
Il prototipo V2 volò a Oranienburg, secondo alcune fonti il 18 dicembre 1944, secondo altre il 2 febbraio 1945, in un secondo volo il 18 febbraio a causa dello spegnimento di uno dei due propulsori l’aereo precipitò, nell’incidente il collaudatore Erwin Ziller perse la vita.
Intanto era in fase di completamento il terzo prototipo designato Go 229 A-01 o V3 e si stava contemporaneamente lavorando al quarto e al quinto rappresentativi di una versione biposto da caccia notturna con radar centimetrino FuG 244 Bremen.
Ad una stadio meno avanzato vi erano anche il V6 da caccia diurna con cannoni MK 103 (al posto del MK 108) e il V7, biposto da addestramento, denominato Go 229B-1.

Il 12 marzo 1945, Göring confermò il programma di produzione per il Go 229 inserendolo nello Jägernotprogramm, ma il 14 aprile lo stabilimento di Friedrichroda venne occupato dalle truppe americane che trovarono il V3 praticamente completo e lo portarono negli Stati Uniti.
Il proseguo degli studi Horten, venne effettuato negli USA, prima con dei prototipi come il Northrop XB-35 Flyng Wing (senza seguito) fino alla realizzazione del bombardiere stealth Northrop B-2 Spirit.
Nota: questo articolo è liberamente tratto e ridotto dall’omonimo articolo comparso su “Speciale Aerei nella Storia – I progetti segreti tedeschi” supplemento al n° 33 di Aerei nella Storia dicembre-gennaio 2004.

Le foto sono del kit Revell in scale 1/72 e raffigurano una ipotetica mimetizzazione che avrebbe potuto decorare i Go 229 A se fossero divenuti operativi.
A tale proposito, penso ci si possa “sbizzarrire” nel riprodurre una serie di questi modelli applicando schemi mimetici basati sui diversi abbinamenti di colori dei velivoli tedeschi di quel periodo (1944-1945).
| Ezio Bottasini [Gallery] 16.02.2012 |